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Morgia, Capuano, Nofri: tre allenatori sulla breccia, tre storie diverse da raccontare

In questi giorni si è consumato l'addio tra la Pistoiese e il tecnico che ha portato gli arancioni in Lega Pro, il quale ha affidato a Facebook un messaggio molto intenso di commiato: ''A Pistoia mi sono divertito da matti''. L'istrionico mister campano invece ha fatto sapere che ad Arezzo verrebbe di corsa: ''Ho rabbia e motivazioni illimitate. E la serie D l'ho vinta tre volte su tre. Più si scende di categoria, più conta il lavoro dell'allenatore''. L'ex capitano amaranto, infine, è stato premiato come miglior trainer umbro della stagione. E tra pochi giorni arriverà il diploma di Coverciano



Massimo Morgia, addio alla PistoieseMASSIMO MORGIA alla fine si è separato dalla Pistoiese. Dopo un anno di successi e un mese di tira e molla con la società, durante il quale sono rimbalzate voci di un possibile approdo ad Arezzo, l'accordo è saltato. E il presidente Orazio Ferrari ha scritto una lettera aperta per spiegare i motivi dell'addio all'allenatore-manager. Così Morgia, uomo scafato ma di buoni sentimenti, ha affidato alla sua pagina facebook alcune righe di commiato. ''(...) Ho voluto riflettere e non lasciarmi condizionare dall'amarezza mista a rabbia che ho provato e che provo. Cinque anni fa avevo deciso di lasciare una panchina in serie C dopo 18 campionati, perché stanco e deluso di un calcio in cui non mi riconoscevo più. In questo anno e mezzo passato a Pistoia sono rinato, mi sono divertito da matti, e per questo non ho sentito lo stress e la fatica di lavorare 24 ore su 24 dal lunedì alla domenica per la Pistoiese, e per un progetto che non ha mai portato il mio nome, ma in cui mi sentivo partecipe come parte integrante della società (...) Sono arrivato in silenzio e senza proclami ma con un'unica idea. Voglio uscire allo stesso modo, con signorilità e stile e nel rispetto di una città da cui ho ricevuto tanto, ed anche per la maglia che credo di aver onorato. Non posso dire di avere il cuore Arancione, questo giustamente lo hanno solo i tifosi, ma solo loro.... Il mio cuore è stato anche rossonero come a Lucca e Foggia, azzurro come a Marsala, o rosanero come a Palermo o di qualsiasi altro colore dove sono stato a giocare ed allenare, tutte maglie che ho amato e che continuerò ad amare. Per tutte, compresa quella arancione, ho dato tutto me stesso come è giusto che debba fare un Professionista che si ritenga tale. (...) Vorrei che con questo mio post finisse ogni polemica, altri professionisti prenderanno il mio posto ed è giusto che trovino un ambiente compatto e pieno di entusiasmo, ed è soprattutto giusto che lo abbiano quelli che hanno fatto parte del mio meraviglioso spogliatoio''.

 

Capuano in tribuna al Comunale cinque anni faEZIOLINO CAPUANO ha 49 anni, un curriculum lungo così (praticamente solo al sud) e, parole sue, ''rabbia e motivazioni illimitate''. Viene da due annate storte a Fondi e Caserta e ha voglia di rimettersi in gioco: ''Anche ad Arezzo, in serie D, perché no? So che il direttore Pagni ha una buona idea di me, lo ringrazio e mi fa piacere. Per mia fortuna sono anni che alleno tra i professionisti, ma per una piazza del genere tornerei indietro. La società è solida e poi io la serie D l'ho fatta tre volte e tre volte l'ho vinta: a Salerno, a Cava dei Tirreni e ad Altamura''. Tutto vero, come è vero che al Comunale, nel 2009, Capuano scatenò un parapiglia: ''Ero in tribuna per squalifica, l'Arezzo sbagliò un rigore e un mio collaboratore, di fianco a me, esultò. La gente pensò fossi stato io e venne fuori un bel putiferio. Ma sono cose che capitano, nella mia carriera ne ho viste e sentite di tutti i colori. In campo mi trasformo, è vero, non sono uno yes man. Mi ritengo una persona di cultura, mio padre era professore universitario, ho superato a pieni voti il master a Coverciano per allenare fino alla serie A, avrei meritato qualche chance in più. Un po' di stagioni fa dichiarai che se non fossi arrivato in B, sarei andato a zappare la terra. Lo confermo, anche se oggi conta il progetto: se la società non è forte, non si ottengono risultati. Per questo ad Arezzo potrei venire. Pochi lo sanno, ma con l'ex presidente Mancini avevo praticamente firmato. Estate 2007, l'Arezzo era appena retrocesso dalla serie B. Andai in Ciet, era tutto fatto, poi presero De Paola''. Ma come si vince in serie D? ''Non con il modulo. A me piace il 3-5-2, ma un allenatore non deve fossilizzarsi. La D poi è il campionato più difficile di tutti: viene promossa solo la prima, i play-off contano zero. Una cosa è vera: più si scende di categoria, più influisce il lavoro dell'allenatore''.

 

Federico Nofri, ex amarantoFEDERICO NOFRI un paio di soddisfazioni se l'è tolte in chiusura di stagione. Già il piazzamento d'onore del suo Foligno alle spalle della Pistoiese ha rappresentato un premio al buon lavoro svolto in stagione. L'ex mister amaranto, che l'anno scorso non venne confermato da Ferretti e che ricevette i complimenti di Pagni dopo la vittoria nello scontro diretto di fine aprile, ha quasi concluso il corso di Coverciano per allenatori professionisti di seconda categoria. Una volta superato l'esame finale, otterrà l'abilitazione per allenare in Lega Pro, traguardo che Nofri inseguiva dagli esordi di Castel Rigone. In più, due sere fa, il capitano dell'Arezzo promosso in C2 nel '96 è stato premiato come miglior tecnico dei club umbri nel consueto galà organizzato a fine stagione dal Giornale dell'Umbria al ''Quattro torri'' di Ellera. Per il torneo di Eccellenza il riconoscimento è andato a un altro ex amaranto: Luca Grilli, ad Arezzo dal 1997 al 2000, ha infatti guidato il Villabiagio a una storica promozione in serie D. L'anno prossimo, salvo sorprese, dovrà pure venire a giocare al Comunale. Il pallone d'oro, evento clou della serata, se l'è aggiudicato Luca Urbanelli, autore di 11 gol in serie D. L'attaccante del Foligno succede così a Tarpani, Pero Nullo, Missaglia, Marri e Adnane Essoussi. Il bomber di Rabat si era aggiudicato il trofeo giusto un anno fa, al termine di un'annata memorabile in cui aveva realizzato 19 gol con la maglia del Sansepolcro, guadagnandosi così la chiamata dell'Arezzo.

 

scritto da: Andrea Avato, 29/05/2014





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