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Arezzo crocevia delle scommesse. Goretti e Bracciali coinvolti nel nuovo filone d'inchiesta

La Gazzetta dello Sport ha messo in luce gli sviluppi delle indagini della procura di Cremona sulle combine delle partite. Non solo il calcio è coinvolto, spuntano anche incontri e tornei di tennis. Tra i nomi intercettati ci sono quelli dell'ex centrocampista amaranto, attuale Ds del Perugia, e del tennista aretino, numero 49 Atp nel 2006



Roberto Goretti, in amaranto dal 2006 al 2008«Tranquillo, tanto Skype è sicura». Mica tanto. Sono proprio le conversazioni in chat, considerate al riparo da ogni controllo, a scoperchiare un vaso di Pandora pieno di combine, truffe e scommesse. Gli atti sono quelli ufficiali dell’incidente probatorio che si è tenuto a Cremona a inizio ottobre nell’ambito dell’inchiesta sul calcioscommesse (primi arresti nel giugno 2011). Da allora gli indagati sono diventati oltre 100 e il materiale sequestato (pc, tablet, smartphone) una enormità. Alla fine il pm Roberto di Martino ha chiesto e ottenuto dal Gip Guido Salvini di effettuare un incidente probatorio (ha valore di prova e non è ripetibile) proprio sugli apparecchi prelevati nelle perquisizioni. I periti hanno lavorato per diversi mesi e adesso siamo arrivati al dunque. E il dunque è un pozzo senza fine.

 

GORETTI E BRACCIALI — Le trascrizioni di conversazioni, telefonate e messaggi sono racchiuse in migliaia di pagine: combine e truffe emergono praticamente in ogni angolo. La Gazzetta ha visionato solo una parte del materiale, ma già da una prima lettura la situazione si presenta grave. Soprattutto per il clan del bolognesi (così conosciuto nell’inchiesta) composto da Francesco Giannone e Manlio Bruni, commercialisti di Giuseppe Signori. Tutti e tre arrestati nel giugno 2011. Poi ci sono Francesco Bazzani (detto il Civ), uno degli ultimi a essere fermato (dicembre 2013). E arriviamo alle new entry, persone che non erano indagate a Cremona, ma finite nella rete per le conversazioni con Bruni. Ci sono Roberto Goretti, attuale d.s. del Perugia ed ex giocatore di Napoli, Bologna, Bari, Como, Arezzo e naturalmente Perugia; Daniele Bracciali, tennista di buon livello (anche numero 49 Atp nel 2006) e più volte convocato in Coppa Davis. Calcio e tennis sono pesantemente chiamati in causa. Ci sono conversazioni tra i protagonisti, mentre altri giocatori sono chiamati in causa da racconti indiretti.


BUFERA A E B — Cremona cercava conferme sulle combine del calcio, non pensava di certo al tennis o ad altri sport (ci sono riferimenti pure al basket). E il materiale sul calcio non manca: Goretti sforna partite di A, B e C sulle quali scommettere a colpo sicuro, ci sono uno stuolo di partite dove il clan del bolognesi riversa molti soldi sui mercati asiatici di Singapore (loro li chiamano “i cinesi”). Goretti cerca e trova garanti, li gira a Bruni che poi si muove con i suoi soci. Adesso il pm Di Martino dovrà gestire tutto questo nuovo materiale e la posizione di Goretti si fa ovviamente delicata: gli eventi sono collocati tra il 2007 e il 2009 in una prima fase. Poi si va avanti con altri protagonisti fino al 2011 e coinvolge volti ben noti dell’inchiesta, a partite dagli zingari, da Paoloni, da Bellavista. Come scritto il materiale è imponente: le partite molte. Ne daremo conto nelle prossime puntate. Perché c’è il capitolo tennis ad avere la precedenza.

 

Daniele Bracciali, tennista aretino e tifoso amarantoCOME SI TRUCCA UN MATCH — E’ sempre Goretti a gestire le combine: nella sua carriera di calciatore fa tappa ad Arezzo, dove si allenano anche diversi tennisti (ad esempio Bracciali e Starace, pure compagni di team). E nelle vicinanze, tra Firenze e Bologna, si muovono gli altri. Goretti parla con Bruni e lo inserisce in un mercato definito milionario: “Il calcio è rischioso, il tennis regala soldi a tutti”. Insieme si mettono a reclutare atleti per alterare i match. In pratica offrono soldi per ottenere un risultato preciso, anche nei game. Offrono da 20 a 60 mila euro a botta, tutto dipende dall’accordo raggiunto: “Se vinci il primo, poi nel secondo devi giocare almeno tre game”, spiega Bruni a Braccio78, il nickname scelto (senza molta fantasia) da Bracciali.

 

GLI ALTRI AZZURRI — Proprio Bracciali finisce dentro le carte di Cremona in svariate conversazioni. Ascolta le proposte, a volte rifiuta, a volte accetta. E nomina spessissimo, insieme con Goretti e Bruni, altri compagni, praticamente tutti: da Starace a Seppi; da Volandri a Bolelli. Quest’ultimo sarebbe stato incontrato da Bruni (“L’ho sentito: è gasatissimo”) che concorda con i soci la proposta da fare. Le chat di Bracciali spiegano come si trucca un match: basta perdere, cercando di portare a casa un numero di game (“Se vinci il primo, poi nel secondo devi giocare almeno tre game”); oppure in compagnia e allora la cosa si fa più sofisticata e bisogna parlare con il proprio avversario. I soldi offerti sono tanti (“Di solito ci offrono 50, poi dipende, comunque domani preferisco giocarla”, scrive Braccio78) perché spesso si parla di primi turni, mentre chi paga poi scommette cifre alte su Singapore, apre conti correnti all’estero o in paradisi fiscali come San Marino e guadagna cifre a sei zeri.

 

GARANZIE — Le chat di Bruni, Goretti, Bracciali e soci sono inquietanti: chiamati in causa tennisti stranieri di vertice (anche in questa stagione) che s’incontrano nei sottopassaggi e decidono se fare o meno la combine. Bisogna maneggiare con cura il materiale, lo faremo. Il quadro al momento è sconsolante. Il lavoro che attende la Procura di Cremona, immane (e magari sarebbe opportuno che il Ministero mandasse dei rinforzi altrimenti il rischio è quello di tempi lunghissimi). La Gazzetta vaglierà con attenzione il materiale e cercherà come sempre d’informare i propri lettori: senza sconti, ma anche con tutte le garanzie richieste in una fase istruttoria. Che continua: il 29 ottobre è previsto a Cremona il “secondo tempo” dell’incidente probatorio sulle “chat sicure” di Skype.

 

www.gazzetta.it

 

scritto da: Francesco Ceniti - La Gazzetta dello Sport, 15/10/2014





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