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Amaranto Magazine Calendario 2009
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Il buon sapore di quei magici anni '80
Scritto da: Andrea Avato, mercoledì 25 agosto 2010
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la copertina di Am del febbraio 2008
Magici anni '80, quando si tifava Arezzo col cuore in mano, quando la gente si sentiva partecipe di un progetto senza che la parola progetto la usasse nessuno, perché non ce n'era bisogno. Anni di passione forte, di calciatori che hanno fatto la storia, di presidenti che ci mettevano i soldi e qualcosa in più, di allenatori che facevano discutere. Come sempre. Quasi un decennio di vita calcistica vera, così intensa che è rimasta scolpita nell'anima. Forse perché chi ha visto con i suoi occhi la Coppa Italia dell'81 e la promozione dell'82, chi si è spellato le mani per i gol di Sella a Pistoia, di Traini a Perugia, di De Stefanis a Roma, adesso avverte una vampata di nostalgia che rende tutto più bello e struggente. Ma non è solo suggestione, anche se basta rimettere in play il video della rovesciata di Neri per tornare in pace col mondo. C'è dell'altro: c'è un calcio che non è più stato a misura di tifoso come in quel periodo, c'è un elenco di personaggi che ad Arezzo volevano bene davvero e ne erano sinceramente ricambiati. Dall'88 in poi è cambiata tanta roba e forse solo la parentesi cosmiana ha fatto riassaporare alla gente gli stessi aromi. La cosa bella è che agli anni '80 fa riferimento anche chi, all'epoca, era troppo piccolo per comprenderne l'essenza o addirittura non era nemmeno nato. Segno che quelle stagioni hanno marchiato la nostra crescita in profondità.
Pellicanò, Butti, Mangoni e Neri, solo per citarne quattro, insieme fanno centinaia e centinaia di presenze con la maglia amaranto. Non può che rallegrare, quindi, che due di loro siano tornati a far parte della famiglia. Il calcio si fa con gli euro, con i risultati del campo, con una prosaica pragmaticità di programmi, ma si fa anche con i sentimenti. Il dettaglio, ultimamente, era sfuggito a molti, anzi troppi, compreso il vertice della piramide che scendeva dal letto la mattina e disponeva a suo piacimento a seconda dell'umore, quasi sempre senza logica. Tanto il grano era il suo e ciò bastava. Oggi bisogna ripartire dalla Fortis Juventus: un bel guadagno, non c'è che dire.
Per il nuovo Arezzo i nomi di Mangoni e Neri sono un ottimo biglietto da visita, due pezzi da novanta dell'organigramma. Per la piazza che rappresenta e le aspettative che deve soddisfare, sarebbe stato assurdo che la società non avesse avuto un direttore sportivo nel pieno delle funzioni né un direttore generale benvoluto dall'ambiente. Dove sta scritto che in serie D un responsabile dell'area tecnica, che si occupi di mercato e di settore giovanile, di osservatori e rapporti con l'allenatore, sia superfluo? E' rassicurante che Massetti e Lami abbiano cambiato idea al riguardo, disegnando uno staff dirigenziale al quale adesso spetterà il compito di lavorare bene e con l'occhio rivolto al futuro.
Quest'anno sarà dura: la squadra è partita in ritardo, è stata costruita in fretta, di soldi da spendere non ce ne sono a tonnellate e il campionato è dietro l'angolo. Può darsi che bisognerà soffrire e accontentarsi. Il che non significa chissà quale vergogna. Se c'è veramente la volontà di migliorare passo dopo passo, come dimostrano gli ultimi segnali, si può accettare anche una stagione di transizione. Alrtimenti richiamiamo Mancini, magari gli è presa voglia di rientrare...

P.s. Nel febbraio del 2008 dedicammo la copertina di Amaranto magazine e il servizio d'apertura del giornale proprio ai fantastici anni '80, che oggi tornano prepotentemente agli onori della cronaca! Per scaricare il pdf del giornale, clicca qui.
Categoria : Punti di vista
 
L'Arezzo supera la Baldaccio 1a0. In rete Presti
Scritto da: Alessandro Bacci, mercoledì 25 agosto 2010
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l'Arezzo è a caccia di rinforzi
Sotto gli sguardi attenti di Mangoni e Menchino Neri gli amaranto di Carrara sono scesi in campo questa sera contro la Baldaccio allenata da un altro ex-amaranto, Roberto Bacci. In tribuna erano presenti anche il Presidente Massetti e il diesse della Sangiovannese Fabrizio alunni, venuto a visionare l’Atletico Arezzo ma anche due giovani giocatori cresciuti all’ombra del Marzocco come Undini e Nofri. È stata un’amichevole combattuta in cui le due formazioni non si sono risparmiate con entrate decise e interventi da partita vera con gli animi che in alcuni frangenti si sono scaldati. Alla fine hanno vinto gli amaranto grazie a un gol verso la fine dell’incontro realizzato da Presti new-entry nella rosa a disposizione di Marco Carrara. Presti ha infatti appoggiato in rete a porta vuota il pallone della vittoria grazie anche alla deviazione di un difensore avversario su untiro da fuori area che ha spiazzato il portire di Bacci. In panchina per l'Arezzo erano presenti molti volti nuovi come ad esempio gli esterni Di Bartolo (classe ’92) e Balestrieri, così come la punta D’Ignazio che si è mosso molto bene con il compagno di reparto Presti (classe ’92). Proprio D’Ignazio è riuscito a mettersi in mostra con due belle progressioni che lo hanno portato al tiro senza però trovare la porta dei padroni di casa. L’undici sceso in campo dal 1’ era lo stesso che domenica ha affrontato la Fortis segnò anche della volontà di mister Carrara di dare una certa continuità al gruppo. Unica nota stonata l’infortunio di Recchi che lo ha costretto ad uscire dopo 19’ per Tanaganelli.
Domani pomeriggio la società presenterà Neri e Mangoni e l’addetto stampa Chiarini, ex allenatore della squadra di calcio femminile della Stella Azzurra.

ATLETICO AREZZO (4-1-4-1): Lattanzi; Recchi (19’ pt Tanganelli), Pacciarini (29’ st Undini), Della Bianchina (35’ st Undini), Starnini (12’ st Di Bartolo); Marraghini (33’ pt D’Ignazio); Terzi (1’ st Balestrieri; 40’ st Gallastroni), Marmorini (34’ st Mencarelli), Carrozza (27’ st Mautone), Rubechini (19’ st Anderson); Sanguinetti (24’ st Presti).
A disposizione: Lancini, Morettini.
Allenatore: Marco Carrara.

Resta in fermento il mercato dell’Arezzo. La società è al lavoro per integrare un organico che ha assoluto bisogno di rinforzi. E’ soprattutto il reparto avanzato a necessitare di innesti efficaci: l’obiettivo numero uno è Riccardo Paganelli, attaccante classe ‘87, che da diverso tempo è nel mirino della dirigenza amaranto. Le sue quotazioni tuttavia, sono in forte ribasso: in estate è stato acquistato dal Carpi, ma un infortunio lo ha frenato e la dirigenza emiliana si è vista costretta a rimpolpare ulteriormente il reparto avanzato. Il giocatore ha voglia di giocare titolare ma preferirebbe restare tra i professionisti, visto l’ottimo score della passata stagione(10 gol in 21 presenze con la maglia del Russi in serie D). Un nome più semplice da raggiungere potrebbe essere quello di Andrea Presti, classe ‘92, seconda punta molto rapida. Presti era ad un passo dall’Orvietana, ma il trasferimento è sfumato perchè il giocatore preferirebbe vestire amaranto. Intanto, ieri alcuni giovani in prova si sono allenati con la squadra: tra questi gli esterni Di Bartolo (‘91) e Ricci (‘91).
Dopo l’eliminazione in Coppa Italia, l’Arezzo torna in campo per una gara amichevole. Gli amaranto saranno impegnati questa sera (ore 21) allo stadio Saverio Zanchi di Anghiari, dove affronteranno la Baldaccio Bruni dell’ex allenatore della Berretti Roberto Bacci. Prezzo del biglietto: 5 euro. L’esordio in campionato dell’Arezzo, previsto per domenica 5 settembre a Sesto Fiorentino, potrebbe essere anticipato di un giorno (sabato pomeriggio, sempre alle 16). Nelle prossime ore è atteso il comunicato ufficiale della Lega.

Articolo pubblicato questa mattina sul Nuovo Corriere Aretino


Categoria : News
 
Mangoni è il nuovo Direttore Sportivo
Scritto da: Matteo Marzotti, martedì 24 agosto 2010
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Andrea Mangoni in maglia amaranto
"E' un'emozione unica, di quelle che non ti aspetti. Sono davvero contento di poter tornare ad Arezzo". Andrea Mangoni, classe 1960, torna ad Arezzo. Non ci sarà una maglia amaranto ad attenderlo bensì una scrivania dietro la quale siederà il nuovo Direttore Sportivo. Nato a Pistoia, Mangoni arrivò in amaranto nella stagione 1980-'81 fortemente voluto dall'allora Direttore Sportivo Giuliano Sili. In otto stagioni il nuovo diesse dell'Atletico Arezzo collezionò 5 reti e 256 presenze, il terzo di sempre nella classifica amaranto. Con il cavallino rampante Mangoni ha conquistato una serie B, ha vissuto l'era Terziani ed è stato allenato da tecnici come Angelillo e Riccomini scendendo in campo contro il Milan a San Siro e rendendosi protagonista nella partita con il Campobasso con la quale l'Arezzo riuscì a strappare la salvezza con i denti. Il 9 giugno del 1985 Menchino Neri segnò il gran gol in rovesciata e sulla fascia destra, pronto a servire al centro il capitano, c'era proprio Mangoni. "Incontrare dopo tutti questi anni Menchino è come ritrovare un fratello - confessa Mangoni. Siamo legati da un'amicizia profonda basta pensare che abbiamo condiviso per sei anni la stessa camera durante i ritiri. C'è fiducia reciproca e tanta voglia di fare bene perchè la società anche se nata da pochi giorni è guidata da persone serie che hanno creato un progetto a lungo termine". L'Atletico Arezzo presenterà giovedì alle ore 16 il nuovo diesse e nell'occasione ci sarà spazio anche per annunciare il nuovo Direttore Generale, Menchino Neri e il nuovo addetto stampa Claudio Chiarini. A marigine dell'incontro verrà illustrato il rapporto di collaborazione con l'Union Team Chimera.

Andrea Mangoni è il nuovo Direttore Sportivo dell'Atletico Arezzo. L'annuncio è arrivato a metà pomeriggio attraverso una nota pubblicata sul sito della società amaranto. Il nome di Mangoni era già stato accostato più volte nei giorni scorsi al club di Viale Gramsci, ma solo oggi la società ne ha dato l'ufficialità. Mangoni, che ha indossato la maglia amranto a partire dalla stagione sportiva 1980-81, ha iniziato la carriera da dirigente nella Spal, senza contare le collaborazioni con Catania, Rimini, Pistoiese e Palermo in qualità di osservatore.


Categoria : News
 
Cordate, dichiarazioni e smentite
Scritto da: Matteo Marzotti, martedì 24 agosto 2010
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Giuliano Sili
La nuova dirigenza amaranto sta lavorando per regalare a Marco Carrara gli ultimi innesti per affrontare in maniera adeguata il prossimo campionato di serie D. La campagna abbonamenti condotta di comune accordo con il comitato verrà presto svelata visto che ieri a Palazzo Cavallo anche l’amministrazione comunale ha potuto conoscere alcuni dettagli. Eppure nonostante l’Atletico Arezzo stia prendendo forma, cercando di tornare alla normalità dopo la burrasca estiva, le dichiarazioni di alcuni protagonisti, i silenzi e la mancanza di smentite lasciano un po’ di dubbi. Andiamo con ordine.
Le cordate. Nelle ultime ore si sono fatte sempre più insistenti le voci di un possibile ritorno di fiamma di Giuliano Sili che, stando alle indiscrezioni, starebbe lavorando alla composizione di una cordata per formulare un’offerta a Massetti. Nei prossimi giorni sono attesi sviluppi e capiremo se si tratta di un fuoco di paglia o dell’ennesimo colpo di scena privo di fondamento. Va detto però che non è il solo Giuliano Sili ad avere interesse verso l’Atletico Arezzo. Da Perugia rimbalza un’altra news: alcuni imprenditori umbri avrebbero cercato un incontro con Massetti e il suo vice per parlare appunto della società amaranto. La cifra esatta al momento non è nota, tuttavia le ultime novità non hanno trovato alcuna smentita da parte del club di Viale Gramsci.
Nessuna smentita. Nel frattempo Massetti e Lami parlano solo di contatti con imprenditori legati a possibili sponsorizzazioni, senza citare in alcun modo le cordate. Segno forse della volontà del patron di andare avanti al timone dell’Atletico, guidando in prima persona la nave amaranto. Resta però il fatto che ieri in Comune lo stesso Massetti ha ventilato l’ipotesi di farsi da parte qualora arrivassero offerte adeguate, in grado di garantire il bene dell’Arezzo. Il Presidente d’altronde è riuscito attraverso importanti sacrifici a mettere nuovamente in moto il treno amaranto, però lui stesso ha ripetuto in varie occasioni che ulteriori aiuti economici potrebbero solamente giovare all’Atletico Arezzo.
Da Viale Gramsci non ci sono smentite, né conferme. Con il ruolo di Menchino Neri, la sua presentazione e la decisione riguardante il settore giovanile che ancora mancano all’appello. Non resta altro da fare se non attendere, sperando che la bollente estate amaranto possa avere finalmente fine per tornare così a parlare solamente di calcio giocato.

Categoria : News
 
Il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto
Scritto da: Roberto Gennari, martedì 24 agosto 2010
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736 paganti per Arezzo-Fortis Juventus
L’Arezzo esce dalla Coppa Italia di serie D già al primo turno, in casa contro la Fortis Juventus, e questo di per sé non è affatto un male, anzi, se solo non fosse per il nome degli avversari, o meglio, per la seconda parte del nome… Scherzi a parte, vincendo, domenica prossima avrebbe dovuto preparare un derby contro il Montevarchi che avrebbe visto per forza di cose animosità in campo, magari col rischio di qualche infortunio, e con meno tempo per preparare un campionato ormai alle porte. Ora ci sono due settimane prima della prossima partita ufficiale, che saranno sicuramente utili per completare l’organico, rifinire il lavoro tattico e far girare di più e meglio le gambe, insomma per farsi trovare pronti al via di una stagione che si annuncia difficilissima. Perché come ci ha insegnato la Fortis ieri, nessuno ci farà sconti perché siamo l’Arezzo, anzi. Certo, una vittoria avrebbe giovato al morale della truppa e dei 736 paganti, ma non si può avere tutto dalla vita. Tutto sommato, meglio uscire ora che a metà stagione. Del resto, anche l’Arezzo di Somma uscì subito dalla Coppa Italia di Serie C ma nessuno si sentirebbe di fargliene una colpa. Il paragone è improprio, me ne rendo conto, ma serve a far capire che un’eliminazione come quella di ieri ci dice poco o niente su quella che sarà la stagione degli amaranto.
Intanto, della partita di ieri teniamoci la grinta, la capacità di reagire e anche il gol capolavoro di Rubechini, perché onestamente per il resto non si è visto poi tantissimo, soprattutto nel primo tempo. La squadra è imballata dal lavoro di preparazione, ha pressato pochino a tratti (soprattutto dopo il 2-1 dei biancoverdi, ma a quel punto forse era anche finita la benzina), ha da registrare alcune cose e – ovviamente – da crescere in fase offensiva. Il lavoro di mister Carrara si vede nella disposizione in campo, con la squadra sempre ordinata e attenta a tenere le giuste distanze tra i reparti, anche se gli automatismi ancora non ci sono e questo ha rallentato molto la manovra, oltre a creare qualche incertezza in fase difensiva. Anche l’arbitraggio a tratti non mi ha convinto, tra vantaggi non dati, una severità forse eccessiva nel rosso a Sanguinetti, un rigore nel finale per noi che ci poteva stare, qualche incertezza nei fuorigiochi e alcuni gialli da tirar fuori un po’ prima, anche se ho visto arbitraggi molto peggiori in Lega Pro lo scorso anno. Ma questa è la serie D, e qui dobbiamo stare, speriamo il meno a lungo possibile. Guardando un secondo all’erba del vicino, a Perugia il biglietto (di curva) costava otto euro (cinque quello ridotto), e hanno fatto quasi duemila paganti. Poco importa che abbiano passato il turno, anche loro a quanto si può capire da qua non sono proprio avanti con la preparazione e il lavoro tecnico. Ma l’Arezzo deve fare i conti solo con sé stesso, e i conti si fanno l’8 maggio, dopo l’ultima giornata.

Categoria : News
 
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Serie D Girone E - 1° giornata
Deruta - Fortis Juventus 1 - 1
Flaminia - Pontevecchio 1 - 1
Gruop Castello - Pianese 1 - 1
Monteriggioni - Castel Rigone 1 - 1
Orvietana - Montevarchi 1 - 2
Sansepolcro - Perugia 2 - 2
Scandicci - Voluntas Spoleto 1 - 0
Sestese - Arezzo 2 - 0
Sporting Terni - Todi 0 - 1
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