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Allenatore, direttore, manager: l'Arezzo aggrappato al sangue caldo di Capuano

Il tecnico sta facendo di tutto: gestisce lo spogliatoio, decide acquisti e cessioni, organizza le amichevoli ed è l'unico a metterci la faccia. Ha tanto potere al punto di potersi permettere di criticare pubblicamente squadra e presidente. Per i tifosi e anche per la società è l'unica scialuppa di salvataggio dentro un'estate paradossale, ma i rischi non mancano



Capuano con Montella e il presidente FerrettiChi l'avrebbe detto che Ezio Capuano sarebbe stato l'architrave dell'Arezzo, la colonna portante di una società di cui non si intravede uno straccio di progetto, l'unico baluardo al quale aggrapparsi per sperare di imbroccare finalmente la stagione giusta? Preceduto dalla fama di allenatore sanguigno, di personaggio pittoresco, di uomo del sud a tutto tondo, Capuano è sbarcato in Toscana, alla latitudine più a nord della sua quasi trentennale carriera, e tutti abbiamo pensato che poteva sì riaccendere una piazza intorpidita ma che doveva essere gestito. Azzeccata la prima previsione, non la seconda. In realtà è Eziolino che sta gestendo tutto a 360 gradi.

Capuano dirige la squadra. Capuano sta tirando le fila dello spogliatoio. Capuano sta facendo il mercato. Capuano decide chi arriva e decide chi parte. Capuano fa fuori Toledo perché ha mancato di rispetto. Fa fuori Fabiano perché è sovrappeso. Capuano indica i calciatori da comprare. Si fa in quattro per convincere Meloni a restare, dopo che l'affare era stato annunciato in pompa magna e poi era saltato. Capuano organizza le amichevoli. Fa abbassare i prezzi dei biglietti. Media fra tifosi e società. Rivolge appelli ai gruppi della curva per il bene comune. Difende l'Arezzo dagli attacchi esterni. Va in conferenza stampa ed è l'unico a metterci la faccia. Allenatore, direttore sportivo, direttore generale: uno e trino.

 

durante un allenamento all'antistadioAlla gente piace perché perlomeno dimostra di avere il sangue nelle vene. E perché, in ogni caso, il calcio è il suo pane da sempre. Questa è un'estate in cui l'Arezzo ha mandato a galline il ripescaggio in serie C e non si è capito perché, in cui un capo dell'area tecnica è stato assunto, ripudiato e licenziato alla velocità della luce, in cui sono transitati almeno cinquanta giocatori, con il sindaco silente come suo costume, i tifosi sull'Aventino, il presidente al minimo storico di popolarità e il vice che si palesa solo per intrufolarsi nella foto ricordo di Ferretti e Pasqual. E' ovvio che uno come Capuano splenda come il sole.

Al tecnico, finora, va detto grazie cento volte. Ma lui stesso sa che così non può durare. Capuano dovrebbe pensare solo al campo e, si badi bene, non dovrebbe essere un suo dovere ma un suo sacrosanto diritto. Il fatto è che a un potere così ampio del mister corrisponde un deficit altrettanto vasto della società a livello manageriale, tecnico e di comunicazione. Capuano, l'ha dichiarato lui stesso, si è inserito in un regime di vacatio e ha colmato il vuoto. Tant'è che, in virtù di questo contesto improbabile, può consentirsi di dire tutto, di definirsi ''il depositario della verità'' e ''il garante del popolo'', di criticare pubblicamente anagrafe e caratteristiche tecniche di giocatori ancora in rosa e perfino di prendere di petto lo stesso Ferretti, difeso a spada tratta ma messo con le spalle al muro sulla questione serie C: ''mi dissocio - ha detto il mister sabato scorso - da quella che è stata una gestione scellerata del ripescaggio e anch'io, fossi stato un tifoso, avrei tirato i sassi''.

Tutto sopra le righe, tutto eccessivo, tutto paradossale. Come la chiosa finale su Ferretti: ''il presidente l'ho visto dieci volte, ma per lui sono disposto a giocarmi la vita dei miei figli''. Un'iperbole all'ennesima potenza, figlia di un quadro generale senza punti fermi. A parte Capuano, ovvio. Lui in questo momento è la scialuppa di salvataggio per l'ambiente e per la società. Intrigante forse ma molto, molto rischioso.

 

scritto da: Andrea Avato, 20/08/2014





Capuano sulla squadra e sul mercato

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