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SERIE D GIRONE E - Playoff e Playout

RISULTATI CLASSIFICA PROSSIMO TURNO
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11 punti, difesa di ferro, entusiasmo. L'Arezzo si gode il momento. Aspettando stasera

Gli amaranto hanno preso meno gol di tutti (come il Como) e dopo il recupero di Bergamo potrebbero incredibilmente trovarsi da soli in testa alla classifica. Ma il punto è un altro: la squadra sa soffrire, lotta e getta il cuore oltre l'ostacolo. A prescindere da come finirà, la piazza sta riscoprendo le emozioni del calcio vero, dopo quattro anni di letargo tra i dilettanti



l'undici iniziale schierato a Mantova da CapuanoChe si tratti di fieno in cascina per quando verranno tempi peggiori, o che sia solo l’inizio di una stagione più rosea di quanto chiunque si aspettasse anche solo un mese fa, a questo punto poco importa. L’Arezzo è a 11 punti in 5 partite, ha (insieme al Como) la miglior difesa del girone, occupa la seconda piazza della classifica a 2 punti dalla vetta e con una partita in meno. Non segna tantissimo, ma subisce molto meno. I freddi numeri dicono questo. In attesa della partita contro l’Albinoleffe di mister Pala, una squadra che ha avuto fin qui le polveri bagnate ma che, come tutte le altre diciotto avversarie degli amaranto, non possiamo certo permetterci di sottovalutare. Perché i bergamaschi hanno subito pochi gol (solo cinque reti al passivo, quarta difesa meno perforata del girone), e perché ormai da 15 anni gravitano tra Serie B e Lega Pro, o serie C1 che dir si voglia.

Dicono gli scettici: ma il calendario dell’Arezzo tutto sommato è stato abbordabile, in questo inizio di stagione. E magari c’è un fondo di verità, se si considera che le avversarie fin qui affrontate sono squadre che non rientravano certo nel lotto delle favorite per i play-off o il primo posto, così come non ci rientrava l’Arezzo, del resto. Ma i tre punti non te li regala mai nessuno, e le prestazioni offerte dai ragazzi di mister Capuano ci fanno dire, senza timore di essere smentiti, che l’Arezzo ha fin qui 11 punti perché meritava di avere 11 punti, fine del chiasso. L’impatto con la Lega Pro, dunque, è stato assorbito finora meglio del previsto dagli amaranto, che purtroppo hanno pagato principalmente dazio in termini di infortuni, un po’ perché non c’è stato tempo di fare una preparazione atletica vera e propria, un po’ perché la sfiga è sempre in agguato. Ma l’Arezzo, che se riuscisse a portar via i 3 punti dalla trasferta lombarda si isserebbe in testa alla classifica in solitaria, ha dimostrato soprattutto di saper soffrire, lottare e gettare il cuore oltre l’ostacolo. E questo vale molto, nella bilancia dell'avvio di stagione. Perché dimostra che gli amaranto non sono dei pesci fuor d’acqua in questa categoria, nonostante abbiano saputo di farvi parte solo a campionato iniziato.

L’11 ottobre, comunque vada la partita di stasera e quella di domenica a Bassano del Grappa, l’Arezzo tornerà tra le mura amiche con un’accoglienza da parte del proprio pubblico che si annuncia calda, anzi, incandescente. Perché di una cosa possiamo essere certi: è ancora presto per scomodare paragoni illustri con stagioni del passato, ma ad Arezzo c’è voglia di calcio ad alti livelli. Questa è una piazza che per troppo tempo è stata in letargo, e che indubbiamente è pronta a risvegliarsi. E quindi a mister Capuano e alla sua banda c’è solo una cosa da dire: avanti così. Dopo quattro anni di D (che stava per Dilettanti, ma anche per Delusioni & Disillusioni assortite), ci meritiamo tutto quello che ci sta succedendo in queste prime giornate.

 

scritto da: Roberto Gennari, 01/10/2014





Coro per Capuano ai tempi della Pro Salerno

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