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La botteghina di Gragnone

Gragnone è una minuscola frazione collocata nella parte finale della valle del Bagnoro, zona tra le più seducenti del Comune di Arezzo, inserita tra verdi colline, lussureggianti alture e solcata da una miriade di piccoli corsi d’acqua. Qui sorge la mitica Botteghina di Gragnone, nata nelle ultime decadi dell’Ottocento durante la realizzazione della vicina ferrovia.



la botteghina dei sapori della tavola aretinaGragnone è una minuscola frazione collocata nella parte finale della valle del Bagnoro, zona tra le più seducenti del Comune di Arezzo, inserita tra verdi colline, lussureggianti alture e solcata da una miriade di piccoli corsi d’acqua.

La località è anche il capolinea della strada panoramica del monte Lignano, che partendo da Rigutino mette in comunicazione la più ampia Valdichiana con la piccola vallata.

La chiesa parrocchiale del paese è quella della vicina Bossi, intitolata a San Tommaso Apostolo, che dall’alto domina le case e le villette sparse. L’edificio di culto è del XII secolo ma ha subito successivamente molti rimaneggiamenti. Dell’impianto originario è ancora ammirabile l’abside romanica con al centro una suggestiva monofora.

Da Gragnone passava la gloriosa ferrovia Arezzo - Fossato di Vico, devastata dai bombardamenti durante la Seconda Guerra Mondiale e mai più ripristinata, in quanto si trattava di una linea a scartamento ridotto che mostrava già in quegli anni i propri limiti in termini di velocità e di trasporto.

Del percorso ferroviario oggi rimane poco, giusto qualche galleria rovinata e un tracciato che solo gli anziani del posto sanno riconoscere, visto che oramai è stato inghiottito dalla boscaglia.

Due splendide ville di origine medievale e restaurate nel XVIII secolo, tra loro attigue, sono tra le più belle del territorio aretino.

la strada che porta verso GragnoneLa prima è Villa Pandolfini, meglio conosciuta come la Fattoria di Gragnone, l’altra è Villa Albergotti, oggi lussuoso bed & breakfast “I Bossi”, di proprietà della facoltosa famiglia aretina fin dal 1324. Entrambi i complessi sono forniti di splendide cappelle gentilizie.

Di origini meno nobili ma altrettanto importante e famosa è la mitica Botteghina di Gragnone, nata nelle ultime decadi dell’Ottocento durante la realizzazione della vicina ferrovia.

All’inizio serviva principalmente ai tanti operai impiegati nella costruzione dell’infrastruttura, ma in seguito divenne indispensabile anche per i residenti, che in quest’esercizio trovavano tutto ciò che era loro necessario.

La bottega ha attraversato imperterrita tutto il secolo scorso e con l’avvento della grande catena di distribuzione è riuscita a sopravvivere reinventandosi con successo in luogo dove riscoprire i più autentici sapori dell’enogastronomia aretina.

Dopo un accurato restauro che ha saputo mantenerne i connotati tipici, oggi la botteghina si presenta più dinamica che mai, pronta ad accogliere gli amanti del buon cibo, i cacciatori della zona e i tifosi dell’Arezzo, che in questo posto continuano ad avere il loro ritrovo storico prima delle partite casalinghe, in una sorta di ritiro scaramantico a base di vino rosso e prosciutto, tra i migliori del circondario.

Per approfondire: Immagine di Arezzo. La città oltre le mura medicee e il territorio comunale (Angelo Tafi, Edizioni Calosci 1985)



scritto da: Marco Botti, 12/06/2008