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Capuano contro tutti. Sessanta giorni fa la svolta della stagione. Il resto è venuto dopo

A distanza di due mesi da quel pomeriggio di metà agosto in cui l'allenatore ci mise la faccia, tante cose sono cambiate. Ripescaggio e serie C sono stati importanti, ma la conferenza stampa fiume in cui il mister fece anche le veci della società, ha rappresentato il punto di partenza per le soddisfazioni di oggi



Capuano durante la partitella di ieri all'antistadioSessanta giorni esatti oggi. Sono passati due mesi da quel pomeriggio di agosto (era il 17) in cui Ezio Capuano si presentò tutto solo in conferenza stampa per allontanare le mille ombre che in quel momento offuscavano il cielo del calcio aretino. La cronologia dei fatti è nota ma dà il senso del crescendo di delusione e rabbia che i tifosi hanno dovuto ingollare in quei mesi e contribuisce anche a spiegare l'entusiasmo (che ad alcuni può sembrare anche eccessivo) di oggi: un campionato nato sotto i migliori auspici perso già a gennaio, un finale di stagione alla deriva risollevato solo dall'acuto di Carteri a Taranto, poi il “tabula rasa” della squadra, la ricostruzione affidata a Pagni con più punti interrogativi che esclamativi (si, anche la scelta dell'allenatore), la squadra che parte per il ritiro con 12 (12!!) giocatori, la mancata presentazione della domanda di ripescaggio e da lì, con una accelerazione parossistica, la cacciata di Pagni, i giocatori che rescindono, altri che vengono allontanati, un via vai di gente che pare senza senso e senza logica.

Tutto sembrava andare alla deriva e pochi avrebbero scommesso sulla stagione amaranto. Poi quella conferenza stampa. Un uomo da solo contro tutti, a spiegare, ad arringare, ad attaccare e a difendere i colori dell'Arezzo manco fosse stato un ultrà di vecchia data. Da lì in poi il clima è cambiato. Ricordo che nelle reazioni al termine “dell'assolo” del mister tornava ad aleggiare una moderata fiducia. C'era qualcuno che voleva fare bene e che ce l'avrebbe messa tutta, una persona che al netto delle coloriture dialettiche non aveva timore di metterci la faccia e di dire che l'Arezzo era lui e lui ne rispondeva; se va bene il merito è mio, pareva dicesse a tutti, e lo stesso se va male mia è la colpa. Questa è la mia faccia; sono qui e intendo dare tutto me stesso.

 

il gruppo amaranto all'antistadioE' da lì che, a pensarci oggi, è cominciata la svolta. Poi certamente il ripescaggio e la serie C ritrovata hanno dato una bella spinta affinché tutto si compattasse, ma le radici di questo momento felice e dell'affiatamento tra il tecnico e il pubblico stanno in quella mezz'ora o poco più di metà estate. Lì Capuano ha iniziato a scalfire la diffidenza congenita della nostra gente. Poi il campo, dove niente possono le parole, ha prima confermato le sensazioni e poi stupito coi risultati e non c'era niente di facile né di scontato. Quanto accaduto sabato sera alla fine della partita è un altro grande merito dell'allenatore. Segno della compattezza dell'ambiente e della salute psicologica del gruppo. E' uno degli aspetti più positivi della gestione della squadra e non era certo semplice fare quadrato intorno ad un progetto con gente che è arrivata in 4 giorni, giocatori affermati in categoria e giovani arrembanti, provenienze diverse e linguaggi tecnici da amalgamare.

Ora cammini per Arezzo e senti che, con allegria mista ad orgoglio, nello “slang” cittadino sono diventate abituali le espressioni alla Capuano: “illimitatamente” ,“fino allo strapazzo”, la “fase difendente”, il messaggio “intrinseco”.... E' quest'onda felice che ci porta a Pavia, a disquisire stropicciandosi gli occhi, se convenga di più il 3-5-2 o il 3-4-1-2 o 3-4-2-1 (personalmente sono per il modulo ormai interiorizzato, l'altro lo riproverei con Millesi e Dettori a dare consistenza in mezzo al campo e più spazio di manovra a Carcione ed Erpen) e ci andiamo guardando una delle favorite dall'alto in basso. Se ce l'avessero detto a metà agosto avremmo pensato ad un colpo di sole. Ma a pensarci, quest'estate non ha fatto poi così caldo.

Forza Arezzo, Pavia sarà dura. Forse stiamo sognando, di sicuro non abbiamo alcuna voglia di svegliarci.

 

scritto da: Paolo Galletti, 16/10/2014





La conferenza stampa integrale di Capuano

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