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Gatto al bivio: tanti soldi subito o l'ennesimo bluff. Intanto Arezzo si è destata dal torpore

All'azionista di maggioranza serviranno gli stivali delle sette leghe (oltre a centinaia di migliaia di euro cash) per recuperare sul percorso intrapreso da Orgoglio Amaranto e amministrazione comunale, che potrebbe portare all'esercizio provvisorio fino al termine del campionato. Il procedimento fallimentare non si ferma e va dato atto a palazzo Cavallo, oltre che ai tifosi, di essersi mossi concretamente per la causa della società di calcio



l'auto di Fabio Gatto lascia lo stadio lo scorso 21 febbraioGli ci vorranno gli stivali delle sette leghe. Al signor Gatto, dico. Per recuperare sul percorso (auspicabilmente) virtuoso innescato da Orgoglio Amaranto e dall’amministrazione comunale servirà correre a perdifiato e lo si fa male con due milioni di euro cash tra i denti, unica possibilità che il predetto amministratore della Neos ha di ripresentarsi da queste parti da solo o accompagnato da chicchessia. Certo che la decenza questi signori non sanno davvero dove sta di casa. Riepilogo (e solo dell’ultima fase). Mercoledì 21 febbraio il rappresentante della proprietà è venuto ad Arezzo a dire che c'erano da tempo trattative avviate con un advisor che aveva ben tre acquirenti pronti a svenarsi per acquisire la società. Questione di giorni. Entro il sabato 24, massimo lunedi 26 era fatta.

Poi ovviamente il 26 “fuochino, fuochino”, i gruppi interessati intanto son saliti a cinque e con tanta concorrenza è immaginabile che l’asta si protragga. Mercoledi 28 febbraio data chiave per la svolta, si esterna con l’ennesimo comunicato. Ovviamente il 6 marzo mattina nuovo annuncio (secondo una tecnica ormai consolidata) e rinvio a venerdi 9, fino alle dichiarazioni di stamani su una cessione imminente. And so on, come avrebbe detto Matteoni con i suoi soci del fondo impronunciabile.

 

 

Incredibile e ormai ben oltre ogni limite. Per fortuna il procedimento davanti al tribunale è già stato innescato e la serietà e la solidità di eventuali fantomatici solutori della crisi amaranto, verrà vagliata dal giudice fallimentare che avrà il solo interesse di assicurare la tutela dei creditori e la possibilità di vita della società in modo che possa far fronte agli impegni: e si torna quindi là; ''ce vonno li sordi'' sor Gatto. Tanti e subito. Non basta pagare seimila euro di debito (con osceno ritardo) per dimostrare la buona volontà ed anzi, a contrario, si nota che a fronte di istanze più onerose non si è nemmeno pensato a dire vengo su e le pago. Le casse dell’Arezzo calcio sarebbero ancora desolatamente vuote, come quando avete fatto pagare bollette e trasferte ai dipendenti, se non fosse per i contributi che stanno affluendo nel conto di OA da parte dei tifosi, a conferma e definitiva sanzione che l’Arezzo è nostra e non vostra a dispetto delle carte bollate e delle quote percentuali.

 

Anche il nostro sonnolento contesto urbano si sta muovendo, stimolato dalle iniziative dei gruppi della curva e da una certa dinamicità di palazzo Cavallo. Va dato atto infatti al sindaco che ci sta provando con buona volontà a dipanare una matassa che altri (compreso l’aretino Riccioli, troppo spesso dimenticato tra i corresponsabili della vicenda) hanno pensato bene di ingarbugliare in maniera pesante. Quanto meno a Ghinelli si deve riconoscere che della cosa si è fatto carico, a differenza di qualche predecessore che davanti ad analoga situazione (fallimento Mancini) si limitò ad allargare le braccia coadiuvato dalla sua vice dicendo che “c’era la crisi” e quindi che ognuno si aiutasse da sé. Vedremo; ogni giorno può portare novità ed ogni giorno gli aretini devono continuare a contribuire per assicurare a se stessi soprattutto la dignità e l’onore.

 

 

Salvare un patrimonio comune è un dovere civico comunque; diviene assoluto quando è preceduto dalle offese ripetute alla nostra intelligenza e alla nostra bandiera come quelle che la “banda Ferretti” ha ideato e messo in scena per mesi. Contiamo su noi stessi, senza alternativa. Sarà solo il primo passo perché se poi si riparte (e vorrei dirlo al futuro prossimo, abolendo ogni condizionale) ci sarà da sostenere i ragazzi di Pavanel in un tour de force che vedrà la squadra impegnata in dodici partite da disputarsi in circa sei settimane; ma dopo quanto abbiamo vissuto sarà una gioia tornare ad urlare a squarciagola per il capitano e i suoi compagni. Orgoglio e dignità sarà, deve essere il romanzo di questo inverno amaranto e il bello è che lo stiamo scrivendo ogni giorno tutti insieme.

 

scritto da: Paolo Galletti, 08/03/2018





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