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Nanci sulla neve con la papala amaranto
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Celeste, bianca, nera, blu notte, verde. Fino alla mimetica di ieri. Storie di maglie bizzarre

La terza divisa sfoggiata contro il Venezia non ha portato fortuna e non ha riscosso troppi consensi. Di completi stravaganti l'Arezzo, nel corso degli anni, ne ha indossati diversi: quello utilizzato nella stagione della promozione in B è rimasto nel cuore di tutti. Molti altri invece sono finiti nel dimenticatoio



Gambadori entra in campo con la mimeticaMario Somma, dieci anni fa, consegnò alla storia una squadra che giocava a memoria e una maglia, la terza, di uno strano colore celeste. Non era bella cromaticamente ma portava fortuna e divenne uno dei simboli della promozione in serie B.

In teoria, lo stesso effetto taumaturgico avrebbe dovuto averlo la divisa verde sfoggiata a Cremona nell'autunno del 2009 (Erpen lo può testimoniare). Chi c'era quel giorno allo ''Zini'', invece, visse un momento unico nella storia: perché con quei colori addosso (stile Avellino per intendersi) l'Arezzo non ci ha mai più giocato. E il motivo sta tutto nella sonora sconfitta per 5-1 rimediata quasi senza colpo ferire.

I tifosi dell'Arezzo hanno ancora negli occhi le mute arancionere che hanno accompagnato la scorsa annata, quella del novantesimo anno del club. Dovevano richiamare gli albori del calcio aretino, quando in campo i giocatori ci andavano conciati a quel modo. Anche in questo caso, però, l'effetto amuleto è andato a farsi friggere.

Nel corso degli anni non sono mancate le stravaganze cromatiche: Cabrini, sempre per motivi scaramantici, faceva giocare la squadra in completo bianco anche al Comunale. E per un po' i risultati gli dettero ragione. Correva l'anno 2000/01.

Nel 2004/05 in serie B, con Marino in panchina, l'Arezzo si vestì spesso interamente di nero. E il colpo d'occhio, in realtà, non era male.

Ma è stata la serie D a stimolare le bizzarrie maggiori. Ai tempi di Cosmi spuntò fuori una maglia arlecchinesca che (se Dio vuole) venne utilizzata solo nelle amichevoli del giovedì. Tre anni fa, con Cissé in organico, l'Arezzo fece sfoggio di un blu notte che, ad oggi, resta una delle trovate più apprezzate. Decisamente meno appeal aveva la maglia gialla con bordi amaranto con cui la squadra si presentò a Torre del Greco in Coppa Italia, nel 2013.

E poi c'è la mimetica di ieri sera: un po' amaranto, un po' gialla, un po' nera. Con delle strane fantasie e con i numeri bianchi che non si distinguevano per nulla. E soprattutto con una sconfitta casalinga che dovrebbe aver cancellato qualsiasi ipotesi di bis...

 

scritto da: Andrea Avato, 08/11/2014





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