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SERIE C GIRONE A - 22a giornata

RISULTATI CLASSIFICA PROSSIMO TURNO
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Arzachena12Siena
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Alessandria10Pro Piacenza
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Pisa10Monza
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Bandiere al vento, undici guerrieri e niente musi lunghi. E' la partita dell'orgoglio amaranto

Acquistati tutti i vessilli messi in vendita da OA e MA: settanta di questi verranno regalati oggi ai primi spettatori che arriveranno allo stadio. Il pubblico non sciopera né ha mai pensato di farlo: c'è da sostenere l'Arezzo nonostante uno stato d'animo tutt'altro che sereno. La gente si aspetta di vedere all'opera una squadra di uomini per archiviare in fretta quest'anno così contraddittorio



Eppur si gioca, e meno male. In queste settimane è accaduto di tutto, al punto che è diventata una notizia persino il fatto di scendere in campo oggi: ci hanno fatto andare di traverso anche il pandoro, ma il pagamento di una delle mensilità arretrate e qualche rassicurazione sul fronte societario hanno fatto revocare lo sciopero annunciato dei calciatori, proprio quello che ci voleva per non inasprire una situazione già difficile da gestire. E se ieri fosse arrivato il nero su bianco del passaggio delle quote a Matteoni, ora saremmo tutti qui a tirare un grosso sospiro di sollievo e a guardare alla partita di oggi come a quella di una possibile rinascita, al netto di una penalizzazione che diverrà pesantissima e di una sensazione di fuggi-fuggi generale che speriamo non si concretizzi nell’imminente mercato di gennaio.

 

Le firme invece non sono arrivate e siccome più volte ci siamo illusi per poi averla beatamente presa in quel posto, stavolta io personalmente non me la sento di espormi e tranquillo proprio non ci riesco a stare. Lo spirito con cui affrontare la partita di oggi è davvero indecifrabile: da una parte c’è la volontà ferrea di andare a sostenere i ragazzi nel momento di maggior bisogno, dall’altra la preoccupazione innascondibile di vedere l’ultima partita in amaranto di molti di loro, con tutte le conseguenze del caso, perché questa squadra forse può scampare ai playout anche con dieci punti in meno, ma un’altra con giocatori diversi chi lo sa…

 

Ma soprattutto, c’è l’orgoglio di andare allo stadio nonostante tutto e tutti che si scontra con il terrore che queste benedette firme non arrivino nemmeno a inizio gennaio decretando la nostra fine, confermando i timori di una torbida manfrina architettata alle nostre spalle e rendendo tutto questo terribilmente vano. Di Matteoni, però, dobbiamo e vogliamo fidarci e anche a lui dovremmo e vorremmo dare oggi uno stimolo in più a pretendere le quote societarie tramite una presenza nutrita di pubblico, anche se tutto lascerebbe pensare al contrario: sarebbe una dimostrazione di attaccamento alla squadra e apprezzamento per l’impegno da lui profuso per risolvere la situazione.

 

È ancora una volta giunto il momento di dimostrare di che pasta sono fatti gli aretini associandosi a Orgoglio Amaranto, facendo il biglietto, andando allo stadio, mostrando con la presenza e con la voce che la città tiene alla sua squadra di calcio e che questa non può chiudere i battenti perché è parte di noi e della nostra storia, perché oltre ai calciatori ci lavorano tanti dipendenti eccezionali per operosità e dedizione alla causa che meritano di essere retribuiti, perché non la si deve dare vinta a chi ci vuole morti e sepolti per poter ridacchiare e sogghignare dietro l’angolo.

 

Peste colga chi ha voluto male all’Arezzo, mentre per chi vuole fare del bene e per quelli come noi che lo amiamo e non lo abbandoniamo servirebbe che una volta tanto questa diavolo di ruota girasse a favore e non ci fossero altre terribili sorprese. Del resto, abbiamo già patito abbastanza, è tempo di riscuotere con un lieto fine e magari intanto con tre punti oggi… Vogliamo vedere i guerrieri di cui ha parlato il mister, vogliamo vedere gente che non tira indietro la gamba sapendo che passerà l’epifania da un’altra parte, che sudi e lotti come se avesse riscosso fino all’ultimo centesimo, vogliamo calciatori che giochino come se fosse una finale ma non nel senso che si chiude la baracca. Vogliamo una squadra di uomini che entrino in campo, si fermino un attimo a osservare le nostre facce scavate dall’angoscia e che decidano di correre, battagliare, mettercela tutta e vincere per noi. Niente musi lunghi e non mollare mai.

 

LE BANDIERE DELL'ORGOGLIO AMARANTO

Le 300 bandiere in vendita sono terminate. Gli ultimi due acquirenti hanno chiesto di rimanere anonimi e di regalare 70 vessilli amaranto alle prime persone che si recheranno oggi allo stadio con biglietto o abbonamento.

 

scritto da: Luca Amorosi, 30/12/2017





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