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SERIE C GIRONE B - 12a giornata

RISULTATI CLASSIFICA PROSSIMO TURNO
ArezzorinvFano
LegnagorinvImolese
Perugia00Gubbio
Triestina31Fermana
Matelica22Cesena
Modena12Sud Tirol
Feralpi Salò31Padova
Ravenna11Samb
V. Verona11Mantova
Vis Pesaro32Carpi
MONDO AMARANTO
Sara e Laura tifose sfegatate
NEWS

Dai passi indietro di Spoleto alla semifinale di Coppa. In ballo c'è pure il ripescaggio

La partita di domenica scorsa ha confermato che ci sono 1-0 e 1-0. L'ultimo ha portato di buono solo i tre punti, fermo restando che con più vittorie di misura e meno pareggi per 1-1 adesso staremmo a fare tutt'altri ragionamenti. L'Arezzo, al quarto anno di serie D, ha comunque bisogno di partite importanti. E se il campionato è compromesso, la finale di Coppa potrebbe dare un senso alla stagione, anche per un'eventuale chiamata in Lega Pro



lo striscione dei tifosi amaranto a SpoletoDopo la partita di domenica scorsa a Spoleto abbiamo capito - ma in cuor nostro lo sapevamo già - che non tutti gli 1-0 sono uguali. Ci sono 1-0 che arrivano al termine di una prestazione buona e 1-0 che di buono portano in dote solo i tre punti. Posto che neanche lo Spoleto (che lotta per salvarsi senza passare dai playout) e la Pontevecchio (che ne ha vinta solo una delle ultime dieci) sono allo stesso modo probanti, la prestazione in terra umbra rappresenta un passo indietro sul piano del gioco rispetto a quanto visto nella gara di debutto di Chiappini alla guida dell’Arezzo. È vero che se l’Arezzo avesse avuto qualche 1-0 in più e qualche 1-1 in meno (risultato con cui sono terminate otto delle prime ventiquattro partite), probabilmente ora saremmo a fare tutt’altri ragionamenti sia in chiave campionato sia in Coppa Italia, ma purtroppo il calcio non è fatto di ucronìe e quindi è bene farsene una ragione, la realtà è quella che è: 8 punti dalla prima con nove partite da disputare, qualificazione alla finale di Coppa seriamente compromessa dallo 0-2 rimediato al “Città di Arezzo”. E avanti.

Stando al piano degli allenamenti messo in atto dal mister, l’Arezzo ha bisogno di recuperare brillantezza atletica, e questo in vista della gara di oggi pomeriggio contro il Pomigliano non è certo un buon segno, ma tutto sommato sono altre le cose su cui concentrarsi. Ad esempio la mentalità con cui si scende in campo. Gli amaranto devono essere convinti dei propri mezzi e della propria superiorità tecnica nei confronti del Pomigliano, a dispetto di quanto ha detto la partita d’andata. Perché all’Arezzo servirà sbloccarla subito, la gara contro i campani, per fare in modo che non possano fare una muraglia di fronte alla propria porta sperando di infilarci in contropiede. In questa stagione, su un totale di trenta partite disputate, l’Arezzo ha vinto per sette volte con almeno due gol di scarto, che scendono a cinque se consideriamo quelle con almeno tre gol in più segnati rispetto all’avversario. Ma l’Arezzo, di solito, se la partita la sblocca presto, poi riesce a fare male agli altri, perché prende fiducia nei propri mezzi e mette pressione sugli avversari. È stato così con Mezzanotti, deve essere così anche con Chiappini.

Arezzo è una piazza che ha fame di partite importanti, dopo quattro anni di serie D. La finale di Coppa Italia può essere un modo per dare un senso ad una stagione partita sotto i migliori auspici e che già a dicembre aveva assunto i contorni di un incubo ricorrente, al termine di un girone d’andata che ci vedeva, proprio come due anni fa, già troppo distanti dalla vetta e con un cambio di passo tanto atteso e mai arrivato. Finora, l’impresa di primeggiare in Coppa è riuscita solo ad una squadra toscana, guarda caso di queste zone: la Sansovino guidata all’epoca da Maurizio Sarri. Più favorevole la tradizione per le squadre campane, che per ben sei volte si sono portate a casa il trofeo (di cui le ultime due consecutivamente). L’Arezzo di mister Chiappini ha il dovere di provare a sfatare questa tradizione, con coraggio e un pizzico di spregiudicatezza. Il primo mattoncino per il ripescaggio può essere posto proprio sul sintetico di Secondigliano.

 

scritto da: Roberto Gennari, 05/03/2014





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