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SERIE C GIRONE B - 8a giornata

RISULTATI CLASSIFICA PROSSIMO TURNO
Arezzosab16.30Triestina
Fermanadom15Carpi
Mantovadom15Imolese
Modenadom15Perugia
Sud Tiroldom15Samb
V. Veronadom15Matelica
Legnagodom17.30Feralpi Salò
Ravennadom17.30Fano
Vis Pesarodom17.30Gubbio
Cesenalun21Padova
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NEWS

Dalla pistola di Adriano alla crisi della serie D, che ormai non è più un'isola felice

In giro per il mondo, come al solito, succede di tutto. E nel massimo campionati dilettanti, anche. Se l'Arezzo non se la passa bene, tante altre società sono alle prese con gli stessi problemi economici e tecnici. Dal nord al centro, dal sud alle isole, è tutta una difficoltà. E lunedì prossimo Tavecchio verrà rieletto presidente



tempi duri per il calcio di serie DCome ogni settimana, anche stavolta non ci facciamo mancare niente, nel mondo del calcio. In ossequio al titolo della rubrica (che per i più distratti, abbiamo spiegato la scorsa settimana), si parte dal Sud America. L’ANSA ci informa che Adriano Leite Ribeiro, uno degli ultimi personaggi mitologici in un calcio fatto sempre più da robottini, risarcirà con circa 40 mila euro una certa Adriene Cyrilo Pinto, ferita ad una mano da un colpo di pistola partito accidentalmente mentre era in auto col puntero brasiliano. A quello di Pulp Fiction andò peggio, diciamo così. Platini, invece, ci informa che la UEFA non seguirà la FIFA nell’uso della tecnologia nel calcio, e che i 50 milioni di euro che servirebbero per mettersi “al passo con le tecnologie” verranno investiti “nel calcio di base”. O vediamo, quanto mai manderà la UEFA, all’Arezzo? Iniziativa di difficile commento è anche quella dell’AIC, per contrastare il fenomeno della disoccupazione post-carriera professionistica da calciatore: è stato presentato l'altro ieri da Damiano Tommasi il “settore senior”, primo iscritto l’ex mister amaranto Antonio Cabrini. Per ora non è molto chiaro di cosa si occuperà. Vedremo. Per gli amanti del Subbuteo, infine, arriva in Italia il libro “Subbuteo. Storia della nostalgia”, scritto dall’inglese Daniel Tatarsky. (http://www.ilpost.it/2012/12/08/subbuteo/) Fatevelo regalare da Babbo Natale!

 

C’è poi la Serie D, come sempre. Tra squadre che non scendono in campo (il Sant’Angelo, domenica scorsa contro il Pontisola, e che però riescono a concordare la cessione ad una nuova proprietà); squadre che a girone di andata ormai quasi finito ancora non mollano la presa sulla serie D (il Riccione di Lauro Galli, quello che secondo la LND non era il vero Riccione, ricordate la rissa tra le due squadre prima della partita col Tuttocuoio a inizio campionato?); squadre che si beccheranno uno 0-3 a tavolino perché nessuno si è preso la briga di controllare se un nuovo tesserato avesse scontato o meno la propria squalifica (il Matera, che si era appena “regalato” Daniele De Vezze, ex Roma, Palermo, Fiorentina, Genoa e Torino tra le altre); squadre in smobilitazione e che però giocano lo stesso per rispetto nei confronti del proprio presidente e dei tifosi (l’Isernia, appena eliminato dagli amaranto nei quarti di Coppa Italia); tra tutto questo bailamme, insomma, ce ne sarà, di lavoro, per il nuovo presidente della Lega Nazionale Dilettanti, che verrà eletto lunedì prossimo all’Hilton Airport di Roma. Cioè Tavecchio, stando a quanto dicono alcuni siti specializzati, che danno già per certa la sua rielezione. Se il calcio in Italia traballa, e stando a quanto dice Raiola non è mai stato così povero, la serie D non è certo un’isola felice. Senza stare ad aspettare che piovano soldi dal cielo (e nel caso in cui dovessero piovere, sarebbe il caso di non aprire l’ombrello), non sarebbe male cominciare a studiare qualcosa al riguardo. Perché se succede una volta, che una squadra sia in difficoltà finanziarie, è un caso. Se ogni settimana vengono a galla problemi economici al nord, al centro, al sud e nelle isole, significa che c’è qualcosa da rivedere. Sempre perché noi “non siamo mica gli americani”.

 

scritto da: Roberto Gennari, 13/12/2012





COMMENTI degli utenti

Commento 1 - Inviato da: el lagarto, il 13/12/2012 alle 22:33

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Le vittime del calcio dilettante sono le  società;  gli addetti ai lavori; i giocatori e il  loro taglio di stipendi, alcuni giocano gratis..., multe federali da capogiro,  ecc ecc, Ma alla base di tutto c'è una sola cosa: LA FEDERAZIONE,  Per mantenere il  baraccone ci vogliono tanti, ma tanti di quei soldi che basterebbero per sostenere i campionati di B-C e D. Con Gli strumenti che hanno a disposizione  sarebbe suficiente un terzo del personale impiegato e un terzo di baronipapponi per mantenerlo in piedi , e non mi dispiacerebbe se qualcuno restasse disoccupato, tanto sono tutti raccomandati da politici e amici degli amici. Con i soldi che spendono in feste, cene e ricevimenti si costruirebbe un Arezzo da serie A. Poi riducono le squadre perchè molte non ce la fanno a mantenere le categorie o non hanno i solci necessari all'iscrizione al campionato,

Commento 2 - Inviato da: el lagarto, il 13/12/2012 alle 22:36

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Conosco alcuni di loro che hanno il doppio, il triplo e il quadruplo lavoro, in pratica il tempo che gli avanza, fanno finta di lavorare per la federazione, già,  perchè fa snob.

Commento 3 - Inviato da: RobertoGennari, il 14/12/2012 alle 15:49

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el lagarto, il tema della riduzione delle squadre è serio, ma infatti andrebbe affrontato dalla serie A in giù, soprattutto in questo momento in cui si fanno le nozze coi fichi secchi. Speriamo non se ne accorgano fra 10 anni...

Commento 4 - Inviato da: el lagarto, il 14/12/2012 alle 21:46

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ROBERTO- hai un bellissimo nome, tale e quale al mio.Laughing

La crisi ha attanagliato tutti, ma questi burocrati, o sono politici o sono loro protetti. Hanno il culo incollato alla sedia, promettono, promettono...come i nostri governanti che sono li ormai da 50-60anni .Sealed non voglio parlare di politica. Però è inevitabile , perchè quelli che dirigono la federazione, sono politici, altrimenti non occuperebbero quei posti.