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Stadio blindato per la conferenza stampa. Lo stupore dei passanti: ''Cos'è successo?...''

Ieri al Comunale una presenza così massiccia di forze dell'ordine da lasciare basiti, tant'è che un tipo che faceva footing si è fermato a chiedere lumi. E dopo la spiegazione è ripartito più interdetto di prima. Giornalisti e addetti ai lavori hanno però potuto trascorrere un'ora al riparo da qualsiasi pericolo. Poi, alla fine delle interviste, anche gli agenti se ne sono andati. Sbadigliando...



Quella di ieri è stata una delle conferenze stampa più ''normali'' degli ultimi tempi, laddove ''normale'' significa serena (nonostante l'eliminazione di poche ore prima dai play-off), pacata, in cui si è parlato di calcio e dove nessuno ha dato in escandescenze. Il clima che l'aveva preceduta, del resto, non lasciava presagire nulla di diverso. Sì, c'era inquietudine per l'epilogo di Arezzo-Lucchese, ma niente di più.

Incredibilmente, è stata anche una delle conferenze stampa più blindate della storia. Roba da fare invidia a un summit tra capi di governo o a qualche vertice internazionale dedicato al terrorismo. Volanti della polizia, auto dei carabinieri, camionette delle forze dell'ordine, agenti in divisa e personale in borghese: uno spiegamento di uomini e mezzi da lasciare basiti.

 

''Chissà cosa sarà successo?'' si sarà domandato chi passava di lì per caso. Un tipo che faceva footing intorno allo stadio, in effetti, si è fermato per davvero e ha posto l'interrogativo a uno dei tifosi che sostavano fuori dal cancello. ''C'è una conferenza stampa'' è stata la spiegazione e il tipo, più interdetto di prima, ha ripreso a correre senza averci capito granché.

Forse è stata colpa degli striscioni appesi lì intorno poche ore prima. Ma si trattava comunque di messaggi tutt'altro che minacciosi: qualche scritta era più colorita e però senza alcun connotato violento. Vero che sabato sera, subito dopo la sconfitta nei play-off, l'atmosfera si era surriscaldata, ma anche in quella circostanza era rimasto tutto dentro i limiti della contestazione civile.

 

E allora perché? Boh, non si sa. La gente ad Arezzo ormai si è abituata alla militarizzazione dello stadio, tra i pochi impianti della Lega Pro ad essere transennato in lungo e in largo anche in partite senza tifosi ospiti, anche con duemila persone sugli spalti, dove perfino i pass parcheggio a stampa e sponsor sono stati ridotti sensibilmente durante l'annata. Ovviamente, per motivi di sicurezza.

E così la conferenza stampa ha potuto iniziare, svilupparsi e terminare in tutta tranquillità. Un'oretta, più o meno, al riparo da brutte sorprese e con quel senso di protezione che tanti cittadini, nei quattro angoli della provincia, invocano da anni. Poi, quando le interviste sono terminate, giornalisti e addetti ai lavori se ne sono andati. Gli agenti idem, sbadigliando per la noiosissima attesa.

 

scritto da: Andrea Avato, 18/05/2017





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