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LEGA PRO GIRONE A - Play-off

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La salvezza diretta è due punti più su. Il Prato ci crede, ma il gol è un grande problema

La squadra di Monaco, terzo allenatore della stagione, segna pochissimo e ha la penultima difesa del torneo. In trasferta inoltre lo score è tutt'altro che positivo: soltanto due vittorie e ben tredici sconfitte. L'obiettivo della permanenza in categoria senza play-out è comunque a portata di mano: domani al Comunale i lanieri giocheranno con il 4-2-3-1. In avanti Moncini, arrivato in doppia cifra. In rosa giocatori esperti come Marzorati e Tavano



Francesco Monaco, terzo allenatore stagionale del PratoPenultima partita casalinga per gli amaranto che domani sera affronteranno tra le mura amiche il Prato. I lanieri, 33 punti, occupano in compagnia dell’Olbia il terz’ultimo posto in classifica, a 2 lunghezze di distanza dalla salvezza, ma anche con soli 4 punti sul Racing Roma, ultimo in graduatoria.

 

Storia e Società. Ufficialmente dallo scorso 19 Luglio la maggioranza della società (51% delle quote), è detenuto da Orgoglio Pratese, trust costituito dai tifosi, tramite l’azionariato popolarerappresentato da Mirko Cecconi. Di fronte al notaio Giuseppe Mattera è stato ratificato definitivamente l'atto che sanciva di fatto, visto che già il 2 Luglio si era arrivati all’accordo, il passaggio del pacchetto di maggioranza dalla famiglia Toccafondi (che aveva nel frattempo provveduto ad iscrivere la squadra) al consorzio dei tifosi. I Toccafondi, a cui resta il 49% delle quote, con l’ex presidente Paolo rimasto in seno al club come amministratore delegato e come responsabile del settore giovanile, hanno abbandonato la maggioranza del Prato dopo ben 37 anni.

A guidare la società è stato eletto Nicola Radici, in passato dirigente di Atalanta, Albinoleffe e dello stesso Prato ed ex massimo dirigente della Pro Sesto. Imprenditore tessile, nonché presidente della società di gestione dell’aeroporto di Bergamo, è sposato con la showgirl Ainett Stephens. Quello in corso è l’ultimo anno di contratto dell’accordo triennale di collaborazione siglato con l’Inter che prevedeva, per i giovani del vivaio nerazzurro, una corsia preferenziale per giocare in Lega Pro con la maglia del Prato.

 

Allenatore. Come all’andata, in panchina siede Francesco Monaco, insediatosi l’8 novembre, terzo allenatore stagionale. È succeduto a Leo Acori e a Roberto Malotti. Monaco, bresciano classe ’60, vanta in carriera una promozione in B alla guida dell’Ancona ed è tornato su una panchina di Lega Pro dopo l’esonero patito a Foligno nel febbraio 2013. Nelle ultime due stagioni aveva guidato in serie D il Piacenza, dove era stato esonerato, e la Pro Sesto, dove arrivato in corso d’opera, aveva centrato la salvezza.

 

l'esultanza di Moncini dopo il gol dell'andataRosa. Per il Prato, il mese di gennaio è stato quello della rivoluzione. Il duo Califano-Toccafondi ha ingaggiato, oltre all’esperto Marzorati (ex Modena), tesserato a fine dicembre, Layeni (dopo un esperienza in Islanda), Gargiulo (Pistoiese, via Empoli), Strada (Brescia) Piscitella (Catania), De Marchi (Carpi), Brondi (Carrarese) e Ceccarelli (Lupa Roma). Hanno lasciato la maglia azzurra Saloni (tornato allo Spezia), Iuliano (Avellino), Ogunseye (Olbia), De Micheli (Carrarese), Cavagna (Lupa Roma), Sabocchi (rientrato all’Inter), il promettentissimo Marie-Sainte (Napoli) e Sowe (Vibonese). Probabilmente la società laniera è quella che nel mercato di riparazione ha effettuato più movimenti.

 

Formazione. Monaco dovrebbe schiarare i suoi con un propositivo 4-2-3-1. Potrebbe avere l’intera rosa a disposizione, eccenzion fatta per Carcuro, infortunato.

In porta ci sarà Melgrati.

In difesa a destra il tifernate Catacchini (esperto ed arcigno) mentre a sinistra agirà Tomi (pericoloso sui piazzati, autore del 2-2 ad Alessandria). Centralmente il duo formato da Ghidotti (bravo nel gioco aereo) e Marzorati (leader del reparto, forte in marcatura).

In mediana dovrebbero agire il giovane Checchin (classe ’97, buone trame di gioco) e Gargiulo (interno di grinta e quantità).

Tra le linee giostreranno Di Molfetta (abile nell’ultimo passaggio, ma che si accende a corrente alternata), Romano (buon tiro dalla distanza) e Piscitella (estroso, rapido, con qualità tecniche sopra la media).

Come terminale offensivo ci sarà Moncini (10 reti in stagione, in gol all'andata).

Le alternative sono rappresentate nel reparto arretrato da Martinelli, Beduschi e Benucci, in mediana da Marini (’99 di cui si parla un gran bene) Brondi e Strada, in attacco da Ceccarelli (appena recuperato dall’infortunio), Tavano, De Marchi e Malotti.

 

un contrasto tra Ghidotti e Polidori nella gara giocata a dicembrePregi e Difetti. E' la delusione più grande dell’intero girone. Il Prato era partito, secondo alcuni addetti ai lavori, per disputare un campionato importante. In estate, addirittura, veniva indicato come la possibile sorpresa del torneo. Tre allenatori, una importante “rivoluzione” nel mercato di gennaio, vari cambi di modulo (4-4-2, 4-3-3, 4-2-3-1, 4-5-1), non hanno portato i lanieri sulla retta via. I giocatori che dovevano fare la differenza per tecnica e carisma come Tavano, Carcuro e Antonini, che addirittura ha deciso di lasciare il calcio, hanno avuto un rendimento al di sotto della aspettative. L’unica cosa per cui la dirigenza e i tifosi si possono ritenere soddisfatti, se così si può dire, è che la squadra ha abbandonato l’ultimo posto in classifica, occupato per gran parte della stagione. La salvezza diretta dista solamente 2 punti e la speranza da parte di tutto l’ambiente è che possa essere raggiunta grazie ad un finale di stagione positivo, che farebbe dimenticare una stagione così così.

La rosa tutto sommato è di discreta caratura tecnica per la categoria e la classifica non rispecchia i valori che l’organico del Prato, almeno sulla carta, avrebbe. La difesa nonostante l’arrivo di Marzorati (giocatore con alle spalle solo campionati di A e B) ha mantenuto un rendimento nettamente al di sotto della sufficienza e con 55 reti al passivo è la peggiore del girone, davanti solo a quella del Racing Roma (61). Il centrocampo, spesso in difficoltà in fase di interdizione, dove sarà assente Carcuro, si affiderà alle idee del giovane Checchin. L’attacco, nonostante Moncini che è arrivato in doppia cifra, non ha numeri esaltanti (solo la Lupa Roma ha fatto peggio) e vivrà soprattutto sulla vena e sull’estro di Piscitella e Di Molfetta, che se in giornata possono diventare clienti difficili per tutti.

Lo score lontano dal Lungobisenzio, non è proprio eccezionale: 2 vittorie (l’ultima il 18 marzo contro la Lupa Roma per 0-1), 3 pareggi (tra cui il 2-2 con l’Alessandria) e ben 12 sconfitte, con solo 9 reti realizzate e addirittura 35 subite. Il Prato è reduce dal ko di misura con la Cremonese, partita in cui la squadra di Monaco ha dato prova, nonostante il risultato, di aggressività edinamicità, soprattutto sugli esterni.

 

Ultimo precedente. In campionato risale al 17 ottobre 2015 quando gli amaranto guidati da Capuano, si imposero per 1-0 grazie ad un rigore di Capece. All’andata (1-2 per l’Arezzo) la prodezza in rovesciata e un gol da vero centravanti di Moscardelli ribaltarono la rete di Moncini.

 

scritto da: Mauro Guerri, 21/04/2017





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