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Innominati, fantasmi e il tasto reset
Scritto da: Luca Caneschi, venerdì 30 luglio 2010
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Arezzo Calcio, si riparte da capo
Il tasto "reset" è una grande invenzione, e su questo siamo tutti d'accordo, ma non esageriamo con il suo utilizzo. Il rischio, altrimenti, è che ogni cosa che succede cancella quella precedente, il cattivo di turno cambia continuamente e, magari, il cattivo precedente diventa prima neutro e poi, addirittura, buono. E allora diciamocelo che questa storia inizia quando, in un ilare dopo partita di Cremona, il Presidente di allora (che da adesso in poi chiamerò l'Innominato) mise in scena un surreale siparietto con il direttore sportivo di allora nel quale si annunciarono programmi con un ridimensionamento di spesa del 50%, al quale seguirono nei giorni successivi sogni di accoppiate Maniero-Baclet e valzer di allenatori per i quali, parole sempre dell'Innominato, Arezzo doveva essere la prima scelta. Poi il colpo di scena: un comunicato stampa nel sito dell'Arezzo, riuscito così a fare notizia proprio nei suoi ultimi giorni di vita, annuncia il disimpegno totale e la volontà di non iscrivere la squadra al campionato. I giorni successivi sono per appassionati di rebus, tra dichiarazioni e atti in contraddizione tra loro tra i quali la domanda di iscrizione al campionato di Lega Pro e un tentativo di accordo con i calciatori del quale viene incaricato un legale aretino che con il calcio, fino ad ora, poco aveva avuto a che fare. Anche quelli erano giorni preziosi, almeno quanto gli ultimi quindici, ma fare qualcosa era difficile perché le carte erano in mano sempre del solito (Innominato) croupier. Alla fine la decisione è quella di mollare, presa come sempre in assoluta e totale solitudine, senza tener conto di niente e di nessuno. Per questo oggi stride sentir dire che "era chiaro che senza l'Innominato non si può fare calcio". Non è su questo che si è discusso, mai: anzi, per tutti era chiaro che Lui fosse, anche per chi lo criticava, il male minore essendo difficilissimo trovare oggi, in questo calcio e in questa città, qualcuno che si sobbarcasse un onere del genere. La storia lo dimostra, non soltanto ad Arezzo: l'impresa lo scorso anno non è riuscita a Venezia, ad Avellino, a Messina e sta trovando difficoltà a Rimini e a Mantova e se ha trovato soluzione a Perugia, con più tempo a disposizione, è pur vero però che hanno comunque ingaggiato (e hanno fatto bene, visto il loro valore) Ds e allenatore del Sansepolcro, non del Real Madrid. Anche i quindici giorni appena trascorsi, con l'inutile tentativo della proposta firmata Galantini-Fioretti, insegnano qualcosa ma non sono sufficienti per arrivare a conclusioni drastiche, quali "ad Arezzo non c'è nessuno che vuole investire sul calcio". E' stato un tentativo che fin dall'inizio si è trovato privo del suo 50%, stante il disimpegno di Fioretti, e che è stato portato avanti con una buona fede e volontà, tanto che oggi sparare su chi lo ha condotto sarebbe ingiusto sul piano umano e morale, ma anche senza criteri che consentissero di creare realmente una compagine societaria credibile per assenza di una base economica alla quale altri si sarebbero dovuti aggiungere. Oggi, nel momento della apparentemente scontata rinuncia di Galantini, leggendo le cronache c'è un altro elemento che è stato resettato quasi completamente, ed è quel comitato di tifosi che, fin dall'inizio, è stato all'opera, e che ha fatto qualcosa di veramente concreto per salvare il calcio. Propone un sogno, parlando di azionariato popolare? Forse, ma chissà se, con la crisi di un certo tipo di calcio, non precorra invece i tempi. Sarebbe bello se, anziché inseguire Innominati o fantasmi, si puntasse su questa idea per costruire, davvero, un calcio nuovo.
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Il comitato: "E' stato perso troppo tempo"
Scritto da: Matteo Marzotti, venerdì 30 luglio 2010
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una riunione del comitato
“La sensazione è che si è perso tempo prezioso per far ripartire l’Arezzo”. Il comitato Orgoglio Amaranto guarda con rammarico a quanto accaduto nelle ultime settimane. Dall’addio alla Lega Pro, alla corsa contro il tempo per trovare acquirenti seri e motivati, fino al nuovo cambio di direzione che ha portato Galantini a dover alzare bandiera bianca. Tutto questo è ciò a cui hanno dovuto fare fronte i tifosi amaranto. “Ancora una volta l’input è venuto dal basso – spiega il comitato. Sia il comunicato stampa che lo striscione degli Ultras sono serviti per smuovere la situazione. Adesso dobbiamo sperare di avere ancora tempo utile per organizzare nuovamente il lavoro”. Inutile nascondere il rimpianto dei tifosi per quelli, che alla luce dei fatti, oggi sembrano essere stati degli errori di valutazione. “Ci sono stati indubbiamente dei disguidi. Galantini ha impiegato alcune settimane per metabolizzare gli oneri legati alla gestione della società”. La speranza adesso è quella di vedere al più presto una nuova società iscritta al Campionato Nazionale Dilettanti e con la possibilità di affrontare in maniera adeguata l’avventura nella prossima serie D. “Serve una proprietà seria e affidabile – conclude il comitato. Giunti a questo punto è impensabile sbagliare di nuovo il primo passo”.
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Il sindaco dà l'ultimatum a Galantini
Scritto da: Matteo Marzotti, giovedì 29 luglio 2010
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Fanfani e l'assessore De Robertis
“In considerazione delle imminenti scadenze che devono portare o meno l’Arezzo calcio a iscriversi al campionato di serie D, ho chiesto formalmente a Galantini di sciogliere ogni riserva entro stasera alle 20: o dà prova di avere garanzie adeguate oppure rinuncia”. Così il Sindaco Giuseppe Fanfani ha reso noti i contenuti di una lettera che ha scritto a Galantini, impegnato da giorni nel tentativo di iscrivere l’Arezzo al campionato suddetto.
“Credo che Galantini – ha proseguito Fanfani – non abbia trovato le condizioni per andare avanti, ha fondato un’ipotesi di lavoro su una realtà che si è poi rivelata più difficoltosa di quanto previsto. Nonostante tutto lo ringrazio perché si è comportato sempre correttamente e da grande conoscitore di calcio quale è”.
Un giudizio condiviso dall’assessore allo sport Lucia De Robertis: “In questi 10 giorni di lavoro fianco a fianco ho avuto occasione di apprezzare la competenza di Galantini, i suoi sforzi, che sono condivisi totalmente dall’amministrazione comunale, e posso dire che ha rinunciato all’apporto di personaggi che non davano alcuna certezza”.
“La domanda da porsi – hanno concluso Fanfani e De Robertis – è: esiste ancora l’amore per il calcio in questa città? Se sì, qualcuno si faccia avanti. Abbiamo ancora, sembra, una settimana. Il 6 agosto l’Arezzo deve essere iscritta e se Galantini dovesse rinunciare ci rimetteremo a sollecitare vari soggetti. A tutti chiederemo concretezza, caratteristica che ci consentirebbe, come amministrazione, di muoverci meglio, con più credenziali, nei confronti della realtà economica locale”.

Nel frattempo la Lega Nazionale Dilettanti è venuta incontro all'Arezzo. Nel pomeriggio l'assessore De Robertis ha ricevuto l'ok dagli uffici di Roma riguardo una deroga per l'iscrizione al prossimo campionato di serie D. Entro il prossimo 4 agosto la società amaranto dovrà presentare domanda di ripescaggio tra i Dilettanti. L'Associazione Calcio Arezzo infatti, essendo stata esclusa dalla Lega Pro, sarebbe ripescata nel Campionato Nazionale Dilettanti. A quel punto la Lega darà tempo fino al 7 agosto per permettere alle nuove società di mettersi in regola con le tasse di iscrizione e i vari pagamenti. Ciò significa che i 300mila euro relativi al titolo sportivo e i 49mila euro per le tasse di iscrizione dovranno essere versati in quella data. Un procedimento quello adottato dalla Lega che è rivolto soprattutto a quei sodalizi come Arezzo, Rimini, Mantova e Ancona, che hanno dovuto fare i conti con l'esclusione dai rispettivi campionati e le difficoltà per programmare una base solida da cui poter ripartire.


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Oggi si pronuncia il Consiglio di Lega
Scritto da: Matteo Marzotti, giovedì 29 luglio 2010
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è attesa per oggi la decisione della Lega
Che ci siano difficoltà attorno al nuovo Arezzo è indubbio. Ormai sono passate due settimane da quando la nuova proprietà si presentò in Comune forte del proprio progetto, grazie al quale riuscirono a convincere i presenti.
La svolta tanto sospirata non è però arrivata. Dopo aver rimandato di alcuni giorni la presentazione dell’organigramma, e di conseguenza l’appuntamento presso uno studio notarile per mettere tutto nero su bianco compreso l’ingresso del comitato in società, l’Us Arezzo ha continuato a camminare sul filo del rasoio.
Una paura quella di non iscriversi nemmeno alla serie D che ha fatto tornare in auge la voce di un possibile rientro di Piero Mancini, poi prontamente sconfessata da tutti. Certo è che la situazione non è delle migliori visto che servono aiuti per espletare le pratiche e in primis i pagamenti che la Lega ha chiesto. 349mila euro sono una bella cifra da mettere sul piatto per garantire l’iscrizione al campionato, senza ovviamente dimenticare il budget per la stagione. Servono forze fresche, motivazioni e nulla più. Nei giorni scorsi era tornato il nome di Marco Massetti che in un primo momento era stato individuato come il principale indiziato per ripartire dalla serie D. Tutti sanno però che l’incontro con Galantini non sortì alcun effetto a suo tempo, tuttavia quanto sta accadendo potrebbe riaprire qualsiasi trattativa. Massetti che dal canto suo garantirebbe l’iscrizione, salvo però chiedere un aiuto per quanto riguarda la sponsorizzazione della squadra e ovviamente per il discorso legato allo stadio. Il presidente della Comas è in grado di saldare i costi per l’iscrizione e se Franco Galantini vorrà potrebbero sedersi attorno a un tavolo per trovare l’intesa giusta. Proprio riguardo allo stadio va detto che c’è un nodo da sciogliere: che sia affitto o gestione (le due proposte offerte dal Comune a Galantini e soci) i costi non sono certo da prendere con troppa leggerezza.
Quanto è emerso negli ultimi giorni ha lasciato intendere alla piazza aretina che senza l’unione di più correnti l’avventura dell’Us Arezzo è destinata a naufragare ovviamente salvo clamorosi colpi di scena. Massetti si è accorto che da solo non può coprire i costi di gestione così come Galantini, il quale non sembra al momento in grado di poter far fronte a tutte le spese.
Tanta attesa, molte aspettative e il tempo che scorre via veloce senza alcuna certezza. Il fatto è che la storia della nuova società amaranto appare quanto mai difficoltosa in queste sue prime battute.
Una massima sul mondo del pallone afferma che “una squadra di calcio è lo specchio del proprio paese”. Se così fosse c’è da augurarsi che per Arezzo (squadra di calcio e città) non arrivi un’ulteriore retrocessone dopo l’addio alla Lega Pro.


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Gli Ultras: "Adesso la pazienza è finita"
Scritto da: Matteo Marzotti, mercoledì 28 luglio 2010
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lo striscione degli Ultras
Uno striscione che la dice lunga sullo stato d'animo dei tifosi. Le parole affisse dagli Ultras presso il cancello del "Città di Arezzo" rappresentano in maniera inequivocabile il pensiero di tutti gli appassionati dei colori amaranto che stanno vivendo giornate all'insegna dell'incertezza. Nessuna novità e mille dubbi che non trovano risposta hanno spinto i tifosi a chiedere lumi su quanto sta accadendo. Un segnale di protesta e soprattutto di rabbia quello apparso nel piazzale dello stadio per dimostrare che chi ha sofferto per la scomparsa dei colori amaranto dalla Lega Pro adesso non può tollerare un'altra delusione.
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