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Numeri inquietanti, le pedine di Chiappini, il sangue nelle vene, il Pagni-day

Sei scontri diretti e nemmeno una vittoria: è il bilancio stagionale dell'Arezzo nelle gare contro gli avversari più quotati. E la terza posizione di classifica fa venire lo sconforto se si ripensa all'atmosfera della notte agostana di piazza Sant'Agostino. E' vero che a Foligno, come ha ricordato l'allenatore amaranto, le assenze hanno pesato. Ma è vero anche che certe scelte di formazione non sono state felici. E così tutte le speranze adesso sono riposte nel lavoro del direttore generale Danilo Pagni, che oggi alle 17 verrà presentato allo stadio



Daniele Quadrini in azione a Foligno1. Sei scontri diretti e nemmeno una vittoria. Il dato è inquietante e, arrivati a metà aprile, anche significativo. Insomma, non può essere un caso se di fronte a squadre di pari livello o giù di lì, l’Arezzo non prevale mai. Ogni partita farà storia a sé, ma c’è un trend che va avanti da inizio stagione e che non accenna a cambiare. Considerando che nei play-off si giocheranno tutte gare secche contro avversari dello stesso valore, verrebbe da rassegnarsi e mettersi l’anima in pace. Ma il calcio è strano e al 18 maggio bisogna comunque arrivarci. E così sia.

2. E’ vero che a Piancastagnaio il primo tempo fu ottimo. E che la Pistoiese in casa ha pareggiato solo con l’Arezzo, vincendo tutte le altre. Ma sono palliativi. La classifica dice terza posizione e ripensando a Sant’Agostino d’agosto, prende lo sconforto.

3. Chiappini si è appellato alle assenze e tutti i torti non li ha. In effetti, tra infortuni e squalifiche, a Foligno mancava gente importante, ma il guaio è che è venuta a mancare anche gente che stava dentro al campo con la maglia addosso. Il caso-Quadrini, per esempio, sta diventando imbarazzante. Titolare fisso, esterno d’attacco, rigorista, vicecapitano, fuori rosa, reintegrato, panchinaro, trequartista: con lui sono stati provati tutti gli espedienti per pungolarne l’orgoglio e solleticarne l’amor proprio. Niente da fare. Non incide mai. Ieri i tifosi l’hanno contestato apertamente e per chi deve scrivere un commento, ormai mancano anche le parole per spiegare la situazione. Bandiera bianca.

4. E però qualche scelta di formazione ha lasciato tutti stupiti. Bellavigna a sinistra, al posto del coetaneo Tonetto, che lì è di ruolo, è parsa una forzatura. Con Rascaroli più no che sì da una settimana, mandare Cappelli a fare novanta minuti con la Juniores è stato temerario. Un ’96 non avrebbe cambiato l’esito della partita, è vero, ma si fa per ragionare. E poi. Perché togliere Carteri dal ruolo di play basso, dove è l’unico che riesce a garantire un palleggio decente e una schermatura efficace della difesa? Idromela in quella posizione è letteralmente franato fino all’espulsione. E Pecorari si è ritrovato sempre solo e abbandonato nell’uno contro uno. Risultato: espulso pure lui. Sarebbe servito Disanto, che se non altro ha gamba e brillantezza. Ma è rimasto in panca tutta la gara. Chiappini sa di calcio, solo che a volte sposta le pedine con troppa facilità. Invece mai come adesso, al netto delle assenze forzate, alla squadra servirebbero punti di riferimento più solidi. Il campo dice proprio questo.

 

il Dg Pagni a colloquio con il vicepresidente De Martino5. Dopo tanti elogi strameritati, anche Scarpelli è incappato in un errore. Il mezzo passo falso sulla punizione di Luchini ha spianato la strada al Foligno. Ma chi non ha peccato, scagli la prima pietra. E il portiere resta tra i più positivi dell’annata, se non il più positivo in assoluto.

6. Nel grigiore generale, spicca Carteri: l’unico a conservare lucidità, brillantezza, costanza di rendimento sia durante la partita che dopo. Le espressioni colorite con cui ha raccontato la sconfitta ai cronisti ben testimoniano lo stato d’animo di chi ha sangue nelle vene. Per la serie: si può essere bravi anche senza colpi di tacco e gol in rovesciata.

7. La serie positiva dell’Arezzo si è infranta dopo 25 risultati utili consecutivi e sei mesi e mezzo senza sconfitte. Il 2-0 di Foligno cade dopo l’ormai lontano 2-0 di Sansepolcro, ma ha le sembianze di una sentenza senza appello: il tetto amaranto si può prendere a testate saltando appena un po’. Più in alto di lì non si va. Almeno per quest’anno.

8. Nel giorno in cui Pistoiese e Ancona hanno festeggiato il ritorno tra i professionisti, spalancandosi le porte verso la Lega Pro unica, a noi non resta che confidare nella clemenza del prossimo futuro. E nella bontà del lavoro di Danilo Pagni, che ieri in tribuna aveva l’aria di quello che si domanda ‘’ma dove sono capitato?’’. Non disperi, in questi quattro anni di serie D è accaduto pure di peggio.

9. Il neo direttore generale verrà presentato oggi pomeriggio alle 17 allo stadio. Dentro la sua agenda di lavoro non ci sono solo numeri di telefono e contatti email ma anche le speranze di una piazza che di improvvisazioni e proclami al vento non ne può veramente più. In bocca al lupo!

 

scritto da: Andrea Avato, 14/04/2014





Pianese-Pistoiese 2-2

Foligno-Arezzo 2-0
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