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Attaccanti assortiti e catene laterali: l'Arezzo cambia pelle per le gare secche

Cardinali sta modificando il volto tattico della squadra, affidandosi al 4-4-2. ''E' il modulo più semplice - ha detto Dierna a Block Notes - ma dobbiamo metterci del nostro per non farlo diventare piatto e prevedibile''. Le quattro punte a disposizione offrono varie alternative e la coppia Mencarelli-Rubechini a sinistra è rodata come un orologio. Per gli amaranto, che debuttano domenica nei play-off, sarebbe importante arrivare alla finale dell'8 giugno



Stefano Cardinali sta cambiando modulo all'Arezzo''Il 4-4-2 è il modulo più semplice e lineare. E' chiaro però che se non ci mettiamo del nostro, può diventare piatto e prevedibile. Quindi dovremo correre e aggredire la palla, sennò i play-off non li vinciamo''.

Parole di Emilio Dierna, che ieri sera a Block Notes ha detto la sua sul futuro prossimo dell'Arezzo, atteso domenica dalla prima gara degli spareggi nazionali. Cardinali è subentrato da poco a Chiappini nel ruolo di allenatore in prima, ma da vice ha vissuto tutti i dieci mesi della stagione, assorbendo gioie e delusioni e toccando con mano pregi e difetti di una squadra che, parere unanime, poteva e doveva fare di più.

Se è arrivato alla conclusione che il modulo con due esterni, due mediani e due punte è quello migliore per affrontare le gare secche dei play-off, un motivo ci sarà. A meno che finora non si sia limitato a fare esperimenti e da oggi torni all'antico, rispolverando il 4-3-3 caro a Mezzanotti o il 4-3-1-2 utilizzato da Chiappini. La via tracciata però sembra un'altra.

Va detto che in questo momento il tecnico può scegliere la coppia di attaccanti attingendo a piene mani dalla rosa. Martinez è rotto, ma Invernizzi, Essoussi, Cubillos e Dieme compongono un quadro molto variegato per attitudini e caratteristiche. C'è la prima punta che viene incontro e fa salire la squadra, c'è il centravanti che allunga e dà profondità, c'è la seconda punta da contropiede e il fantasista che salta l'uomo. Le alternative, insomma, non mancano.

Ai nostalgici del calcio semplice e genuino, ritrovare le due catene laterali farà di sicuro piacere. Uno spinge, uno copre, uno stringe il campo e l'altro sovrappone. Mencarelli e Rubechini a sinistra funzionano come un orologio svizzero, mentre Bellavigna e Disanto a destra devono affinare l'intesa. Impresa non impossibile. Così come non è impossibile far coesistere Carteri e Rascaroli, il tandem di mediani con più probabilità di partire dall'inizio, sia per motivi tecnici che di anagrafe.

I temi tattici da approfondire in settimana saranno proprio questi, unitamente al ballottaggio David-Scarpelli tra i pali. I due, coetanei, sono rivali dal primo giorno di ritiro e ormai ci hanno fatto l'abitudine. La scelta estiva di prendere due elementi così simili in un ruolo che necessita di gerarchie precise, però, resta uno dei punti interrogativi tutt'ora in sospeso.

A prescindere dal modulo, in ogni caso, l'Arezzo si ritrova ai nastri di partenza di un minitorneo dai contorni indefiniti. I play-off possono salvare la stagione o rivelarsi un palliativo. Lo scopriremo solo vivendo, confidando magari di arrivare alla finale dell'8 giugno. Sarebbe un buon viatico per presentarsi a Roma e sbattere sul tavolo i pugni e anche i soldi delle fidejussioni.

 

scritto da: Andrea Avato, 13/05/2014





L'Arezzo e un futuro tutto da scoprire

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