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SERIE C GIRONE A - Play-off e Play-out

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L'Arezzo primo in serie D, grandi feste al Comunale. Succedeva il 31 marzo 1996

Diciott'anni fa il pareggio casalingo contro la Sestese, in concomitanza con la sconfitta del Sansepolcro sul campo della Rondinella, regalava agli amaranto la matematica certezza della promozione in C2. Un salto di categoria figlio di una programmazione ''pane e salame'', con pochi soldi e tante idee, costruita sulla competenza di Graziani, sulle conoscenze del Ds Falasconi, sull'abilità di Cosmi e il valore di un gruppo di giocatori destinati a restare nel cuore degli sportivi



la rosa dell'Arezzo 1995/96Era il 31 marzo 1996 e l'Arezzo conquistava la matematica certezza del primo posto in serie D. E dunque la promozione in C2. Sono passati 18 anni dalla partita casalinga contro la Sestese, chiusa sull'1-1 mentre il Sansepolcro veniva battuto 2-0 a Firenze dalla Rondinella.

Di quel campionato, il primo con Serse Cosmi in panchina, se ne parla ancora per svariati motivi: segnò una sorta di riconciliazione tra la piazza e il calcio giocato dopo il fallimento del 1993; certificò l'inizio di un ciclo vincente che sarebbe durato un quinquennio, con un altro salto di categoria nel 1998 e i play-off per la B sfumati nel 2000; consegnò alla memoria amaranto un gruppo di uomini destinati a rimanere nella storia (dal presidente all'allenatore a molti giocatori).

A tutt'oggi quello del 95/96 resta l'unico torneo di serie D vinto dall'Arezzo, nonostante le ben sette partecipazioni. E analizzare a fondo quella stagione è un esercizio molto utile, a fronte di un contesto generale che da quell'epoca è cambiato moltissimo. La società presieduta da Francesco Graziani aveva pochi soldi e molte idee. Ciccio era un uomo di calcio che sapeva gestire le situazioni grazie all'esperienza e alla competenza, come avrebbe dimostrato anche negli anni seguenti. Dopo due anni infruttuosi, per centrare il primo posto mise in organico un direttore sportivo come Gigi Falasconi, profondo conoscitore della categoria. Fu lui a scegliere Cosmi per la panchina, creando un binomio molto fertile. Loro due presero i giocatori giusti, alcuni dei quali reduci da annate poco felici, ma che con le motivazioni al top tirarono fuori un rendimento eccellente.

L'annata in questione insegna che con tutti i tasselli al posto giusto e quel pizzico di fortuna indispensabile, le probabilità di successo crescono esponenzialmente. E a ben vedere, l'Arezzo di Graziani è stato l'unico caso recente in cui da noi si è potuta apprezzare una programmazione reale, molto ''pane e salame'' ma lungimirante e ponderata. Non per caso Graziani è l'ultimo presidente ad aver confermato un allenatore in panchina e l'ultimo ad aver centrato due promozioni. Che non arrivarono per uno scherzo del destino, ma grazie a un lavoro fondato sulla logica.

Poi influirono anche l'abilità di Cosmi, che da qui spiccò il salto verso la serie A, e il valore di un gruppo dentro il quale crescevano futuri allenatori. Mosconi ha appena vinto il campionato con la Samb, Di Loreto ha guidato il Castel Rigone in C2, Semplici è alla Primavera della Fiorentina, Nofri è tornato anche qua in altra veste, Battistini ha appena chiuso un'esperienza agrodolce alla Reggiana.

Insomma, il 31 marzo 1996 festeggiammo tutti con grandissima partecipazione. E mai avremmo pensato che diciott'anni più tardi quella data sarebbe rimasta un esempio da prendere a modello.

 

scritto da: Andrea Avato, 31/03/2014





Amaranto story - La promozione in serie C2

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