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''Aaa prossima vorta te vengo apprende accasa''. Pisa, il folle dopo partita dei De Martino

Un tentativo di aggressione, insulti e minacce: prima il figlio giocatore, poi il padre vicepresidente. Il racconto del post gara nella mixed zone della sala stampa, in mezzo a giornalisti sbigottiti e sguardi increduli. Un comportamento maleducato e arrogante che l'Arezzo non può più sopportare



la mixed zone della sala stampa di PisaHo sempre detestato quei giornalisti che vanno a frignare in giro, che per un mezzo rimbrotto dell'intervistato di turno invocano tutte le tutele del mondo e chiamano in soccorso la cosiddetta opinione pubblica. Ma non è questo il caso, anche se a qualcuno potrebbe sembrare l'atteggiamento del piagnone. Non è così, credetemi. Racconto quello che è successo oggi nella mixed zone della sala stampa di Pisa, solo per portare a conoscenza di chi segue questo sito (ma anche Teletruria e RadioEffe) la maleducazione mista ad arroganza di un paio di individui con lo stesso cognome. Individui che dovrebbero rappresentare in maniera decorosa l'Us Arezzo.

 

Alla fine della partita, davanti a una ventina di colleghi aretini e pisani, il calciatore Simone De Martino mi si è avvicinato e mi ha detto: ''aaa prossima vorta te vengo apprende accasa''. Al mio invito a cavarsi dai coglioni (testuale), Simone De Martino ha tentato l'aggressione fisica. Ci hanno divisi. Poi è piombato il padre, Enrico De Martino, il quale ricopre il prestigioso incarico di vice presidente della società. E si è comportato in maniera identica al figlio, gridando ''brutto pezzo demmerda'' e altre cose che non ho distinto in mezzo alla confusione, cercando di mettermi le mani addosso. Ci hanno separati. Tutt'intorno c'erano giornalisti, operatori tivù, maschere dello stadio con sguardi sbigottiti. In tanti mi hanno chiesto: ''Ma quello è il vicepresidente? Ma veramente?''. Veramente, sì. 

 

La faccio breve, ma riguardo l'aggressione c'è dell'altro. I dettagli dell'accaduto saranno parte integrante della denuncia che presenterò nei prossimi giorni nei confronti di entrambi (mai presentato denunce in vita mia, chiederò lumi agli avvocati).  

Tutto ciò, e domando perdono se occupo gli spazi del sito con questa robaccia quando ci sarebbe da analizzare e commentare la partita di Pisa, mi introduce alla conclusione di questo breve articolo. Evidentemente padre e figlio non hanno gradito l'ultimo commento fatto al calcio mercato, pubblicato lo scorso martedì e che trovate a questo link.

 

Stasera, oltre a ribadire mille volte i concetti già espressi in passato, aggiungo che Simone De Martino è ad Arezzo dal 2010/11 e non ha mai giocato con Bacis, con Balbo, con Nofri, con Mezzanotti, con Chiappini, con Cardinali e con Capuano, né in D né in Lega Pro. Se all'interno di un'analisi tecnica sulla squadra, viene messa in risalto quella che è una indiscutibile incongruenza legata alla sua permenenza in rosa, il De Martino figlio deve farsene una ragione. E' un professionista o no? Se la piazza di Arezzo fatica a trovare una qualità calcistica nel vicepresidente Enrico De Martino (che di mestiere fa il sindacalista), il De Martino padre deve farsene una ragione. Non gliel'ha ordinato il dottore di fare il dirigente in un club così importante e con un seguito così numeroso. E se entrambi pensano di venire ad Arezzo e campare di prepotenza, se il padre pensa di imporre il figlio ogni stagione a ogni allenatore e che nessun giornalista abbia il diritto di censurare questo comportamento, se il figlio pensa di ottenere il rispetto con le minacce, si sbagliano di grosso. 

 

Potrei continuare per due giorni, ma non ne ho voglia. Un'arroganza del genere è la cosa più insopportabile di tutte. E il dispiacere vero non è l'aggressione, che non me ne frega niente di niente, ma che l'Arezzo debba prendersi da anni questi schizzi di fango. E' veramente arrivata l'ora di farla finita.

 

scritto da: Andrea Avato, 07/02/2016





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