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SERIE C GIRONE A - Play-off e Play-out

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Ore 19, addio sogni di gloria. L'Arezzo si tira indietro. Ripescaggi, gli scenari possibili

Con la rinuncia della società amaranto, il quadro della situazione si è fatto più nebuloso. Il rischio è che nessun club di serie D abbia le carte in regola per il salto di categoria. E quindi il Consiglio Federale di venerdì potrebbe scegliere tre club retrocessi dalla Lega Pro per completare gli organici. I tifosi intanto sono infuriati e a Roccaporena sono comparsi striscioni pesanti contro Ferretti



al Comunale sarĂ  ancora serie DDoveva essere il giorno clou per l'Arezzo, invece questo 28 luglio si è tramutato nell'appuntamento col patibolo (calcistico). La scelta di non presentare la domanda di ripescaggio ha sconquassato l'ambiente, che da gennaio in poi, da quel famigerato post partita di Arezzo-Ostia Mare, aveva convissuto con la speranza di ritrovarsi in serie C in virtù delle disgrazie degli altri e della riforma della categoria.

Il termine per presentare la richiesta di ammissione alla Lega Pro scade alle 19 di stasera, ma l'attesa per i tifosi amaranto ormai è vana. Semmai il punto interrogativo di questi giorni riguarda un altro aspetto della vicenda, controverso anch'esso: quale club di serie D riuscirà a mettersi in lista per il ripescaggio con tutti i parametri a posto? La domanda nasce dal fatto che tra rinunce acclarate, stadi senza concessione della Licenza Nazionale e fidejussioni mancanti, il Consiglio Federale del primo agosto rischia di ritrovarsi senza pretendenti della Lnd disposti al salto.

La graduatoria comprende queste società: Correggese, Akragas, Matelica, Pomigliano, Borgosesia, Arezzo, Pontisola, Foligno, Sacilese, San Cesareo, Taranto, Olginatese, Marano, Terracina, Termoli, Massese, Agropoli, Pianese, Lavagnese, Monospolis, Seregno. Può anche succedere che nessun club di questi sia ripescabile. A quel punto si potrebbe andare veramente verso la concessione delle deroghe per gli stadi (in tal caso la Correggese, vincitrice dei play-off, verrebbe promossa) oppure il CF di venerdì potrebbe decidere di riempire i tre posti vacanti in serie C con tre club retrocessi a giugno dalla Lega Pro. In pole ci sono Torres, Martina e Cuneo.

A galleggiare nell'aria resta la sensazione, molto dolce fino a 48 ore fa e molto fastidiosa adesso, che l'Arezzo avrebbe avuto chances enormi da sfruttare. Perché la linea del Palazzo stavolta è quella dell'intransigenza; perché Mario Macalli, presidente della Lega Pro, è colorito ma non parla a caso e se dice che le regole verranno rispettate, ha una certa credibilità; perché il comunicato del Consiglio Federale 27 maggio riguardo le deroghe sugli stadi (pagina 15, penultimo capoverso), non concede appelli. 

Poi in Italia, si sa, non vi è certezza di nulla. E magari, come sostiene Ferretti, a Roma si sarebbero rimangiati la parola, la coerenza e la dignità. Ma era giusto provarci. Ed è proprio questa la cosa che ha mandato su tutte le furie la gente, al punto che ieri a Roccaporena sono comparsi striscioni pesanti contro il presidente amaranto: si è scelto di morire senza combattere. Ed è dura da mandare giù.

 

P.S. Intanto Carlo Tavecchio, candidato numero uno alla successione ad Abete alla presidenza della Federcalcio, è incappato in una gaffe che potrebbe costargli l'elezione. Vedere per credere.

 

scritto da: Andrea Avato, 28/07/2014





La strampalata gaffe di Carlo Tavecchio

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