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Amaranto Magazine Calendario 2009
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Blog - E' calcio e basta. E gli occhi lucidi
Scritto da: Andrea Avato, sabato 10 luglio 2010
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l'Ac Arezzo non esiste più
Chi piange, chi tace, chi pensa, chi ride. Chi impreca, chi si agita, chi si lascia andare, chi guarda avanti. Ognuno il lutto lo elabora a modo suo. E' un lutto strano questo, è una passione strozzata, un pezzo di cuore buttato via. E' quel groppo in gola che porca miseria non ti saresti aspettato mai di provare e invece ti viene su all'improvviso, in mezzo alla gente, e quasi ti vergogni perché è calcio e basta e non puoi prenderla così. Calcio e basta, cioè tutto. E' il ricordo di quel giorno che hai vinto, è la cicatrice di quella volta che hai perso, è la tua vita mescolata a quella degli altri, è l'emozione di una palla maledetta che va dove deve andare e dentro senti una roba strana che ti fa volare. E' finita, è chiusa, siamo degli ex che devono ricominciare un'altra storia, da un'altra parte. Non è mai stato bello l'Arezzo, non è mai stato forte l'Arezzo, non è mai diventato uno squadrone di serie A. Ma era l'Arezzo e in quelle maglie c'erano i sentimenti, le speranze, l'orgoglio. C'era l'anima. Oggi è un'anima che si trascina, nulla più. Calcio e basta, ma fa male. E' un dispiacere, una rabbia, una delusione, un'amarezza. E' la sera dei cattivi pensieri, della ferita che brucia. Non doveva bruciare così, ormai siamo grandi, siamo duri, ma brucia lo stesso. E' calcio e basta. E gli occhi lucidi. La passione non muore, ma deve passare la nottata. Titoli di coda. E' stato bello. Domani sarà tutto diverso. Fine.
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Blog - Una telefonata e un'estate romana
Scritto da: Andrea Avato, giovedì 01 luglio 2010
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due mesi da vivere a Roma
Ci sono coincidenze, storie, telefonate che ti cambiano programmi e progetti. Fino a lunedì mattina avrei immaginato questo primo luglio semplicemente come il giorno chiave per il destino dell'Arezzo, da trascorrere fuori dallo stadio a fiutare l'aria che tira o davanti al pc a raccontare gli eventi, come tante volte in passato. Invece mi ritrovo a Roma, con la prospettiva di trascorrere due mesi in un'altra redazione, con altre cose da fare e una vita molto diversa da vivere. Primo luglio trentuno agosto sono i confini di un'estate particolare, arrivata all'improvviso sul display del telefonino. Due mesi alla redazione sport de La7 rappresentano una soddisfazione, un'esperienza, un carico d'aspettative e anche di ansie, un investimento per il futuro o semplicemente una bella parentesi. Vedremo. Di sicuro tutti, almeno una volta nella vita, abbiamo guardato più su e avvertito il desiderio di misurarci con un altro ambiente, di salire un altro scalino, anche solo per vedere l'effetto che fa e cosa si prova. Ma a prescindere da ciò, scrivo queste righe per rispetto (ma direi anche per affetto) nei confronti di chi ha preso il sito di Amaranto magazine come un piccolo punto di riferimento, un modo per stare a fianco dell'Arezzo e a fianco di una passione. Per qualche settimana le news e i commenti li cureranno quei giornalisti che fanno parte della redazione e che di questo (ex) blog sono ormai colonne portanti. Per quanto mi riguarda, mi spiace assentarmi proprio adesso che la situazione amaranto non è bella per niente. Ma certe cose non si possono scegliere e Roma, in fondo, non è così lontana.
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Blog - Un anno dopo, ciao Emiliano!
Scritto da: Andrea Avato, giovedì 24 giugno 2010
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in ricordo di Emiliano Padrini
E' passato un anno da quando Emiliano Padrini se n'è andato. Sembra ieri, invece non è così. Sembra ieri che la notizia della sua scomparsa fece rapidamente il giro della città, destando dolore, sconcerto ma soprattutto incredulità. Perché era impossibile che uno come Emiliano ci lasciasse all'improvviso, senza un saluto, senza un sorriso e senza un pensiero per quell'Arezzo a cui voleva troppo bene. Emiliano scriveva su questo blog col nick di cittino66, lo stesso che aveva quando frequentava il sito dei botoli ringhiosi. Allo stadio non mancava mai, fedele come solo i tifosi veri sanno essere. E i suoi erano sempre commenti pungenti, che uscivano fuori dagli occhiali e da sotto la visiera dell'inseparabile cappellino. Oggi che l'Arezzo non se la passa troppo bene, chissà cosa avrebbe detto lui, chissà quale modo avrebbe trovato per spargere comunque un po' di ottimismo. A distanza di un anno, l'abbraccio più grande va a Valentina e a Camilla, le donne della sua vita. Caro Emiliano, ci manchi.
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Blog - Un'emozione che gioca a calcio
Scritto da: Andrea Avato, mercoledì 07 aprile 2010
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Leo Messi, emozione pura
Un martedì sera qualunque davanti alla tivù, una partita di Champions come tante, uno sguardo appena incuriosito buttato sullo schermo. E minuto dopo minuto, un'emozione strana che ti prende. Un gol, due gol, tre gol, il calcio giocato con il fisico e lo spirito di un bambino. Quel pallone che canta in mezzo al campo, lo stadio stracolmo e tutti che si inchinano verso un ragazzo baciato dal talento. Non capitano spesso serate così, in cui non ci sono barriere di tifo o di colori e puoi godere con l'animo puro. Ieri è andato in onda il Football, un piccolo calciatore ha toccato i cuori della gente ed è sembrato una minuscola, velocissima divinità caduta dal cielo. Non sono i quattro gol che hanno fatto venire i lucciconi, quattro gol li avevano segnati anche Simone Inzaghi e Dado Prso. E' stato tutto il resto, dentro l'area, sugli spalti. Chissà cosa si prova a portare un numero 10 sulle spalle e a giocare partite così. Da spettatore, è stata una serata bellissima. Leo Messi è un'emozione che gioca a calcio.
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Blog - Oggi la sosta e a Pasqua si gioca. Misteri
Scritto da: Andrea Avato, domenica 28 marzo 2010
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la prima divisione oggi si ferma
E' la domenica dell'ora legale, del risveglio anticipato di sessanta minuti e dell'ultimo turno di sosta del campionato. Oltre a capire, tra uno sbadiglio e l'altro, se le lancette vanno spostate avanti o indietro, e a mettere mano a tutte le pendole e i cucù di casa, i tifosi della terza serie devono porsi un quesito di non poco conto. Perché mai, si domandano senza trovare risposta, quei geni della Lega Pro hanno messo la pausa della C2 la settimana scorsa, la pausa della C1 oggi e il prossimo weekend, con la Pasqua che incombe, fanno giocare tutte le partite di sabato alle ore 15, che magari uno avrebbe anche da lavorare, da tenere aperto il negozio o da farsi 72 ore di vacanza? Ma il fine ultimo della cosiddetta Lega Pro non era forse quello di favorire l'afflusso della gente nei fatiscenti stadi della nobile, nonché calcisticamente decaduta, provincia italiana? Non era molto più semplice e più intelligente far giocare la C2 e la C1 in queste domeniche e prendersi un po' di riposo nel fine settimana dell'uovo, della colomba e della gita di pasquetta? Domande assillanti che martellano le tempie. Ma da Macalli in giù, nessuno batte un colpo e il programma resta quello: il sabato di Pasqua si gioca. Oggi ognuno si arrangi come può e come sa. Chi vuole, avvii pure panina e uova sode. Ha il permesso di Macalli.
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