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SERIE C GIRONE A - 14a giornata

RISULTATI CLASSIFICA PROSSIMO TURNO
Monza22Carrarese
Albinoleffe10Pontedera
Arezzo21Olbia
Juventus U2302Pistoiese
Lecco02Renate
Pianese20Pergolettese
Novara21Como
Pro Patria00Alessandria
Pro Vercelli11Giana Erminio
Siena11Gozzano
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NEWS

La vittoria di Capuano: il popolo entusiasta della serie C e della squadra che lotta

Scene che non si vedevano da un pezzo al Comunale, scene anche extralarge per un semplice 1-0 contro il Pordenone, per giunta su autogol. Ma dietro c'è la voglia di divertirsi di un pubblico che negli ultimi anni ha ingoiato troppi bocconi amari e che ora si gode un campionato vero, un gruppo di giocatori che lottano e un allenatore che è riuscito a rinfocolare l'ambiente



Capuano portato in trionfo dai giocatori a fine matchScene che non si vedevano da un pezzo. Scene anche extralarge per una semplice vittoria di misura contro il Pordenone, per giunta su autogol. Il clima alla fine della partita sembrava quello di un trionfo in qualche finale, con una Coppa da sollevare al cielo, oppure di una promozione in categoria superiore. Niente di tutto ciò, l'Arezzo aveva ''soltanto'' battuto un avversario che si trova nei bassifondi della classifica, ma dietro il giubilo e l'entusiasmo dello stadio c'è dell'altro.

C'è innanzitutto la voglia di divertirsi e di gustare belle emozioni, che negli ultimi anni sono state inibite da risultati deludenti e orrori tecnici. C'è la sorpresa per un campionato che tutti temevano troppo complicato, anche a causa del ripescaggio in extremis, e che si sta rivelando una miniera di soddisfazioni. C'è l'atteggiamento della squadra, che non propone il calcio champagne ma non molla un pallone, corre dall'inizio alla fine, combatte virilmente e dà sempre la sensazione di gettare il cuore oltre l'ostacolo.

Per troppo tempo il pubblico ha dovuto ingoiare bocconi amari, sentendosi anche rimproverare perché non partecipava, non tifava, non aiutava, metteva pressione, metteva ansia e via discorrendo. Quante volte la storiella dei botoli ringhiosi ha rappresentato il classico dito dietro cui nascondere ben altre storture...

Adesso il vento è cambiato e chi sta seduto sui gradoni dello stadio è ben disposto verso ciò che vede sul campo: se può, applaude una volta di più e fischia una volta di meno. Giustifica e non biasima, apprezza e non borbotta. E' chiaro che i risultati sono un balsamo speciale e che, se mai dovesse arrivare un periodo nero, commenti e atteggiamenti cambierebbero. Ma il clima che è stato ricostruito è fertile e può produrre frutti dal buon sapore.

Molto ha voluto dire il ripescaggio: la serie C è tutt'altro mondo e anche gli scettici, adesso, si saranno convinti che il gioco valeva la candela. Poi c'è la squadra, compatta e monolitica come se la rosa fosse stata cementata negli anni e non in poche settimane. E poi indubbiamente c'è Capuano, il quale ha riattizzato il fuoco sotto la cenere, ha fatto lo spavaldo quando sembrava un rischio grosso così, ha dilatato il tenore di certe analisi, alzando i toni con l'obiettivo di scuotere dal torpore un ambiente ripiegato su se stesso. E c'è riuscito senza ombra di dubbio. Al di là dell'aspetto tecnico, che pure conta, c'è un aspetto emotivo ed emozionale che in questo momento è la vera benzina per il motore amaranto.

Il Capuano portato a spalla dai giocatori sotto la curva, al fine di condividere la contentezza del popolo, è la cartolina dell'Arezzo di oggi. Ed è anche il tesoretto su cui investire per il futuro, provando finalmente a dare a questa società un domani più sicuro e più razionale.

 

scritto da: Andrea Avato, 12/10/2014





Arezzo-Pordenone 1-0 / Intervista a Capuano

Arezzo-Pordenone 1-0
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