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SERIE C GIRONE A - 10a giornata

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Leccomer18.30Juventus U23
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Monzamer20.45Gozzano
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La chiesa di San Fabiano

Se scendendo da via Gamurrini svoltiamo a destra all’altezza dell’Acquedotto Vasariano, percorrendo un breve tragitto giungiamo a una delle aree più belle e prestigiose del territorio comunale, la collina di San Fabiano, costellata da splendide dimore gentilizie che a partire dal XV secolo l’hanno trasformata in zona d’elite.



L'aspetto attuale della facciata risale ai primi decenni del secolo scorsoSe scendendo da via Gamurrini svoltiamo a destra all’altezza dell’Acquedotto Vasariano, percorrendo un breve tragitto giungiamo a una delle aree più belle e prestigiose del territorio comunale, la collina di San Fabiano, costellata da splendide dimore gentilizie che a partire dal XV secolo l’hanno trasformata in zona d’elite.

La più celebre di queste ville è La Godiola, residenza vescovile di campagna, sorta a cavallo tra Trecento e Quattrocento sotto l’episcopato di Angelo Ricasoli e più volte trasformata nei secoli secondo il gusto imperante.

Gli interventi maggiori furono quelli cinquecenteschi a opera del vescovo Stefano Bonucci, quelli del Settecento con il vescovo Inghirami e, infine, i rimaneggiamenti novecenteschi eseguiti su istruzioni dei vescovi Volpi e Cioli.

Dall’anno accademico 1969/70 fino a pochi anni fa, La Godiola ha ospitato la Facoltà di Magistero e successivamente quella di Lettere e Filosofia della sede aretina dell’Università di Siena.

Dopo il definitivo trasferimento al campus del Pionta, la villa è divenuta sede dell’Accademia dell’Arte.
La chiesa dei Santi Fabiano e Sebastiano si erge, invece, in favolosa posizione panoramica nel luogo in cui tra Due e Trecento la Confraternita di Santa Maria della Misericordia aveva fatto costruire una chiesetta.

Quando fu istituita la parrocchia, nel 1688, l’edificio fu ampliato nella sua parte posteriore.

Sul mosaico della facciata è rappresentato il santo titolare della chiesaTra il 1910 e il 1920 la chiesa subì un grande intervento che ne modificò per intero il settore frontale.

La nuova facciata, progettata da Umberto Tavanti, invece di essere addossata alla precedente fu costruita qualche metro più avanti, in maniera da ricreare un atrio. A eccezione del caratteristico portale in pietra arenaria, il davanti novecentesco è completamente eseguito in mattoni, così come il grazioso campanile a vela.

La parte anteriore è impreziosita da un grande mosaico raffigurante San Fabiano Papa e da una lunetta sopra l’ingresso, dove sono riprodotti due pavoni contrapposti che si abbeverano al kantharos o “fonte della vita”, antica iconografia recuperata dai primi cristiani che simboleggia l’immortalità.

Il risultato finale è una combinazione di stili ed elementi che rendono la facciata gradevole.

All’interno si segnala una tela con San Sebastiano di primo Ottocento, collocata nella zona absidale.



scritto da: Marco Botti, 19/09/2008