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SERIE C GIRONE B - 13a giornata

RISULTATI CLASSIFICA PROSSIMO TURNO
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Gubbio11Feralpi Salò
Samb11Legnago
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E i tifosi se ne andarono, decisioni drastiche, colpi a effetto, a caccia di miracoli

A mezz'ora dalla fine della partita di Gualdo, sul risultato di 0-3, i sostenitori amaranto se ne sono tornati a casa. ''Hanno fatto bene'' ha detto mister Chiappini, che poi ha preannunciato la linea dura nei confronti della squadra, oggi troppo sgonfia e demotivata per pensare di vincere i play-off. E così, tra un modulo tattico ancora da trovare e una lista infinita di espulsioni, c'è anche da salvare il terzo posto dal ritorno della Pianese



il settore ospiti di Gualdo abbandonato dai tifosi amaranto1. A una mezz’oretta dalla fine i tifosi dell’Arezzo presenti a Gualdo hanno imboccato l’uscita e se ne sono tornati a casa. E’ stato l’ennesimo gesto dissociativo da una stagione che è andata via via spegnendosi, passando dalla fiamma ardente dell’estate al lumino da cimitero di oggi. Eloquente il commento di Chiappini riguardo il comportamento dei sostenitori amaranto: ‘’hanno fatto bene’’.

2. La parola più ricorrente durante i novanta minuti, e anche in sala interviste, è stata ‘’motivazioni’’. Quelli del Gualdo ne avevano a iosa perché dovevano salvarsi. Quelli dell’Arezzo no perché tanto ai play-off già ci sono, il 18 maggio è lontano e molti giocatori hanno intuito che con Pagni nella stanza dei bottoni, il loro futuro è segnato. Non a caso Chiappini, arrabbiato come non mai, ha spiegato che d’ora in avanti bisognerà prendere ‘’decisioni drastiche’’. La Pasqua, a quanto pare, non trascorrerà in santa pace.

3. Non è giusto gettare la croce addosso a un elemento solo, anche perché ieri la squadra intera è sembrata veramente sgonfia come una ruota bucata. Però a un certo punto in campo c’era Quadrini, che da questa parte sfoggiava un curriculum luccicante ma corricchiava senza lasciare un segno della sua (teoricamente) incisiva presenza, e c’era anche De Luca, che dalla parte opposta, pur con un curriculum meno sbrilluccicoso dell’avversario, mostrava una verve che gli consentiva di tirare, dribblare, crossare e propiziare il primo gol. Questo per dire che i colpi a effetto, in campo e sul mercato, in serie D pagano relativamente.

4. Chiappini, arrivato in panca con l’Arezzo a -10 dalla vetta e virtualmente fuori dalla Coppa, deve lavorare di psicologia per tenere su la voglia di vincere, fermo restando che se i calciatori non ci mettono del loro, basta che lo dicano e ci mettiamo tutti il cuore in pace. Va da sé che comunque deve lavorare anche sul resto, perché poi le partite di pallone non sono partite a scacchi, dove ogni mossa viene studiata per ore. Rascaroli che gioca da zoppo e Bricca che va a fare il centrale difensivo per scelta tecnica, sono segnali chiari dell’idea che si è fatto Chiappini riguardo il parco under e le alternative a Dierna e Zaccanti nel reparto arretrato.

5. Dieme a Scandicci, Martinez a Ostia, De Martino (dalla panchina) e Quadrini a Trestina, Essoussi con lo Scandicci, Tonetto a Pistoia, ancora Quadrini con il Sansepolcro, Idromela e Pecorari a Foligno, Dierna a Gualdo. E ancora Dierna in Coppa a Pomigliano. Undici espulsioni in stagione. Anche questo, probabilmente, è un record.

 

Rascaroli in campo nonostante le condizioni fisiche imperfette6. Parlando di modulo. Chiappini sta puntando forte sul 4-3-1-2, un po’ per necessità (le assenze sono state e sono oggettivamente molte) e un po’ per scelta, visto che la mediana a tre dovrebbe valorizzare al massimo le caratteristiche dei giocatori. Il problema è che con questo assetto, il trequartista è fondamentale. E se non la struscia mai, alla squadra viene meno un fulcro indispensabile. Dunque, anche in prospettiva play-off, chissà che non spuntino cambiamenti all’orizzonte. Il dato certo è che da luglio a oggi l’Arezzo non ha mai avuto una disposizione tattica certa e consolidata e ancora oggi, che siamo al 18 aprile, vaghiamo per gli stadi in cerca di un modulo definitivo di là da venire. Peggio che l’enigma della Sfinge. Chi l’avrebbe detto?

7. Messa la squadra di fronte alle proprie responsabilità, che sono palesi specialmente in quest’ultimo periodo, ci sarebbe anche da fare una riflessione generale su come funziona il mondo del calcio. Partire per vincere il campionato, costruire un organico comunque competitivo, creare aspettative, coinvolgere la tifoseria, manifestare pubblicamente le proprie ambizioni, impone cammin facendo di tenere allenatore e spogliatoio sulla corda, pretendere risultati e, ebbene sì, fare di tutto per raggiungere l’obiettivo. Da noi quest’anno è andata in un’altra maniera, con un lassismo imperdonabile che ha segnato la stagione: e mentre la squadra perdeva certezze di gioco, scivolando sempre più distante dalla vetta, chi doveva decidere non decideva. Chiappini è arrivato troppo tardi e Pagni, secondo qualcuno, è arrivato troppo presto: i giocatori hanno fiutato l’aria del repulisti e si sono adagiati. Così alla vittoria dei play-off, ascoltando i duemila che vengono allo stadio, ci credono in pochi. A meno che, di qui a un mese, non succeda l’imponderabile. ‘’A caccia di miracoli’’ è uno slogan del 2002 che portò fortuna e che potremmo rispolverare.

8. Due vittorie della Pianese negli ultimi due turni di campionato, metterebbero l’Arezzo nella scomoda incombenza di fare più di 4 punti, pena l’arrivo a pari merito e il ricorso alla differenza reti (oggi comunque favorevole agli amaranto). Scivolare addirittura al quarto posto, anche in vista degli accoppiamenti play-off, sarebbe l’ennesima iattura. E il ripescaggio, come spiegato dal dg Pagni qualche giorno fa, si farebbe più complicato. Auguri.

 

scritto da: Andrea Avato, 18/04/2014





Gualdo Casacastalda-Arezzo 3-1, le immagini

Gualdo Casacastalda-Arezzo 3-1
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