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E' stato l'anno di Cissé e di una lunga serie di speranze tradite. Addio 2012, non ci mancherai

Si chiudono dodici mesi in cui l'Arezzo ha messo insieme 51 punti, vincendo 15 partite e perdendone 13. Nella memoria resteranno soprattutto le prodezze dell'attaccante della Guinea, che adesso gioca a segna in Portogallo. Suo anche il gol più bello, realizzato a Monte San Savino a gennaio. E poi il rimpianto Crescenzo, il punto interrogativo Bagnato, l'oggetto misterioso Dieme, il gesto di Martinez e quello di Raso, la sconfitta di Pontedera che rappresenta la summa dell'intera annata



Salim Cissé dopo il gol dell'anno segnato alla SansovinoUn anno se ne va. In bocca resta l’amaro di una lunga serie di speranze tradite, che nessun panettone pieno di uvetta e canditi potrà sciogliere. Dodici mesi in cui l’Arezzo ha messo insieme 51 punti (33 + 18), cui vanno aggiunte le tre vittorie nei play-off di maggio, la sconfitta ai rigori con il San Donà e i quattro turni di Coppa Italia superati da settembre a oggi, con in tasca il biglietto per la semifinale contro la Turris. Dentro il 2012, limitandosi all’aspetto del campo, ci stanno due allenatori, un direttore generale, un responsabile dell’area tecnica, 58 gol segnati e 40 subiti. E’ un dato curioso questo: l’Arezzo nel girone di ritorno della scorsa stagione e nel girone di andata di questa, ha subito lo stesso numero di gol, 20. Da gennaio a maggio però ne ha segnati 36, da settembre a dicembre 22. Nel complesso: 15 vittorie, 6 pareggi, 13 sconfitte. Non proprio un cammino spedito.

 

LA RIVELAZIONE. L’uomo dell’anno è senza dubbio Salim Cissé. Per i gol realizzati (10), per la classe cristallina, per la storia che aveva e ha alle spalle, per la crescita esponenziale dal primo giorno in cui è arrivato a quando ha salutato la compagnia. Il salto verso il Portogallo non è stato meno grande di quello spiccato dalla Guinea all’Italia e, per adesso, gli sta riservando identiche soddisfazioni. Con l’Academica de Coimbra ha segnato 7 gol in campionato e 2 in Europa League, contro Hapoel Tel Aviv e Atletico Madrid. Due anni fa non aveva mai giocato una partita vera, oggi è tra i giovani più interessanti d’Europa. E il seme ha germogliato ad Arezzo.

 

Daniele Crescenzo adesso gioca nel san CesareoIL RIMPIANTO. Forse sarebbe naufragato anche lui fra le difficoltà di questo scorcio iniziale di campionato. O forse no. Di sicuro Daniele Crescenzo aveva lasciato intravedere potenzialità incredibili per essere un ’93. Quattro gol nel girone di ritorno, fiammate di temperamento sparse in ogni dove, anche eccessi che gli erano costati cartellini gialli e rossi in quantità. Ma la qualità c’era eccome, sia nella tecnica di base che nei tempi d’inserimento. Convocato non per caso in tutte le Nazionali giovanili di categoria, ha fatto fuori molti avversari tranne la nostalgia di casa. Adesso gioca a San Cesareo, vicino Roma, ed è primo in classifica. Il suo cartellino è ancora dell’Arezzo. Magari un giorno tornerà.

IL PUNTO INTERROGATIVO. Sei presenze appena, un infortunio e l’addio. La parentesi amaranto di Andrea Bagnato è durata un battito di ciglia e nessuno può dire come sarebbe andata se quel giorno a Terni la caviglia non avesse fatto crack. Classe allo stato puro, qualità tecniche sopra la media e l’etichetta di grande colpo del mercato estivo: tutto passato in cavalleria pochi mesi più tardi. Acquistato a giugno perché oltre che bravo giocatore era anche un uomo vero, è stato ceduto a novembre perché era un bravo giocatore ma non si era comportato da uomo. Uno dei tanti paradossi dell’Arezzo degli ultimi mesi, più simile a un frullatore che a una squadra di calcio.

L'OGGETTO MISTERIOSO. Una manciata di minuti dentro il campo, tanti cazziatoni in allenamento, una lunga attesa per il nulla osta internazionale, un infortunio, zero gol. Louis Jerome Dieme è tutto qua, compresso tra le mille aspettative che gli pendevano sulla testa quando ha lasciato il settore giovanile della Roma e un presente che non decolla. In estate lo voleva il Gubbio in Lega Pro ma non poteva tesserarlo. Lo ha preso l’Arezzo, Balbo lo aspettava coma una mano santa insieme e Raso ma poi lo ha impiegato pochissimo. Bacis anche meno, sempre per la storia del frullatore di cui sopra. Anno nuovo, vita nuova si dice. Speriamo ci creda anche Dieme.

IL GESTO DA RICORDARE. Mani giunte levate al cielo, preghiera interiore, capo chino e sguardo languido. Come trasportare senza blasfemia un po’ di sacralità dentro il profano campo di calcio. Merito di Horacio Martinez, uno che aveva perso per strada quell’impatto prepotente, virile, sulla partita che era il suo marchio di fabbrica, il suo tratto distintivo. Non ha mai fatto la signorina, Martinez. Ma la sua corsa rotonda e arrembante sull’erba si era imbolsita, trasformandolo in una sorta di trattore a scartamento ridotto. Poi la scintilla è scoccata di nuovo, il motore ha ripreso giri e lui ha chiesto scusa. Anzi, prima ha segnato e poi ha chiesto scusa. La gente, per un giorno di là dall’altare, ha apprezzato e concesso l’indulgenza plenaria. Amen.

 

i giocatori del Pontedera esultano con i capelli pitturati di rossoIL GESTO DA DIMENTICARE. A inizio 2012 Mario Raso segnò su rigore e dalla fondina tirò fuori il revolver giocattolo. Sparò ai compagni proiettili immaginari e il mondo intero si fece una risata. A parte qualche solone federale, che sei mesi dopo, a scoppio ritardato, calcò la mano per darsi un ruolo, un tono e una spruzzata di presunta autorevolezza. Aveva ragione Raso, che la ragione l’ha persa a novembre, quando a partita in corso ha mandato in quel posto la curva. Colpa degli stipendi, della tensione, della sconfitta, di tutto e di niente. Ne sono seguiti esclusione dalla squadra, reintegro immediato, scuse all’acqua di rose e polemiche variamente assortite. Supermario non ha più fatto gol, poi è stato ceduto quasi nell’indifferenza, alla stregua di uno Zanotti qualsiasi. Come rovinarsi con le proprie mani.

IL GOL PIU' BELLO. 23 settembre, Gentili al Casacastalda. Progressione di quaranta metri, slalom fra tre avversari, gran sinistro dal limite, rete che si gonfia sotto la sud. 8 gennaio, Martinez al Castello. Possesso palla prolungato, fraseggio sulla trequarti, sgassata, fronte dell’azione ribaltato, gol. Più che l’epilogo, una grande coralità. 29 gennaio, Cissé alla Sansovino. Lancio verticale, un avversario scrollato via come un fuscello, un altro abbattuto in contrasto, diagonale chirurgico. Un mix di velocità, potenza, forza fisica, tecnica. E’ il gol dell’anno.

IL PUNTO PIU' BASSO. 28 aprile 2012. Pontedera-Arezzo. Loro già promossi, con i capelli pitturati di rosso, il prosecco nelle vene, giorni e notti di bagordi alle spalle. Noi con un segnale da dare, una botta d’orgoglio da mostrare all’avversario di un campionato intero, una medaglia d’onore da appuntarsi sul petto. Risultato: 3-0. Rullati, strabattuti, asfaltati, tritati, inceneriti dal punto di vista tecnico, tattico, agonistico, motivazionale. La summa di un anno in cui l’Arezzo non è mai, dicasi mai, riuscito a vincere tre partite in fila.

Il 2012, a ben vedere, non ci mancherà. E il 31, brindiamo con convinzione.

 

scritto da: Andrea Avato, 28/12/2012





I 13 gol amaranto di Salim Cissé

Allenamento al ''Mario Lebole''
COMMENTI degli utenti

Commento 1 - Inviato da: il ferro, il 28/12/2012 alle 13:05

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il punto più in basso???le sconfitte casalinghe di quest'anno e il mutismo della società.

basta,non riesco a andare avanti.....ci sono tanti di quegli encefalogrammi piatti che non saprei come continuare.

colo una cosa: cissè a noi c'è servito come le gomme termiche in nigeria......

 

Commento 2 - Inviato da: orabasta, il 28/12/2012 alle 15:48

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Unica cosa certa.......Ripartire, prima possibile,

non importa Come o con Chi....!!!!

Commento 3 - Inviato da: Amaranta, il 28/12/2012 alle 22:27

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un anno in cui l’Arezzo non è mai, dicasi mai, riuscito a vincere tre partite in fila.

Questa è una delle cose piu' incredibili, che la dice lunga  sul perche' l'Arezzo non abbia vinto il campionato anno scorso. Gli è mancata la continuita'!!

Commento 4 - Inviato da: chiana, il 29/12/2012 alle 09:16

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Il punto più basso è non aver mandato via bacis... con un allenatore non dico bravo ma almeno normale questa rosa sarebbe tranquillamente a metà classifica o meglio. Unico responsabile del fallimento della scorsa stagione (fallimento perchè siamo arrivati secondi in un campionato buttando una marea di punti) e coresponsabile del disastro di questa stagione.

Commento 5 - Inviato da: botolo rompipalle, il 29/12/2012 alle 11:05

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CHIANA sei prevenuto quando sarà finito il rodaggio e i giocatori avranno imparato gli schemi di bacis ce la potremo giocare anche col trestina