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SERIE C GIRONE B - 13a giornata

RISULTATI CLASSIFICA PROSSIMO TURNO
Imolese02Arezzo
Fano12V. Verona
Gubbio11Feralpi Salò
Samb11Legnago
Sud Tirol11Perugia
Carpi22Triestina
Cesena00Modena
Fermana11Matelica
Mantova21Ravenna
Padova53Vis Pesaro
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NEWS

A cosa servono i play-off, i progetti di Ferretti, il ruolo di OA, il 4-4-2 di Cardinali

Domenica l'Arezzo debutta negli spareggi nazionali. Molti si domandano se questa coda di stagione abbia veramente un senso e nessuno sa rispondere, nemmeno i dirigenti federali e di Lega. In ogni caso in palio c'è un possibile ripescaggio e questo basta per giocarsi le proprie chances con il massimo della voglia. Il presidente intanto sta facendo seri progetti sul futuro: non sarebbe male se fra questi rientrasse anche una valorizzazione più marcata del ruolo del comitato. Tutto ciò mentre il terzo allenatore dell'annata medita un cambio di modulo con Cubillos che guadagna punti in attacco



Mauro Ferretti progetta la prossima stagioneTURBOLENZE AMARANTO - Domenica si gioca e questa settimana, di conseguenza, non è un antipasto di vacanza ma un periodo di lavoro certosino. L'Arezzo arriva agli spareggi squassato da delusioni assortite e da turbolenze impreviste: nel corso dei mesi è sfumato l'obiettivo della promozione diretta, si sono registrate contestazioni più o meno veementi da parte del pubblico, è stato esonerato un allenatore, se ne è dimesso un secondo eccetera eccetera.

I PLAY-OFF SERVONO O NO? - E' chiaro che i play-off non rappresentano un traguardo di chissà quale prestigio, se non altro perché la domanda più ricorrente è la seguente: ma servono veramente a qualcosa? Il bello, anzi il brutto, è che non sa rispondere nessuno: né il cronista, né il tifoso (che comunque propende per il no) né tantomeno il dirigente federale o di Lega, visto che se i ripescaggi ci saranno per davvero dipende da così tante variabili che oggi servirebbe la sfera di cristallo. L'unica certezza, non da poco, è che la squadra che vincerà i play-off sarà la prima a essere ripescata in Lega Pro qualora ce ne fosse necessità. La perdente della finale sarà la seconda e così via.

IL CASH DI FERRETTI - Detto ciò, è facile capire che l'Arezzo deve andare più avanti possibile per coltivare qualche speranza. Se l'eventualità del salto di categoria si facesse concreta, Ferretti ha garantito che metterà il cash sul tavolo. Non si parla di noccioline, ma tra una fidejussione a garanzia e un versamento a fondo perduto si arriva a circa 800mila euro. Tanta roba, troppa considerando il momento di austerity generale. E anzi, va detto, è vergognoso che il Palazzo obblighi le società a mettere soldi ''a fondo perduto''. Sono le incredibili e ingiustificabili stranezze del calcio nostrano.

 

Cardinali tiene a rapporto la squadraPROGETTI FUTURI - La timida speranza di questi giorni riguarda proprio i programmi a media gittata di Ferretti, il quale è passato dallo scoramento invernale, con mille punti interrogativi sospesi sul futuro, al rilancio di primavera. Al di là della serie C o della serie D, il presidente ha mostrato coi fatti che vuole andare avanti: ha preso un direttore generale con pieni poteri, a fine maggio presenterà ufficialmente il progetto di ristrutturazione dello stadio, vuole anche acquistare un pullman per gli spostamenti della squadra. Ora che all'area tecnica c'è un uomo di calcio e che Ferretti può ritagliarsi il ruolo di colui che traccia le linee guida del club, finanziandolo regolarmente, forse le cose miglioreranno per davvero. Pagni intanto ha cominciato a ridefinire l'organigramma interno: speriamo vada fino in fondo.

IL RUOLO DI OA - Semmai, osservando ciò che è accaduto in passato, manca un collegamento più diretto con il pubblico e con il socio di minoranza. Orgoglio Amaranto, nella conferenza stampa dell'altro giorno, ha voluto demarcare il confine che c'è tra il comitato e il resto del mondo, compresi i gruppi organizzati del tifo. Che quest'opera di ulteriore chiarezza abbia dovuto metterla in atto per difendersi dalle accuse di aver sobillato la contestazione sguaiata a Giancarlo Abete, è un altro segno della pochezza del nostro ambiente: ad Arezzo c'è tanta voglia di calcio ma a parte qualche lodevole eccezione, tutti vogliono vincere senza dare nulla in cambio. E se qualcuno si rimbocca le maniche, singolo o associazione che sia, viene preso a pedate per motivi che è difficile comprendere. In questo caso specifico, c'è anche tanta superficialità. L'azionariato popolare è un progetto sempre più apprezzato e sempre più diffuso ovunque, ma molti osservatori non sanno distinguerne l'origine e le finalità, legate alla sana gestione dei club. Sta ad OA penetrare più diffusamente sul territorio, sta a Ferretti valorizzare una risorsa interna che gli potrebbe portare giovamenti grossi così nei rapporti con la piazza.

IL 4-4-2 DI CARDINALI - E poi c'è l'aspetto tecnico. Cardinali, a giudicare dai primi allenamenti, è intenzionato a giocare con il 4-4-2, modulo semplice e spesso anche efficace. Un trenino a destra (Bellavigna-Disanto), un trenino a sinistra (Mencarelli-Rubechini), due mediani (Carteri-Rascaroli) e due punte assortite, con Cubillos che sta guadagnando chances: sarà questo l'Arezzo che debutterà nei play-off. Più che la tattica, comunque, conterà la voglia. Cardinali, di sicuro, ne ha parecchia.

 

scritto da: Andrea Avato, 12/05/2014





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