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AMARANTO TV

SERIE C GIRONE B - 14a giornata

RISULTATI CLASSIFICA PROSSIMO TURNO
Legnagosab15Cesena
Matelicasab15Gubbio
Modenasab15Fermana
Arezzodom15Sud Tirol
Ravennadom15Padova
Triestinadom15Samb
Feralpi Salòdom17.30Mantova
Perugiadom17.30Imolese
V. Veronadom17.30Carpi
Vis Pesarodom17.30Fano
MONDO AMARANTO
Sara davanti al Duomo di Milano
NEWS

"Se ci sono l'arbitro e il bigliettaio, è trasferta". Storico Kinder, 350 volte con l'Arezzo

Lui è Marco Bracciali, in arte Marco Kaos. Ma gli amici lo chiamano zio o con lo pseudonimo legato alla sua passione per gli ovetti di cioccolata. Domenica a Ponte San Giovanni taglierà un traguardo storico, frutto di passione amaranto e di viaggi per l'Italia. Nostalgico degli anni '80, memoria storica del calcio aretino, porta Menchino Neri e Serse Cosmi nel cuore. Qualcuno gli contesta di aver messo nella lista delle trasferte anche le sgambate di metà settimana a Capolona o Castiglioni. Ma va bene lo stesso: il Kinder avrà lanciato un coro anche lì



il Kinder sbarca in Sicilia per Alcamo-Arezzo del 1995Per 349 volte è salito su un pullman, sulla carrozza di un treno, dentro un’autovettura, a bordo di un aeroplano ed è partito al seguito dell’Arezzo. Domenica farà cifra tonda e toccherà quota 350. E a chi gli contesta i conteggi un po’ alla buona, o gli rimprovera di aver infilato dentro la lista anche le partitelle estive e le amichevoli del giovedì, lui risponde che “se ci sono l’arbitro e il bigliettaio, allora è trasferta”.

Lui, ovviamente, è Marco Bracciali, nome di battaglia Marco Kaos. Il mondo intero però lo conosce come Kinder, grazie alla giovanile passione (mai abbandonata) per gli ovetti di cioccolata. Quasi tutti lo chiamano anche zio, perché ormai ha superato gli anta e i ragazzi più giovani della sud li ha visti crescere. Ma forse, come tutti gli pseudonimi, non ha una genesi precisa: Marco è lo zio e basta, senza tante spiegazioni.

La prima volta che ha messo piede al Comunale risale a un Arezzo-Brindisi di fine anni ’70. La prima trasferta, invece, è del 1981: Giulianova-Arezzo 0-1, gol di Vittiglio. Da quel giorno in poi ha visto di tutto: promozioni, retrocessioni, vittorie, sconfitte, pareggi aggiustati e non, fallimenti, anticipi e posticipi. “Il calcio di oggi non è bello come una volta, io sono un nostalgico degli anni ’80 e di Novantesimo minuto” ripete sempre.

Il Kinder è un tifoso di professione e un collezionista di gadget amaranto. Anzi, collezionista non rende l’idea. E’ qualcosa di più, un archivio vivente, una memoria storica. E la sua casa è un museo a tutti gli effetti. Fotografie, filmati, ritagli di giornale, pubblicazioni introvabili, adesivi, sciarpe, magliette, cappellini: dentro i suoi cassetti ci sono sogni, ricordi e pezzi di vita. E’ l’unico al mondo in grado di distinguere stadi, partite e risultati con una semplice occhiata a un’immagine. E non sbaglia mai.

A Piacenza, nel 2006, festeggiò le 250 trasferte e i suoi compagni di curva gli dedicarono uno striscione. “Ringrazio tutti i miei amici del gruppo Ultras e tutti i ragazzi della Minghelli” ha detto ieri, quando ha ricordato che a Ponte San Giovanni taglierà un altro storico traguardo. I viaggi più belli e sentiti li ha fatti pochi chilometri più in là, al “Curi” di Perugia. Come quella volta che Traini segnò l’1-1 all’ultimo secondo. O come quell’altra che Facchini e Ugolotti mandarono il Grifo dalla B alla C2. O come le volte che al “Curi” ci è andato nottetempo, a caccia di striscioni biancorossi da riportare a casa come cimeli di guerra.

Al Kinder vogliono tutti bene. Lo sopportano anche quando telefona cento volte al giorno, o quando attacca bottone e racconta i milioni di aneddoti che ricorda per filo e per segno a distanza di anni. Secondo qualcuno sono storie un po’ romanzate, ma il Kinder è il Kinder e l’affetto, oltre che la stima, se li è guadagnati sul campo. Oggi di idoli veri non ne ha più. Il calcio è diverso, la maglia è un valore che ha perso significato. Ma due nomi li tira fuori: “Menchino Neri e Serse Cosmi li porto nel cuore”.

Oltre trent’anni in giro per l’Italia, inseguendo un gol dell’Arezzo, valgono un articolo e qualcosa di più. E se fra le 350 giornate a macinare chilometri ci sono anche quelle spese per assistere alle sgambate infrasettimanali contro Capolona o Castiglionese, poco conta. Il Kinder di sicuro avrà lanciato un coro anche lì.

 

Scarica il Pdf di Amaranto Magazine del settembre 2007 con l'intervista al Kinder

 

scritto da: Andrea Avato, 03/05/2013





Le 350 trasferte amaranto del Kinder
COMMENTI degli utenti

Commento 1 - Inviato da: chiana, il 03/05/2013 alle 10:26

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Onore a chi l'ha sopportato in questi anni... grande zio!

Commento 2 - Inviato da: Giulio Cirinei, il 03/05/2013 alle 10:31

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se ne parlava lunedì di queste 350 quando è venuto da me a prendere le foto di domenica

Commento 3 - Inviato da: mino27, il 03/05/2013 alle 10:43

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Grande Kinder!!!!!

Commento 4 - Inviato da: Sava, il 03/05/2013 alle 10:53

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Memoraile la metodologia di conteggio, dove nei casi di triangolari con partite da 45 minuti ciascuna, visto che si è giocato con 2 squadre diverse nel conteggio sono state riportate 2 trasferte distinte Laughing
ma del resto, se le banche possono calcolarti gli interessi sugli interessi, perchè non può farlo anche lo zio? Laughing

Commento 5 - Inviato da: Toni, il 03/05/2013 alle 10:55

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Grande Zio!!! Certo che potevi raccontare la storia del cane a perugia....

Commento 6 - Inviato da: alti60, il 03/05/2013 alle 11:10

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Che dire di Marco conosco vita  fatti e misfatti lo ricordo fin dalla prima apparizione in mezzo a noi inizio col chiamarmi zio Toni e ancora è cosi tutte le volte che ci incontriamo,anche domenica un massacro per estrapolarmi un adesivo storico degli Ultra' anni 79/80 ahahahah ma ormai ci o fatto il callo al suo pressing asfissiante "zio,zio dammelo ti do la maglietta originale di Recoba per il tu citto"

Cool ahahahah grande Marco.

Commento 7 - Inviato da: G8, il 03/05/2013 alle 11:12

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Marco sei un grande!!! Complimenti per il traguardo e sempre FORZA AREZZO!!!

Ciao Paolo

Commento 8 - Inviato da: chiana, il 03/05/2013 alle 11:17

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Prima trasferta a catanzaro dopo i fatti di supercoppa, clima iperteso per tanti motivi... i soliti si ritrovano all'aereoporto di fiumicino per avventurarsi in calabria con volo airone roma-lamezia terme, fra tutti l'immancabile marcokaos.

Viaggio di andata molto tranquillo ma già a lamezia inizia la rumba e le prime a farne le spese sono due povere turiste orientali che mentre facevano colazione al bar si vedono schianatare sul tavolo l'asta di una bandiera con relativo tonfo e salto di mezzo metro dalla sedia...

Il ritorno con un clima molto più rilassato fu tutta un'altra musica... capitanato ormai dall'indomabile marcokaos già dal decollo l'aereo ondeggiava sotto il classico CHI NON SALTA E' UN PERUGINO, gettonatissimo fu anche un menorabile TUTTE LE HOSTESS A PECORINA con tanto di battimani cantato più volte da parte di tutti i passeggeri (avevo vicino un professore universitario di genova che batteva la testa nel seggiolino dal ridere... e cantava pure continuando a dire sottovoce VOI SIETE MATTI, VOI SIETE MATTI!). Il tutto sembrava filare liscio fino a che il solito marcokaos ormai capitano dell'aereo si alza ed attacca un tormentone delle lunghe ore trascorse in bus su e giù per l'Italia SE SUCCEDE UN INCIDENTE MUORE SOLO IL CONDUCENTE... da qui in poi nulla fu come prima Cool

Una signora di Roma (dei boys esquilino... Tongue out) ormai impanicata dal volo inizia ad inveire contro il kinder cercando anche di schiaffeggiarlo fino a che da vero gentil'uomo lui si avvicina e l'abbraccia con un fulminante SINGORA LO VOLE UN BICCHIERE DE FANTA? OFFRE LA CASA... facendo esplodere l'aereo.

Zio ci ammazzi ma ogni traferta è un'avventura!

Commento 9 - Inviato da: Fra Decio, il 03/05/2013 alle 11:26

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STORIA DI UN BOTOLO SENZA ETA' (pubblicato il 10 ottobre 2004 sul sito dei Botoli ringhiosi)

Ci sono tifosi dell'Arezzo che con il loro carisma e le loro gesta hanno contribuito a rendere indimenticabili le pagine più belle del calcio aretino.

A questo ristretto gruppo di tifosi senza tempo appartiene certamente il KINDER.

La sua PASSIONE per l'Arezzo si è manifestata già in tenera età, quando, scolato il solito biberon di latte (corretto col CAFFE' BORGHETTI) anzichè giocare a cow boy e indiani, prediligeva EPICHE BATTAGLIE di ambientazione alto medioevale (dove sperimentava le tecniche di tortura dell'allora nascente INQUISIZIONE su esterrefatti soldatini dalla divisa bianco - rossa!).

Le prime parole che ha pronunciato dopo MAMMA (mi porti a vedere l'Arezzo?) sono state "PG m....a e "Vi romperemo il C......O"!".

In curva è un'AUTORITA'con la sua area vagamente distratta da INTELLETTUALE IMPEGNATO (a piegare gli striscioni o a preparare una coreografia).

Quando guida il tifo dalla balconata con i suoi appassionati cori, intervallati da colti riferimenti ad ANTICHE DIVINITA' RUPESTRI (....io capra!, ..io maiale!, ..io lupo!) sono in pochi a non seguirlo.

Verona - Arezzo (stagione 2005-06) fu POSTICIPATA al lunedì a causa di un impegno improrogabile del KINDER (altro che diritti televisivi!).

Un'altra volta ch'era a letto con la febbre volevano rinviare la partita AREZZO - PAVIA, (con la scusa della neve, (stagione 2004-05)  poi s'e' rimesso e il match si è disputato regolarmente.

L'origine del soprannome è avvolta da un alone di mistero: la versione ufficiale è che sia semplicemente goloso di cioccolato, ma i ben informati non hanno dubbi: è un omaggio al primo perugino malmenato che chiese di mangiare un OVINO KINDER prima di essere legnato!

Su di lui si raccontano decine di storie ed aneddoti che nel tempo hanno assunto i contorni di vere e proprie LEGGENDE METROPOLITANE: perugini malmenati in Spagna (in campo neutro), ternani disperi nel Trasimeno, lavandini presi come "souvenir" dalle trasferte, TATUAGGI impressi a colpi di cintura sulla schiena di qualche malcapitato pisano e così via.

Una volta, ai tempi del C.N.D. gli chiesi se tifassse o avesse simpatia per qualche squadra di serie A.

Con un'spressione INFASTIDITA mi rispose: "TIFO SOLO PER L'AREZZO".

In quelle parole pronunciate a DENTI STRETTI c'era e c'è tutta la sua passione per l'Arezzo e tutta la rabbia per un tifo che vorrebbe sempre più caloroso.

Il tempo passa e lui è sempre lì, in curva, intento a scrutare l'orizzonte alla ricerca di qualche tifoso avversario da "accarezzare".

Per tutto questo propongo, a gran voce, che il nostro INOSSIDABILE ultras venga inserito, accanto a Giorgio Vasari, Guido Monaco, SPINELLO Aretino tra gli RETINI ILLUSTRI rappresentati nella sala dei Grandi della provincia di Arezzo!!!

Grande Kinder

Commento 10 - Inviato da: Toni, il 03/05/2013 alle 11:27

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Perchè non ci potevano buttare fuori altrimenti l'avrebbero fatto.

Già c'avevano cambiato l'aereo per motivi di ordine pubblico...

Tra il comandante e le hostess non sapevano più come fare.

Li ci voleva una telecamera altro che! Meraviglioso. 

Commento 11 - Inviato da: chiana, il 03/05/2013 alle 11:37

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Toni anche il controllo bagagli degli altri passeggeri al ritorno per cercare lo striscione del cav non fu male... trasferte del genere ti rimettono al mondo...

Commento 12 - Inviato da: taxiamaranto, il 03/05/2013 alle 12:11

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Caro Kinder,ora su le mani lo dico io,....................tifosi Amaranto un enorme applauso allo ZIO, che ha amato l'Arezzo e ancora l'amerà per tutta la vita,sei un esempio di attaccamento alla maglia da insegnare a tutti. GRAZIE!!!: 

Commento 13 - Inviato da: Toni, il 03/05/2013 alle 12:33

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ahahahah

Commento 14 - Inviato da: RobertoGennari, il 03/05/2013 alle 12:56

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"Oh, òmo, me sembri quello de bianco, verde, giallo e verdone". Sentita sul pullman che ci portava a Ponte San Giovanni, indovinate chi l'ha detto? Laughing

Commento 15 - Inviato da: MARCO KAOS, il 03/05/2013 alle 12:57

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GRAZIE   ANDREA   PER   IL  PENSIERO   E  A   TUTTI  GLI  AMICI!!!!

LUNGA  VITA  AGLI  ULTRAS!!!!

Commento 16 - Inviato da: il ferro, il 03/05/2013 alle 13:05

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zio numero 1 incontrastato!!!!!

ma chi c'era a siena in amichevole sa che qualche volta la testa gne fa cucù.....

matto furioso!!! quando S'ENTRO' IN CURVA SEL SIENA E APRì IL DUE ASTE OLD FANS........

meno male che s'era pochi ma tutti brutti sul muso(e qualcuno pareva robocop dal ferro che aveva in tasca)  sennò uno stadio contro 15 me sa che si rimediava!!!!

 

o il cane lupo di perugia ahahaahahahahahahahah

 

unico neo me puzza el numero, eh!!!!350 son tante!!! sono 17 trasferte l'anno per 20 anni senza perdenne manco una!!! e dal 1988 al 1991 le traferte non se facevano!!!!

io so'fermo a 200 con 3 anni di daspo scontati (per ora)iniziate nel 1986 ma fatte regolarmente dal 1991 ....

KINDER TE SE VOLE BENE

Commento 17 - Inviato da: Paul, il 03/05/2013 alle 13:23

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Grande Kinder! Sei un mito!

Commento 18 - Inviato da: Paul, il 03/05/2013 alle 13:25

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Ferro io non l'ho mai contate, ma anch'io ne ho fatte tante di trasferte...Comunque te ed il Kinder siete 2 super tifosi, ce ne fossero di gente attaccata alla nostra squadra come voi...

Commento 19 - Inviato da: soloArezzo, il 03/05/2013 alle 13:30

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grande kinder!!

Commento 20 - Inviato da: soloArezzo, il 03/05/2013 alle 13:33

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ferro racconta quella del cane lupo alò(se si può)!!

Commento 21 - Inviato da: Andrea Avato, il 03/05/2013 alle 14:03

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La grandezza del Kinder è che su di lui si possono raccontare mille storie, un po' vere e un po' no, un po' gonfiate e un po' no. E' a metà tra cronaca e favola. Se perfino Santino Cherubini ci ha costruito sopra un personaggio, vuol dire che siamo alla quint'essenza dell'aretinità. Il Kinder andrebbe studiato nei manuali di storia locale.

P.S. quella del cane non la raccontate che la censuro!!!!

Commento 22 - Inviato da: chiana, il 03/05/2013 alle 14:10

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Il poro cane lupo vorrai dire...

Commento 23 - Inviato da: Andrea Avato, il 03/05/2013 alle 14:18

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Esatto! Sealed

Commento 24 - Inviato da: Jappy7, il 03/05/2013 alle 14:23

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Grande kinder..onore e rispetto per una persona come te.

Commento 25 - Inviato da: alti60, il 03/05/2013 alle 14:29

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Ma Marco agli animali gle vol bene tranne quelli di biancorosso vestiti ahahahah,un'altro aneddoto fu il giubbotto lasciato in stazione nelle mani di un addetto al disordine in un dopo Arezzo pisa anni 80 ahahah un se teneva.Marco te voglio bene il tu zi Toni.... Cool

ps:te lo porto l'adesivo delle brigate non te preoccupare Wink

Commento 26 - Inviato da: Toni, il 03/05/2013 alle 14:42

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ahahahahahah

Meglio di no! Se poi ci legge qualcuno dell'ENPA ci denunciano a tutti!

Commento 27 - Inviato da: Sava, il 03/05/2013 alle 14:53

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Commento 16 - Inviato da: il ferro

unico neo me puzza el numero, eh!!!!350 son tante!!! sono 17 trasferte l'anno per 20 anni senza perdenne manco una!!! e dal 1988 al 1991 le traferte non se facevano!!!!

Di sicuro c'ha messo dentro anche qualche partitella di fine allenamento Laughing

Commento 28 - Inviato da: il ferro, il 03/05/2013 alle 14:59

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quela del cane lupo umbrigeno va raccontata a voce......

e quelle imprese hanno fatto proseliti!!!

GRIFFONS docet ahahahahahahah

 

paul:

 fidati,de malati siamo in diversi, ma lo zio kinder è il capo storico e carismatico incontrastato. il numero uno. aretinità allo stato puro e pazzia che vanno di pari passo....

poi di gente con quasi le stesse trasferte del kinder ce n'è.

penso a ciaccione(uno che chiama l'arezzo"la mi'fidanzata" . uno che gli ultimi 5 minuti di una partita in bilico non canta non batte le mani e non si muove: entra in trance da quanto ce tiene.

o alcuni degli ultras che pur iniziando nel 93 non ne hanno persa una.

e a tanti altri che proprio quando non va di moda si attaccano visceralmente e non mollano il malato al capezzale.....

 

gente come noi che pianificava le vacanze in base allalocalità di ritiro dell'arezzo.

dall'antico Arcidosso,passando per Norcia, anghiari, pieve santo stefano, ma fino a ravascletto e PIANCAVALLOl'anno di cabrini (lì s'era in due: io e il gosto)dove l'otto agosto c'erano 6 gradi e si litigò contro una squadra greca in amichevole.......

Commento 29 - Inviato da: MARCO KAOS, il 03/05/2013 alle 16:32

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Di sicuro c'ha messo dentro anche qualche partitella di fine allenamento Laughing

 

Frasi di Vujadin Boskov:Gli allenatori sono come le gonne: un anno vanno di moda le mini, l'anno dopo le metti nell'armadio. In campo sembravamo turisti. Con la differenza che per entrare allo stadio non abbiamo pagato il biglietto. La partita finisce quando arbitro fischia. Pallone entra quando Dio vuole.
FRASE DEL KINDER:TRASFERTA E' QUANDO C'E' ARBITRO E' BIGLIETTAIO TUTTO IL RESTO SONO SOLO CHIACCHERE.

Commento 30 - Inviato da: MARCO KAOS, il 03/05/2013 alle 16:37

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Frasi di Vujadin Boskov:Gli allenatori sono come le gonne: un anno vanno di moda le mini, l'anno dopo le metti nell'armadio. In campo sembravamo turisti. Con la differenza che per entrare allo stadio non abbiamo pagato il biglietto. La partita finisce quando arbitro fischia. Pallone entra quando Dio vuole.

Commento 31 - Inviato da: Toni, il 03/05/2013 alle 17:06

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E' impazzito!

Commento 32 - Inviato da: Toni, il 03/05/2013 alle 17:07

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DAI CAZ.ZO ZIO DAI!!!!!!!!!!!!

Commento 33 - Inviato da: Andrea Avato, il 03/05/2013 alle 17:12

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Il biglietto per assistere alla 34° giornata di campionato tra Pontevecchio e Arezzo avrà il costo di 12 euro e i tifosi aretini potranno accedere alla tribuna ospite coperta. I botteghini apriranno i battenti alle ore 14.

Commento 34 - Inviato da: Fra Decio, il 03/05/2013 alle 17:16

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quando ho iniziato a seguire l'Arezzo (l'anno della coppa Italia di serie C, stagione 81-82 mi pare) il citto era già un mito .......Laughing

Commento 35 - Inviato da: Fra Decio, il 03/05/2013 alle 17:45

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un personaggio anche fuori dalla curva: corso prematrimoniale semplicemente esilarante! Sealed

Commento 36 - Inviato da: teba02, il 03/05/2013 alle 18:27

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anche se non lo conosco personalmente: grandissimo kinder! un emblema della tifoseria amaranto, una bandiera umana della nostra unica squadra del cuore: FORZA AREZZO!

Commento 37 - Inviato da: Amaranta, il 03/05/2013 alle 20:12

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l'anno della coppa Italia di serie C, stagione 81-82 mi pare

La coppa Italia di C si vinse a giugno 81, quindi stagione 80-81....

 L'anno dopo (81-82) si ando' in B!

Commento 38 - Inviato da: Amaranta, il 03/05/2013 alle 20:14

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Io invece il Kinder, contrariamente a molti di voi, lo conosco da quando s'era bambini, si abitava a pochi metri di distanza, dalle mie finestre si vedevano le sue.... Forse lui non si ricorda e nemmeno ha capito chi ero, ma io lo ricordo bene perche' sua mamma era sempre a strillare per farlo rientrare in casa!!! Era gia' ribelle da piccolo! Ricordo che gia' allora lo chiamavano Kinder!

Commento 39 - Inviato da: il ferro, il 03/05/2013 alle 20:21

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post 31-32

lo abbiamo perso......InnocentSurprisedLaughingLaughingLaughingLaughing

Commento 40 - Inviato da: Andrea Avato, il 04/05/2013 alle 00:06

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Se qualcuno ha scaricato il pdf di Amaranto magazine del settembre 2007, avrà trovato delle belle storie.

"I segreti del pirata" - intervista a Luciano De Paola

La gallery delle vacanze amaranto (arrivavano immagini da ogni dove e di ogni specie)

Laura - una ragazza amaranto che in foto esibiva il suo lato migliore

Giornaliste tifose e tifose giornaliste - le cosiddette penne rosamaranto

Terzo grado a Fabio Valdambrini, aretino, tifoso dell'Arezzo nonché uno dei fumettisti più apprezzati a livello italiano

Intervista a Fulvio Rondini, all'epoca responsabile del settore giovanile, che parlava di Sensi, Ranocchia, Bernicchi e Calderini

Intervistona a Emilio Doveri per la rubrica "ieri e oggi"

 

E quel giornale lì, 36 pagine oggettivamente ben fatte, si distribuiva gratis. Altri tempi!!!

Commento 41 - Inviato da: il ferro, il 04/05/2013 alle 12:45

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 Certo se ripenso

alla Juve l’anno scorso... Ne fa cinque

all’Arezzo e poi perde in casa con lo

Spezia. Dè…”.

chiudiamo la querelle-juve con le parole di emilio doveri????

Commento 42 - Inviato da: il ferro, il 04/05/2013 alle 12:46

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avato:

quelle erano ragazze amaranto!!!

mica quelle suorine castigate che mettevi te nel sito!!!