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La Battaglia di Altopascio - prima parte

Nei primi anni Venti del Trecento Arezzo è un potente stato ghibellino dominato dalla famiglia Tarlati. A capo di tutto c’è Guido, vescovo e signore della città e di un territorio molto vasto. In pochi anni – prima con Uguccione della Faggiuola e in seguito con la signoria tarlatesca – si è riusciti a riconquistare tutte le terre perse dopo la sconfitta di Campaldino del 1289 e a riformare un dominio solido e temuto dal “vicinato”.



Una presunta immagine di Castruccio Castracani nel Camposanto di PisaNei primi anni Venti del Trecento Arezzo è un potente stato ghibellino dominato dalla famiglia Tarlati. A capo di tutto c’è Guido, vescovo e signore della città e di un territorio molto vasto.

In pochi anni – prima con Uguccione della Faggiuola e in seguito con la signoria tarlatesca – si è riusciti a riconquistare tutte le terre perse dopo la sconfitta di Campaldino del 1289 e a riformare un dominio solido e temuto dal “vicinato”.

I Tarlati, nella loro opera di rafforzamento, non disdegnano di attaccare le altre grandi potenze confinanti, ovvero Siena, Perugia e Firenze, per conquistare nuovi territori o consolidare quelli già sottomessi. Essi possono contare su due potenti alleati: Federico da Montefeltro e Castruccio Castracani.

Il primo appartiene a una famiglia da tempo legata ad Arezzo, e controlla Urbino e le Marche. Muore trucidato dalla sua stessa gente durante una sommossa popolare nel 1322 fomentata dal vescovo di Rimini, prima che arrivasse in suo aiuto un contingente di 600 aretini.

Il secondo è signore di Lucca, Luni, Pistoia e Volterra e fa parte della famiglia magnatizia lucchese degli Antelminelli, guelfi bianchi, che per il loro indirizzo politico erano stati esiliati nel 1300 prima a Pisa e quindi in Inghilterra, quando il guelfo nero Bonturo Dati aveva preso il potere.

Dall’isola britannica l'ormai ghibellino Castruccio si sposta dapprima in Francia e quindi torna in Italia, ponendo al servizio di Verona e Venezia le sue qualità di uomo d’armi.

 

Il cenotafio di Guido Tarlati nella parete sinistra del Duomo aretinoNel 1314, con la discesa dell’imperatore Arrigo VII in Italia, può rientrare in patria. Combatte nel 1315 contro i guelfi fiorentini a Montecatini, a fianco di Uguccione della Faggiuola, signore di Lucca e Pisa e già podestà di Arezzo a cavallo dei secoli XIII e XIV. L’anno successivo, a seguito della ribellione dei pisani e dei lucchesi a Uguccione, il Castracani viene acclamato prima capitano di guerra e il 12 giugno 1316 console a vita di Lucca.

Nel 1320, ormai rinsaldata la signoria lucchese, Castruccio riapre le ostilità contro Firenze e intraprende una serie incursioni nella zona di Prato. Nello stesso anno il re Federico I d’Asburgo lo nomina vicario delle terre lucchesi. Tra i piani per sconfiggere il colosso guelfo, il più ambizioso è senz’altro il progetto di chiusura dell’Arno a Lastra a Signa, che avrebbe allagato la città.

L’impresa è impossibile da attuare, ma Firenze, che vive anni di gravi lotte interne, viene colpita a più riprese ai fianchi dai ghibellini. Castruccio è una temibile minaccia per i fiorentini, che nei primi mesi del 1325 si vedono portare via Pistoia in un batter d’occhio.

Dando fondo a tutta la loro potenza finanziaria, i guelfi allestiscono un esercito possente, al comando del quale viene chiamato lo spagnolo Ramon de Cardona, in precedenza alla testa dell’esercito della Chiesa nell’Italia settentrionale. Il 3 agosto 1325 i filopapali partono all’offensiva e assediano Altopascio con oltre diciassettemila uomini, in gran parte mercenari. Dopo 26 giorni, il 29 agosto, la fortezza del paese si arrende.

 

Parti del castello di Altopascio, in provincia di LuccaLa zona è però paludosa. La permanenza dei fiorentini in quei luoghi per molto tempo provoca gravi epidemie. Inoltre all’interno del consiglio di guerra continuano i contrasti su quale azione militare perseguire per sgominare definitivamente i ghibellini, tutto a vantaggio di questi ultimi che si rinforzano e preparano la controffensiva.

Dal suo acquartieramento della vicina Montecarlo, l’11 settembre, Castruccio compie un blitz dei pressi di Porcari. I guelfi, che dopo aver spostato il campo alla ricerca di zone più salubri stanno allestendo nuove fortificazioni, sono colti di sorpresa. L’attacco li indebolisce psicologicamente, il Cardona decide così di trasferire il campo nuovamente nella insalubre pianura alluvionale di Altopascio, che gli consente maggiori vie di fuga, e rimane lì, in attesa dello scontro campale.

Anche se poco coeso, l’esercito fiorentino è comunque un gigantesco contingente contro il quale difficilmente il solo Castracani avrebbe potuto avere la meglio. Ecco che viene richiesto l’aiuto dell’amico Guido Tarlati e di capi ghibellini del nord.

 

(appuntamento alla prossima settimana per la seconda e ultima parte della Battaglia di Altopascio)





scritto da: Marco Botti, 19/10/2012





COMMENTI degli utenti

Commento 1 - Inviato da: Andrea Avato, il 19/10/2012 alle 22:13

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Quando ero un rabuschio, avessi avuto la macchina del tempo sarei andato nel futuro a vedere come sarà. Adesso forse sceglierei di tornare indietro per vedere com'era. 

Commento 2 - Inviato da: Amarantegnene, il 20/10/2012 alle 00:30

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quando nn si sa che scrivere si riempono pagine con post assurdi!!! ci aspettiamo a breve, la riproduzione della mangusta reale e i nidi del ragno papagno!!!!!!........pessimismo e rassegnazione.....

Commento 3 - Inviato da: canaglia, il 20/10/2012 alle 08:14

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A me invece piacciono e anche parecchio questi intermezzi. Se uno non li vuol leggere, li salta.

Commento 4 - Inviato da: Andrea Avato, il 20/10/2012 alle 08:52

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AMARANTEGNENE (2)

Quando non si sa che scrivere, bisognerebbe non scrivere. Sarebbe meglio.

Commento 5 - Inviato da: giunta, il 20/10/2012 alle 09:15

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bravo andrea

Commento 6 - Inviato da: Arretium, il 20/10/2012 alle 10:09

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AMARANTEGNENE (2)

Se non ti piace l'argomento nessuno ti obbliga ad aprire quella pagina e leggere (a meno che non siano cambiate le leggi).

Commento 7 - Inviato da: il ferro, il 20/10/2012 alle 10:17

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però sicuramente sui siti di storia DI arezzo non trovi niente DELL'arezzo calcio......Smile

 

ma a me me fa piacere leggere cose sulla terra nostra,dei nostri padri e dei nostri nonni......

 

 

Commento 8 - Inviato da: Arretium, il 20/10/2012 alle 10:29

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Non è mica sempre vero Ferro, ad esempio su "Notizie di Storia" della Società Storica Aretina in passato sono stati trattati argomenti come il vecchio stadio di Campo di Marte, ma anche quello che doveva sorgere in Pescaiola e in generale fatti, vicende e personaggi storici dello sport aretino. Forse dovremmo imparare tutti a vivere meno in compartimenti stagni. Smile

Commento 9 - Inviato da: chiana, il 20/10/2012 alle 10:44

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Il problema grosso è che se la gente di Arezzo conoscesse veramente la città e la sua storia sarebbe più attaccata a tutto ciò che la rappresenta invece che alle mode. Arezzo ed il suo territorio sono stati importantissimi per la storia d'Italia fin dagli etruschi e qui si preferisce leggere delle ragazze amaranto ipiuttosto che delle vicende che hanno fatto grande la ns terra... oh topi tanto non ve la danno! Cool

Commento 10 - Inviato da: Hic Sunt Leones 75, il 20/10/2012 alle 14:14

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però sicuramente sui siti di storia DI arezzo non trovi niente DELL'arezzo calcio

in passato sono stati trattati argomenti come il vecchio stadio di Campo di Marte, ma anche quello che doveva sorgere in Pescaiola e in generale fatti, vicende e personaggi storici dello sport aretino

...........................................................................................................................................

Una 20ntina di anni fà ( piu' o meno )  su un giornale   credo  bi-semestrale  c'èra una rubrica  sulla storia dell'Arezzo calcio e le gesta dei suoi   tifosi, èra  stupenda , raccontava ad esempio il post Arezzo Parma, quando i cacciatori  abbandonarono  le loro postazioni di  caccia per raggungere incazzati neri lo stadio ( credo armai di doppietta se la memoria non i inganna )   e  non fecero uscire   la tena  arbitrale  dallo stadio .

 Ogni tanto un po' di storia   fà sempre bene.

Complimenti  vivissimi  per questa  rubrica  ;)

 

Commento 11 - Inviato da: il ferro, il 20/10/2012 alle 17:22

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mi associo ai complimenti come sempre!!!

Commento 12 - Inviato da: Amarantegnene, il 20/10/2012 alle 23:43

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avato penso che ti sei un po montato il capo!! si dovrebbero accettare critiche o suggerimenti. nn mi sembra che scrivi per il corriere della sera oppure hai prodotto un best seller. stai bunino, accetta eventuali commenti discordi, e tifa Arezzo che nn sbagli mai!!!  

Commento 13 - Inviato da: Amarantegnene, il 20/10/2012 alle 23:44

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mi dicono che pensi pure di esse fico.............AMARANTEGNENE!!!!

Commento 14 - Inviato da: il ferro, il 21/10/2012 alle 01:31

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fra mill'anni uno come voantri racconterà la BATTAGLIA DI PAGANI o la FUGA DEI CATANESI....

Commento 15 - Inviato da: Andrea Avato, il 21/10/2012 alle 09:46

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AMARANTEGNENE (12)

quando nn si sa che scrivere si riempono pagine con post assurdi!!! ci aspettiamo a breve, la riproduzione della mangusta reale e i nidi del ragno papagno!!!!!!........pessimismo e rassegnazione.....

Se questo è un suggerimento, io sono Gino Severini.

E grazie del consiglio, oggi vado allo stadio e tifo Arezzo. Meno male che me l'hai detto te. Comunque non è vero che penso di essere fico, penso di essere nella media. 

A volte v'ingarellate sul nulla veramente.

Commento 16 - Inviato da: Mascalzone Chianino, il 21/10/2012 alle 19:49

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Andrea è vero che fai il fico, t'ho visto. anche se a me sembri più un melograno

Commento 17 - Inviato da: Arretium Amaranthus, il 23/10/2012 alle 17:07

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Queste rubriche sui fatti e personaggi storici di Arezzo sono bellissime e mi auguro che continueranno nel mai vano tentativo d'educare...pardon acculturare i botoli che ringhiano!