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Due schiaffi, i punti che servono, vecchi e nuovi limiti, di chi si fida il presidente?

Gli oltre duemila presenti allo stadio e l'applauso finale alla squadra sono stati i veri segnali positivi della partita persa contro il Venezia. L'Arezzo continua a faticare in fase offensiva e adesso soffre anche per una condizione atletica non ottimale. In più ora, in un periodo di difficoltà, emergono i limiti di una concezione gelosamente e sospettosamente proprietaria di casa Arezzo



il presidente Ferretti e il vice De MartinoDue schiaffi che fanno male. Ce li ha dati venerdi il Venezia in uno stadio abbastanza popolato nonostante l'orario sballato e il meteo inclemente. A voler cercare il lato buono della serata, questo e l'applauso finale sono stati i veri segnali positivi. E' vero poi che l'Arezzo ha costruito il maggior numero di palle gol in una partita da inizio campionato, che il campo appesantito dalla pioggia ha zavorrato ulteriormente una condizione fisica imperfetta, che la squadra ha provato ad allargare il gioco e a far girare palla (nonostante l'assenza di Carcione), ma insieme a tutta questa buona volontà sono emersi i limiti di sempre e quelli nuovi che derivano da muscoli che non rispondono più come dovrebbero. Solo così si può spiegare l'errore di Erpen, tecnicamente il più dotato, che non inquadra la porta in quella che poteva essere la svolta amaranto della gara. Solo così si capisce la flessione dopo la partenza sparata del secondo tempo; giocare a ritmo alto ci costringe presto a rifiatare ed a correre i rischi indotti dalla perdita di lucidità per appannamento.

Nonostante questo alla fine la gente ha applaudito e non era per niente scontato. Una prova di maturità ed un segno di condivisione nei confronti della squadra, come dire che anche se il cuore sognava mete ambiziose, la ragione non ci ha mai abbandonati nella consapevolezza delle difficoltà della stagione. Se c'era chi pensava che Capuano facesse solo pretattica parlando di salvezza difficilissima non era da annoverarsi tra i duemila presenti venerdi allo stadio. E' ben chiaro quindi che questa categoria va mantenuta a tutti i costi e con l'aiuto di tutti; per questo ai giocatori ed al tecnico non mancherà mai l'appoggio.

 

Horacio Erpen in flessione dopo un grande avvio di campionatoC'è da vedere piuttosto come verrà digerita e gestita la nuova situazione di carenza di risultati a livello di società e di spogliatoio. C'è infatti chi insinua che il carattere volitivo dell'allenatore amaranto sia un'arma in più se le cose vanno bene e un rischio quando invece il vento comincia a soffiare contro. Lo vedremo; ma tanti anni di panchina non passano invano e magari certe asprezze caratteriali sfumano col tempo. Probabile poi che reazioni più forti siano anche conseguenza di pressioni ambientali che allo stato sono escluse sia per il credito guadagnato dall'uomo, che per la voglia della città di mantenere, come detto, la categoria raggiunta.

Torna invece, insistente, la richiesta di una struttura societaria con un organigramma svolto e compiuto che consenta di far fronte in maniera adeguata alle varie situazioni. Credo che su questo punto ci sia la quasi unanimità di consensi, il guaio è che quel quasi è rappresentato dal presidente Ferretti e anche se in dorata solitudine è solo lui che decide. Per questa ragione credo che sia inutile insistere: Ferretti si fida solo di De Martino e, per l'aspetto tecnico (inteso in senso larghissimo) di Ezio Capuano. Oggi come oggi non c'è spazio per nessun altro anche perché nessuno è disposto a concederne in nome di una concezione gelosamente e sospettosamente proprietaria di casa Arezzo. L'unico che certamente non avrebbe difficoltà ad accettare figure di supporto (anzi) sarebbe l'allenatore, che da uomo di calcio conosce la divisione dei ruoli e delle competenze e in un momento meno sereno, come questo, avrebbe forse sopratutto voglia di concentrarsi sulla squadra; ma tant'è. La fiducia del presidente è uno stimolo enorme per una persona con il carattere di Ezio Capuano, che in forza di questa si moltiplica e si sdoppia. Da agosto ad oggi l'Arezzo è lui e noi che vogliamo bene a questi colori dobbiamo stringere i denti insieme a lui. Da qui alla Befana, nella cui calza speriamo di trovare qualche bella sorpresa, ci aspettano sette partite importanti. Servono 6/7 punti per girare tranquilli e puntare verso il traguardo.

 

scritto da: Paolo Galletti, 13/11/2014





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