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SERIE C GIRONE B - 13a giornata

RISULTATI CLASSIFICA PROSSIMO TURNO
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A Taranto preparano la bolgia: ottomila tifosi e una squadra che deve solo vincere

Sugli spalti dello ''Iacovone'' c'erano oltre quattromila spettatori mercoledì pomeriggio contro il Monopoli. Ne sono attesi più del doppio domenica contro l'Arezzo. Il presidente Nardoni, imprenditore edile, vuole la Lega Pro e la piazza, delusa dal sorpasso del Matera in campionato, non concede sconti alla squadra. L'esperto allenatore Papagni ha nomi importanti in rosa, fra cui Prosperi, Muwana, Balistreri e Clemente. In società c'è la Fondazione Taras con il 18 per cento delle quote sociali: un bell'esempio di azionariato popolare



i tifosi del Taranto contro il Marcianise nei play-off (foto TarantoFc)Il Taranto è una squadra che a quest'ora avrebbe potuto (secondo i tifosi, anche dovuto) trovarsi in Lega Pro. Invece il rocambolesco pareggio esterno contro il Marcianise, alla penultima giornata, ha spianato la strada al Matera, che ha fatto il sorpasso e chiuso a +2 in classifica.

I rossoblù, dopo aver assaporato il gusto dolce della promozione, si sono dovuti ributtare anima e corpo nei play-off, con tutte le incognite del caso. A Taranto però i giocatori non hanno avuto modo né tempo per abbassare la guardia: il pubblico, oltre che numeroso, è pure bello caldo. E il messaggio che è passato subito dopo aver buttato alle ortiche il campionato, è stato chiarissimo: vincere gli spareggi senza se e senza ma. Anche perché la società del presidente Fabrizio Nardoni è tra quelle che, di fronte all'eventualità di un ripescaggio, non avrebbe problemi a produrre celermente documentazione, fidejussioni e versamenti a fondo perduto. Nardoni è un facoltoso imprenditore nel settore dell'edilizia e la Lega Pro riformata, per lui, è un obiettivo primario. Così come lo è quello del feeling con i tarantini: la Fondazione Taras, che persegue il progetto di azionariato popolare, ha contribuito a fondare il club dopo il fallimento nel 2012 e possiede il 18 per cento del capitale sociale.

I tifosi sono elettrici, tant'è che erano oltre quattromila mercoledì (a metà pomeriggio) contro il Monopoli e saranno molti di più domenica contro l'Arezzo. Ai botteghini ci sono lunghe file d'attesa, segnale di un'attesa palpabile e di un ambiente che si preannuncia carico all'inverosimile.

Aldo Papagni, il tecnico rossoblù, ha esperienza da vendere e saprò trasformare il clima infuocato dello ''Iacovone'' in benzina per il motore piuttosto che in eccessiva smania di fare. Ma questo si vedrà in campo. Di sicuro a Papagni non mancano basi solide: la squadra ha un organico di livello e alternative tattiche importanti. Nelle ultime uscite il tecnico ha utilizzato il 3-5-2, modulo che consente di spingere sugli esterni e di avere buona densità in mezzo al campo. Contro il probabile 4-4-2 amaranto, diventeranno fondamentali scalature e movimenti dei reparti, da una parte e dall'altra.

Prosperi in difesa è una colonna, così come il congolese Muwana in mediana, dove il Taranto ha perso il leader Carloto, squalificato dieci giornate per l'espulsione di mercoledì. Davanti c'è l'imbarazzo della scelta: Balistreri, ex professionista di buon livello, è la punta di diamante, senza scordare Clemente, quello che era considerato il Del Piero della serie C e che all'Arezzo ha già fatto gol con la mglia del Benevento.

Il Taranto in casa, considerando pure i play-off, ha uno score di 13 vittorie, 3 pareggi e 2 sconfitte. Numeri che la dicono lunga su quanto pesi il fattore campo. E l'Arezzo, a parte quattro o cinque elementi, a certe atmosfere non c'è abituato. Però è pur vero che dopodomani il Taranto giocherà la terza partita in sette giorni (e mercoledì si è arrivati fino al 120'), mentre gli amaranto sono a riposo da quindici giorni. La condizione fisica potrebbe essere molto diversa e in tal caso, forse, nemmeno gli ottomila dello ''Iacovone'' saprebbero metterci una pezza.

 

scritto da: Andrea Avato, 16/05/2014





Taranto-Monopoli 1-1, le immagini

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