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SERIE C GIRONE A - 18a giornata

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Il punto sul mercato. De Feudis in uscita o forse no. Zoccolo duro e qualche incognita

L'Arezzo quest'anno ha puntato sulle conferme più che sui grandi colpi, anche se gli innesti di Rinaldi in difesa e Cutolo in attacco hanno puntellato una rosa competitiva e che può ambire ai primi quattro posti. Alcuni punti interrogativi ci sono: uno staff tecnico debuttante, le condizioni di Ferrario, la convalescenza di Cellini e un modulo che finora non ha convinto appieno. Prima del 31 il ds Gemmi prenderà un terzino under, in attesa di capire il destino del centrocampista ex Cesena. Se parte, arriverà un sostituto di livello. Altrimenti potrebbe anche ritrovarsi a fare il titolare



Giuseppe De Feudis, 34 anni, ad Arezzo dal 2016Mai come quest'anno il calciomercato dell'Arezzo, più che con i nuovi arrivi, è stato fatto con le conferme. Luciani, Foglia, Corradi erano tre pezzi pregiati a rischio cessione, per i quali già a gennaio avevano cantato le sirene della concorrenza. La società li ha trattenuti e ha costruito uno zoccolo duro che, a oggi, rappresenta la certezza più solida del nuovo organico.

Il finale della scorsa stagione, in calo evidente, ha diradato le offerte per i giocatori sopracitati, ma Gemmi ha saputo comunque recintare il perimetro. E tra penalizzazioni, stipendi in ritardo, ipotesi di cessione della società, non era compito agevole. A differenza dell'estate passata, che segnò una rifondazione pressoché totale, stavolta si è scelto la continuità. Borra, Muscat, Ferrario, Sabatino, Cenetti, D'Ursi, Grossi, con profili e aspettative molto diversi tra loro, ingrossano il gruppo dei confermati, cui va aggiunto Moscardelli che non è esattamente un giocatore qualunque.

 

Sotto questo aspetto, la rosa di Bellucci è competitiva, puntellata dall'innesto di Rinaldi in difesa, di Cutolo in attacco e con due giovani come Talarico e Yebli che sembrano i più pronti di tutti. L'obiettivo finale, tra ridimensionamenti veri e di facciata, va inquadrato bene, ma l'Arezzo è in grado di puntare alle prime quattro posizioni. Ovviamente, salvo imprevisti, flop inattesi, varie ed eventuali. I punti interrogativi non mancano, né potrebbe essere diversamente, e l'esito della stagione dipenderà anche da come verranno sciolti.

Uno. L'allenatore è un debuttante con uno staff giovane e alla prima annata tra i prof. Se l'esperienza va considerata una risorsa, l'Arezzo all'inizio potrebbe pagare dazio. Due. Ferrario al top della condizione darebbe un quid in più alla squadra, sia sul piano mentale che tecnico (il lancio lungo di Ferrario non ce l'ha nessuno in rosa). Ma bisogna vedere come sta e quanta continuità riesce a trovare. Tre. Cellini rimesso in sesto offre la ragionevole certezza di arrivare perlomeno a 12/15 gol. Dopo un infortunio e una convalescenza come i suoi, però, la cautela è d'obbligo. Quattro. Il modulo finora non ha convinto in pieno. Il 4-3-1-2 si fonda su due vertici del rombo che, al momento, non hanno trovato interpreti forti né in basso (Cenetti, Criscuolo) né in alto (Grossi).

 

Quest'ultimo punto ci introduce all'argomento mercato. Mancano poco più di dieci giorni alla chiusura della campagna trasferimenti e l'Arezzo ha in progetto un acquisto sicuro (un terzino under) e un altro opzionale che dipende dal destino di De Feudis ('83), sotto contratto ma per adesso fuori dal progetto. Il centrocampista è in uscita per motivi di budget e non per inadeguatezza tecnica, ma i risvolti della storia potrebbero essere variegati. Se De Feudis va (con il Fano c'è una trattativa in corso), Gemmi proverà a prendere un sostituto di livello, un regista di ruolo per alzare la qualità del palleggio. Se De Feudis non va, si rimette in corsa al pari degli altri e non sarebbe una sorpresa vederlo in formazione a fare il play.

Sembra sicuro che l'Arezzo chiuderà con 13 over in lista, uno in meno del consentito, per una campagna di rafforzamento che ha suscitato meno entusiasmi di un anno fa (le conferme hanno un fascino inferiore agli acquisti) e che potrebbe riservare un colpo di scena finale. Poi a indirizzare gli umori della gente saranno soprattutto le prime giornate di campionato.

 

scritto da: Andrea Avato, 19/08/2017





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