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SERIE C GIRONE A - Play-off e Play-out

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Le chiavi di Cardinali: possesso palla, pressing, ripartenze. L'Arezzo ha più certezze

La scelta di rispolverare il 4-4-2, in apparenza molto banale, si sta rivelando una sorta di passepartout, specialmente nelle gare secche dei play-off dove un errore può compromettere la qualificazione e con gli amaranto impegnati sempre in trasferta. E domenica ad Agrigento si va verso la conferma della formazione che ha espugnato Taranto



Bricca e Rascaroli affondano il pressingChi ha seguito l'Arezzo tutto l'anno, in casa e fuori, in campionato e in Coppa, è concorde nel pensare che il 4-4-2 sia il modulo migliore per la squadra. Il vestito perfetto. A maggior ragione in questo momento, visto che si giocano gare secche da novanta minuti e che un errore può costare il passaggio del turno. 

In verità va aggiunto che poi sono gli interpreti a fare la differenza e che le sfumature fra una disposizione tattica e l'altra, a ben guardare, sono più lievi di quanto si potrebbe pensare. Però se Cardinali ha deciso di rinunciare al rombo e al trequartista, e ha scelto di mettere in soffitta la punta centrale con due esterni larghi a completare il tridente, un motivo ci sarà.

La prima valutazione dev'essere stata molto pragmatica. Con i quattro dietro, i quattro centrocampisti e i due attaccanti si copre meglio il campo. Gli automatismi sono semplici e i riferimenti si trovano alla svelta. Inoltre sono venuti meno alcuni cardini che rendevano possibile variare l'assetto. Per giocare con l'uomo tra le linee, cioè con il rifinitore che raccordasse mediana e fronte offensivo, serviva il miglior Quadrini. Che però non c'è stato mai e che alla fine è stato congedato anzitempo. Era l'unico, per caratteristiche, in grado di recitare da trequartista. A quel punto, deve aver pensato Cardinali, meglio la classica coppia di terminali avanzati. Secondo dettaglio importante: l'infortunio di Carfora. L'Arezzo ha giocato spesso con il centrocampo a tre uomini proprio per sfruttare la ricchezza della rosa nel reparto, dove ci sono anche Carteri, Bricca, Rubechini oltre agli under Idromela e Rascaroli. Con il mancino ex Pontedera ai box, Cardinali ha capito che la strada da battere era una sola. E i risultati gli stanno dando ragione. Non va sottovalutato nemmeno l'aspetto legato a Essoussi: quando aveva una condizione straripante, il modulo era una logica conseguenza. Lui centravanti boa a spaziare su tutto il fronte avanzato più due incursori larghi. Adesso Essoussi ha bisogno di una spalla che lo aiuti da vicino, sia nel trovare la giocata per andare in porta sia nel pressing sugli avversari.

 

Mencarelli e Disanto in azione sulla corsia sinistraDunque, eccoci al 4-4-2. Interpretato in maniera aggressiva e dinamica, con ripartenze veloci, possesso all'occorrenza e concentrazione massima. Il calcio di Cardinali, a ben guardare, si colloca a metà strada fra quello dei suoi due predecessori. In questi play-off, che l'Arezzo sta giocando in trasferta, va benissimo lasciare l'iniziativa agli altri, difendersi con la solidità che ha contraddistinto gran parte della stagione e poi, una volta rubata palla, aggredire lo spazio. In questo c'è un po' di Mezzanotti. A Taranto però, per mille motivi, la partita l'ha fatta prevalentemente l'Arezzo. Che non ha abusato del lancio verticale ma ha cercato fraseggio e corsie laterali. E quando i difensori rossoblù provavano a impostare l'azione, la squadra alzava il baricentro, restava molto corta e non concedeva varchi. In questo c'è molto di Chiappini.

Domenica ad Agrigento, contro una squadra più fresca e vitale, arriverà una bella riprova per tutti. Anche per Cardinali, che comunque ci sta mettendo del suo a livello tattico e di filosofia. Basta riascoltare l'intervista nella sala stampa dello ''Iacovone'' per focalizzare alcuni concetti molto importanti. A cinque giorni dalla partita in Sicilia, la sensazione è che gli undici titolari non cambieranno. Rubechini seconda punta è adattato e Rascaroli esterno destro idem. Ma in certi contesti sanno rendersi utili lo stesso. Tanto più che, con questa formazione, Cardinali può affidarsi a un blocco centrale formato da Dierna, Zaccanti, Bricca e Carteri. Tanta roba sotto il profilo fisico, agonistico e d'esperienza.

Ecco perché il 4-4-2, ad oggi, ha le sembianze del passepartout. Fermo restando che l'Akragas è una signora squadra e che domenica può andare a finire in tutti i modi. Ma l'Arezzo, a questa gara play-off, ci arriva con diverse certezze in più.

 

scritto da: Andrea Avato, 21/05/2014





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