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SERIE D GIRONE E - 34a giornata

RISULTATI CLASSIFICA PROSSIMO TURNO
Arezzo31Flaminia
Foligno21Unipomezia
Gavorrano71Trestina
Montespaccato11Rieti
Poggibonsi22Cascina
Pro Livorno04Pianese
San Donato10Cannara
Sangiovannese20Badesse
Tiferno22Scandicci
MONDO AMARANTO
Jacopo e Giulio davanti al Partenone di Atene
NEWS

Tamburello 2011, campettino, Pozzebon in panca e il cambio di passo

Arezzo, c'è ancora l'ultimo gradino da salire. Questione di mentalità



uno dei tanti mischioni giganti in area del Pierantonio1. A un certo punto la palla è rimasta per aria una ventina di secondi. Una respinta di qua, un colpo di testa di là, un rinvio da una parte, una svirgolata dall’altra: benvenuti al gioco del tamburello edizione 2011. In tribuna sembrava di vedere gli spettatori del Foro Italico, che per seguire la pallina da tennis voltano la testa a destra e sinistra in continuazione. Così è successo ieri per diverse volte. Sul campettino stretto di Pierantonio, dove loro sono abituati a giocare e l’Arezzo no, è venuta fuori una partita poco bella stilisticamente, con rarissime azioni manovrate ma molto, molto combattuta, tirata agonisticamente come era prevedibile alla vigilia. Il pari, alla fine, è giusto. Il Pierantonio ha fatto di più nel primo tempo, gli amaranto sono andati meglio nella ripresa, quando finalmente hanno tirato fuori gli attributi. Di match point ce ne sono stati due, ma sia Porricelli che Rubechini hanno centrato il legno. Siccome anche Pecorari ha fallito il gol vittoria con la porta spalancata e siccome in ordine cronologico è stato l’Arezzo ad avere l’ultima palla da tre punti, è per questo che i rimpianti maggiori sono di Bacis. Cosa che ultimamente sta accadendo spesso.
2. Dal punto di vista tecnico, giudicare novantasei minuti come quelli di ieri è compito arduo. Se si parte dal presupposto che su un terreno piccolo in quella maniera è impossibile fraseggiare e tenere palla a terra, allora c’è poco da dire. La partita quella doveva essere e quella è stata. Botte, sportellate, contrasti, pallone in tribuna ogni due minuti e mezzo e avanti così. Martinez si è sfiancato in un lavoro sporco che neanche lo Skhuravy degli anni ’90, Speranza ha dovuto solo giocarla di prima in avanti a cercare la spizzata di una punta, i difensori hanno fatto muro. Semmai il dubbio è se non sia stata scelta la partita peggiore per tornare al 4-4-2, utilizzando due esterni larghi che però erano sempre fuori dal gioco. Non a caso Rubechini le cose migliori le ha fatte quando si è accentrato. E se c’era un contesto che sembrava adatto alle caratteristiche di Pozzebon, era proprio Pierantonio. Un po’ di fisicità nei minuti conclusivi non ci sarebbe stata male, specie con Cissé che aveva le pile scariche. Ma Pozzebon non è entrato e non sapremo mai come sarebbe andata a finire.
Bacis dà indicazioni con Pozzebon in panchina3. Per la prima volta in stagione, l’Arezzo ha beccato due gol nella stessa partita. Sono arrivati entrambi su palla inattiva ed è giusto rimarcare che il doppiettista Majella è uno che in categoria guadagna benone, così come Serrotti, Porricelli, Peruzzi, Pilleri, Lispi e Pinazza, gente che al Pierantonio dà una bella sferzata di sostanza. Detto questo, se è vero che le ultime due non sono state belle partite, è pur vero che l’Arezzo è andato sotto e ha saputo recuperare. Più col carattere che col gioco, ma questa non è una nota negativa.
4. Dopo nove giornate, una cosa è evidente: la squadra non ha ancora salito l’ultimo gradino. Il fatto che non sia mai riuscita a vincere due partite di fila è sintomatico e comincia a diventare un paracadute legato dietro la schiena. E’ un campionato così, questo. Nessuno corre, ogni domenica vengono fuori tre o quattro risultati a sorpresa, la classifica resta corta. L’Arezzo ha costanza di rendimento, è una squadra che ha perso una volta sola e in maniera fortuita, senza meritarlo. I suoi pareggi sono quasi sempre vittorie sfuggite piuttosto che sconfitte scampate, ma il cambio passo ancora non c’è stato. Il prossimo mese sarà importante: contro Trestina, Zagarolo, Sporting Terni e Todi, gli amaranto devono dare gas e accorciare la distanza dalla vetta. Altrimenti a dicembre riapre il mercato e la mentalità bisognerà comprarla lì, sotto forma di giocatori.

scritto da: Andrea Avato, 31/10/2011





Pierantonio-Arezzo 2-2, le immagini della partita

Pierantonio-Arezzo 2-2