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SERIE C GIRONE A - 16a giornata

RISULTATI CLASSIFICA PROSSIMO TURNO
Gozzano11Carrarese
Virtus Entella01Pro Patria
Olbia01Juventus U23
Pro Piacenza21Arezzo
Siena41Albissola
Pistoiese01Pontedera
Alessandria11Novara
Pisa20Arzachena
Cuneo00Piacenza
Lucchese11Pro Vercelli
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Fenomenologia di Capuano: allena, gestisce, detta la linea. Il pilastro dell'Arezzo è lui

Cinquant'anni da compiere a gennaio, un inizio di campionato superiore alle aspettative e un tesoretto di credibilità da spendere quando arriveranno i momenti difficili. L'allenatore amaranto sta facendo breccia nel cuore della gente nonostante spesso si auto elogi e si rivolga i complimenti da solo. Ma la squadra lotta, ci mette il cuore e non perde. Tutti dettagli che ai tifosi piacciono da matti



Capuano agitatissimo contro il LumezzaneEzio Capuano detto Eziolino ha quasi cinquant'anni. Li compirà tra pochi mesi, il 19 gennaio, e chissà in quel momento l'Arezzo dove sarà. Di sicuro si sa dov'è adesso: quasi a metà classifica di un campionato scorbutico e pieno di incognite. Con due partite da recuperare, una rosa un po' cortina e un ambiente che sta cominciando a gonfiarsi di ambizioni. Il che è molto bello e anche un po' pericoloso.

Su questo sito lanciammo il nome di Capuano in tempi non sospetti. Era il 29 maggio e del futuro si sapeva poco o nulla. Lui, Morgia e Nofri potevano essere tre buone soluzioni per l'Arezzo, sia pure con caratteri, stili di gioco e carriere differenti. Poi è andata a finire che Capuano è arrivato veramente e in tanti hanno storto la bocca. Logico e comprensibile: gli incroci con l'Arezzo non erano stati indolori, tra botte da orbi in campo (con la Juve Stabia) e botte da orbi fuori (a Pagani). In più Eziolino portava in dote un'esperienza tecnica consumata soltanto al sud, un campionario youtube più vasto di quello di Mourinho e una filosofia di gioco che a molti faceva venire l'orticaria: difesa di roccia, contropiede, fallo tattico e perdita di tempo.

Che poi magari non è nemmeno così, ma la realtà sembrava quella. Sempre qua scrivemmo che il carattere sanguigno di Capuano, iniettato dentro un ambiente depresso dagli ultimi anni di serie D, avrebbe potuto rivelarsi una scossa salutare, a patto che ci fosse stato qualcuno dentro la società in grado di gestire l'allenatore, smussarne gli spigoli comunicativi e incanalarne gli eccessi. Ma siccome la realtà supera spesso la fantasia (specie da noi), è andata a finire che Capuano ha gestito la società e tutto il contorno per settimane intere. E anche oggi, se si chiedesse a qualsiasi tifoso di indicare il vero pilastro su cui è appoggiato l'Arezzo, tutti indicherebbero lui: Eziolino.

 

durante un allenamento all'antistadioTracimante e debordante, Capuano ha fatto e fa tutto. Non si limita ad allenare i giocatori ma arringa i tifosi, consiglia il presidente e quasi fa da tutor al direttore sportivo, segnando la linea che deve seguire la società. Finora, impossibile sostenere il contrario, i risultati e non solo quelli sono dalla sua parte. Il mercato l'ha tirato avanti con sagacia, prendendo buoni giocatori senza spendere eresie. E se è vero che aver rinunciato ai soldi dell'età media, per colpa del ripescaggio tardivo, si sta rivelando un vantaggio tecnico importante, è pur vero che non era scontato vedere un Arezzo muoversi con ordine e solidità in mezzo al campo.

Dentro una situazione del genere, anche bizzarra per un mondo standardizzato come quello del calcio, Capuano sta facendo breccia nel cuore del pubblico. La squadra lotta, ci mette il cuore e soprattutto non perde, tutti dettagli che alla gente piacciono da matti. Così la corsa a braccia levate verso la curva, i pugni sul cuore e la gestualità sopra le righe fanno passare in secondo piano quelli che ad Arezzo, in altri contesti, sarebbero stati veri e propri suicidi mediatici. Perché Capuano è uno che si fa i complimenti da solo, si auto elogia per le sostituzioni e si incensa per i calci piazzati che risolvono le partite, oltre che definirsi senza imbarazzi una persona per bene, un uomo con la più alta moralità e il garante del popolo. Nel suo iperattivismo linguistico può arrivare a dedicare la vittoria al presidente Ferretti, invitando chi l'ha contestato a chiedere scusa, e poi dedicarla anche ai cinquanta tifosi presenti a Roccaporena, che sono proprio quelli che ce l'avevano con Ferretti.

Secondo qualcuno, più che alla diplomazia, siamo alla propaganda. Secondo altri Capuano è così, prendere o lasciare: eccessivo ma sincero, sgraziato ma passionale. Se Ferretti alla fine si sia arreso al ripescaggio su pressione di Capuano, non è dato sapere né ce lo diranno mai. Magari un po' di merito ce l'ha anche la tifoseria che ha premuto forte sulla presidenza. In ogni caso Capuano in questo momento si è costruito con merito e bravura un tesoretto di credibilità che fa comodissimo e che tornerà utile nei momenti difficili. Perché quelli arriveranno e lì si misurerà il vero spessore di tutto l'organigramma. 

 

scritto da: Andrea Avato, 22/09/2014





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