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SERIE C GIRONE B - 13a giornata

RISULTATI CLASSIFICA PROSSIMO TURNO
Imolese02Arezzo
Fano12V. Verona
Gubbio11Feralpi Salò
Samb11Legnago
Sud Tirol11Perugia
Carpi22Triestina
Cesena00Modena
Fermana11Matelica
Mantova21Ravenna
Padova53Vis Pesaro
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Dalla promozione al terzo posto da blindare: com'è cambiata la stagione dell'Arezzo...

Obiettivi ridimensionati per gli amaranto, che dopo aver perso a Foligno e Gualdo hanno spianato la strada alla Pistoiese, abbandonato la piazza d'onore e interrotto la serie positiva che durava da ottobre 2013. Le assenze hanno pesato, ma a Mezzanotti quest'alibi non è stato mai concesso ed è giusto non concederlo nemmeno a Chiappini. Piuttosto, adesso c'è da chiudere bene e giocare i play-off al massimo



l'Arezzo battuto a Gualdo giovedì scorsoNel breve volgere di quattro giorni, ci siamo tolti diversi pensieri. Pistoiese matematicamente in Lega Pro? Fatto. Corsa per il secondo posto, in ottica play-off e ripescaggio? Compromessa. Serie positiva aperta da ottobre 2013? Chiusa.

E ancora una volta, assistiamo ad un ridimensionamento degli obiettivi stagionali, questa volta molto più facile da prevedere di quello, brusco, arrivato tra fine girone di andata e inizio girone di ritorno, quando si è capito che quella degli arancioni di mister Morgia era la fuga buona. Lo avevamo scritto già in tempi non sospetti che la parte difficile del compito di Chiappini fosse quella di tenere alta la motivazione. Tuttavia, al netto delle attenuanti (prendere una squadra a -10 dalla prima e con uno 0-2 casalingo da rimontare non è certo una situazione idilliaca per iniziare a lavorare) sul lavoro del mister ci sono delle osservazioni che non si può non muovere. Del tourbillon di ruoli in campo abbiamo già detto, stavolta è stato un po’ più giustificato dati i numerosi assenti. Comunque sugli infortuni - poiché non è bello usare due pesi e due misure - va aggiunto che se la rosa ampia era uno dei motivi per cui non venivano concesse scusanti a Mezzanotti, lo stesso discorso deve valere anche per il nuovo mister amaranto. Perché l’Arezzo è una squadra che, nonostante si siano fatti male in diversi, è andata a Gualdo portando in panca, più o meno operativi, questi giocatori: David, De Martino, Tonetto, Carminucci, Bricca, Frasca, Rubechini, Cappelli, Cubillos. Una batteria di riserve che in molti vorrebbero avere in questa categoria.

Eppure l’Arezzo stenta molto, più di quanto sarebbe logico aspettarsi, perché contro il Gualdo i primi due gol sono stati presi con la difesa che giocava a fare le belle statuine, perché Dierna, così come Pecorari domenica scorsa, ha sofferto più del lecito l’uno contro uno, dopo aver giganteggiato a lungo contro gli attaccanti avversari, perché Quadrini non riesce a fare la differenza, perché le punte non mordono e i terzini soffrono. E dire che ancora la stagione sarebbe piuttosto lunga. A partire da domenica, quando gli amaranto giocheranno per l’ultima volta in casa, in questo campionato in cui è stato tutto troppo brutto eppure tutto tremendamente vero.

Contro una squadra che non ha più nulla da chiedere al campionato, già salva e comunque matematicamente fuori dai playoff, è lecito aspettarsi che l’Arezzo faccia di tutto per portare a casa i tre punti, e chiudere – per quel che vale – il torneo imbattuto davanti al proprio pubblico. Fate conto che sia il primo di due test in vista dei play-off, che inizieranno il 18 maggio e vedranno l’Arezzo (probabilmente) affrontare una tra Foligno, Pianese e Scandicci. In casa o fuori? Lo dirà il campo. Già, perché – sembra incredibile ma è così – l’Arezzo potrebbe perfino chiudere il campionato al quinto posto. Eppure, è bene ribadirlo a chi scende in campo, se vogliamo essere ripescati in Lega Pro, non bisogna lasciare niente di intentato. Perché ogni mattoncino che viene tolto potrebbe essere quello che alla fine fa crollare il castello.

 

scritto da: Roberto Gennari, 22/04/2014





La festa promozione della Pistoiese

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