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SERIE C GIRONE B - 19a giornata

RISULTATI CLASSIFICA PROSSIMO TURNO
Arezzosab15Cesena
Fanosab15Gubbio
Fermanasab15Legnago
Imolesesab15Matelica
Mantovasab17.30Triestina
Perugiadom15Feralpi Salò
Sambdom15Padova
Sud Tiroldom15Vis Pesaro
Carpidom17.30Ravenna
Modenadom17.30V. Verona
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Stefano e Roberta, matrimonio amaranto
NEWS

Un rigore da tre punti senza esultanza. La deriva di un Arezzo da rimotivare

Il penalty di Essoussi in zona Cesarini, la vittoria agguantata in extremis: in altri tempi sarebbe venuto giù lo stadio, domenica i tifosi non hanno nemmeno fatto festa. Perché il -12 dalla Pistoiese a fine marzo è duro da digerire e perché Chiappini adesso deve restituire stimoli a una squadra che come unica ancora di salvezza ha i play-off e la speranza, chissà quanto concreta, di un ripescaggio



il rigore di Essoussi alla FlaminiaLa “vena ironica” della Fossa, che ultimamente è molto in voga nei canali tv nazionali, fotografa alla perfezione lo spirito con cui il tifoso aretino ha non diciamo accettato, ma quanto meno preso atto dell’andazzo che ha ormai preso la stagione. Ma non da queste ultime due domeniche. Uno striscione dello stesso gruppo (“senza gioco, senza coraggio. Va beh, tanto c’è il ripescaggio. Onore a Sampei”) mostrato durante la partita contro la Narnese, ha fatto la foto più nitida di quella che era la situazione che si stava venendo a creare, e cioè di una squadra che si stava pian piano (oddio, neanche troppo pian piano) svuotando di motivazioni, con un obiettivo in mente che non si conquista nei campi da gioco ma tramite libri contabili e fidejussioni.

In questo contesto si è trovato a dover lavorare Chiappini, cosa sottolineata anche su queste pagine subito dopo il suo arrivo: il suo lavoro consisteva e consiste essenzialmente nel cercare di rimotivare i giocatori, e nell’usare le partite che restano per valutare gli elementi in rosa in vista dei play-off nazionali, che non valgono granché in sé ma che – uniti agli aspetti di cui sopra – possono costituire l’ancora di salvezza per questa disgraziata stagione. Mister Chiappini, come detto da lui stesso nei giorni scorsi, è consapevole di dover operare in un contesto difficile, perché oggettivamente essere a 12 punti dalla Pistoiese a metà girone di ritorno è una situazione che Arezzo, con la rosa allestita a inizio anno, non può riuscire a mandare giù.

 

per Chiappini 5 partite di campionato con 3 vittorie e 2 pareggiEppure, il lavoro dell’allenatore finora è apparso più confusionario che altro, agli occhi dell’osservatore esterno. Perché Idromela è un ragazzo che è capace e forse è stato troppo poco utilizzato da Mezzanotti, ma non è certo un trequartista. Perché Rascaroli è un utilissimo jolly tattico, ma a questo punto gli manca solo di fare il portiere e la prima punta e poi siamo a posto. Perché Martinez fatto scaldare per mezz’ora e poi fatto riaccomodare a sedere è una mossa il cui senso sfugge ai più (per fortuna, lui e Pecorari hanno poi scherzato pubblicamente sulla sostituzione, stemperando dei toni che rischiavano di essere fuori luogo in un contesto del genere). Certo è che il mister ha poi trovato rifugio nel “modulo che tutti sanno fare”, quel 4-4-2 che, così a naso, diventerà il modulo con cui più spesso vedremo giocare gli amaranto di qui a fine stagione.

Al contrario di quanto detto sopra, comunque, non sfugge il senso di Quadrini in tribuna: preso al posto di Cubillos per fare la differenza in categoria, il fantasista romano (lui sì, un trequartista) non ha mai inciso davvero, e ultimamente sembrava più un corpo estraneo che non un elemento da altri palcoscenici. Giusto mandarlo a “riflettere” per una partita, meno giusta la sua decisione di abbandonare lo stadio. La società provvederà come meglio crede. In una situazione come quella attuale, dove il girone di ritorno è la fotocopia (sbiadita, nel senso che abbiamo ancora un punto in meno) di quanto abbiamo già visto in quello d’andata, è normale che non si trovi niente da esultare per un 1-0 ottenuto in zona Cesarini, una roba che in altri contesti avrebbe fatto venir giù la tribuna. Purtroppo, nel calcio, è tutta una questione di contesti.

 

scritto da: Roberto Gennari, 26/03/2014





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