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Doveva essere la Ferrari della D, ha avuto troppi fuoripista. E ora un altro anno a purga

Ad Agrigento si è chiusa l'annata dell'Arezzo, nonostante l'avvento di Cardinali che aveva riportato un po' di entusiasmo. Quella amaranto era considerata la squadra da battere a inizio stagione, ma poi tra telaio, piloti e progettisti qualcosa non ha funzionato. E allora semaforo rosso per il presidente Ferretti, tentato dalle sirene senesi



uno striscione che fotografa la stagione amarantoLa lunga trasferta in terra siciliana ha concluso l’avventura dell’Arezzo nei playoff di serie D, speranzoso di proseguire il cammino fino alla finale, dopo l’incoraggiante vittoria dello Iacovone a Taranto. Ma si sa, come nei conclavi, si entra papi e si esce (con) Cardinali, rigorosamente con la maiuscola poiché con il suo avvento l’Arezzo ha trovato quell’entusiasmo che forse era mancato nel resto della stagione.

E così vanno avanti gli avversari, a tutto (Akra)gas mentre gli amaranto del presidente Ferretti rientrano ai box e scendono dalla macchina. Una monoposto con un cavallino rampante che, come da migliore tradizione, avrebbe dovuto rappresentare la squadra da battere, nei Gran Premi della serie D, alla quale è mancato però lo spunto in rettilineo, mentre in curva sovente c’è stata qualche uscita di pista. Colpa del telaio (la squadra), colpa del pilota (l’allenatore), oppure colpa di chi questa fiammante F1 amaranto l’aveva progettata e fatta passare per una Ferrari dei tempi d’oro? La colpa, sì sa, morì zitella poiché nessuno la voleva. E allora, salvo ripescaggi miracolosi, non resta che rimanere ancora almeno un anno a purga. Non esistono più le belle stagioni. Tantomeno nel calcio.

 

SEMAFORO ROSSO - Mauro FERRETTI

Se senti tuonare, prima o poi arriva il temporale. Così, dalla vicina Siena, arrivano minacciosi i cumulonembi carichi di grandine per il futuro dell’Arezzo, con il presidente amaranto tentato dalle sirene bianconere. Quando piove, ferri e Ferretti fanno la ruggine. Per cui, per prevenire il futuro, meglio sgomberare il cielo dalle nubi. La posta in “palio” la cerchi qua.

SEMAFORO GIALLO - Thomas SCARPELLI

All’Esseneto di Agrigento, scivola via una stagione come la palla dai suoi guanti, in occasione del gol che decide la sfida contro i biancoazzurri agrigentini. Un finale di stagione sotto gli standard mostrati nel resto dell’annata. Incidenti di percorso, possono capitare.

SEMAFORO VERDE - Stefano CARDINALI

Dalle sue parti, a Città di castello, dicono: Cèrqua più grossa, che mai non fa la ghianda. Tradotto, si è trovato a dover gestire una grande quercia, bella da vedere (l’Arezzo), che non ha dato i frutti sperati. Lui ha provato a dargle una annaffiatina e, ad un certo punto, sembrava funzionare prima che nell’afosa Sicilia il caldo ne seccasse le radici. Però, come giardiniere ha dimostrato di avere il pollice verde. Perché non riprovarci?

 

articolo pubblicato sul settimanale ''Arezzo''


scritto da: Luca Stanganini, 30/05/2014





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