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Baclet, una carriera di salti mortali. Gol e occasioni perdute per il figlioccio di Eziolino

Dopodomani l'Arezzo ritrova da avversario il francese che nella stagione 2008/09 segnò 11 gol (record personale) festeggiati con una spettacolare capriola. Grande colpo di mercato di Pieroni, Allan Pierre sembrava destinato a una carriera folgorante, invece gioca ancora in terza serie. La spiegazione l'ha data Capuano, che lo ha avuto alla Juve Stabia e alla Casertana: ''E' tanto forte quanto matto''



la capriola di Baclet dopo la rovesciata alla Pistoiese''Baclet è tanto forte quanto matto. E io posso dirlo perché gli voglio veramente bene, è un mio figlioccio''. Con la schiettezza che lo contraddistingue, Eziolino Capuano ha tratteggiato un identikit sintetico ed esplicativo di un giocatore che sembrava destinato a una carriera folgorante e che invece è impantanato nei campi di terza serie.

Allan Pierre, classe '86, francese di origini ghanesi, resta una delle perle di mercato di Ermanno Pieroni. Tutti ricordano i colpi Ranocchia e Floro Flores, portati ad Arezzo a parametro zero dopo il fallimento del Perugia, e poi rivenduti a suon di milioni a Udinese e Genoa, con plusvalenze da sballo per Piero Mancini. Ma anche Baclet, scoperto fra i dilettanti del Russi, fruttò un bel gruzzolo quando venne ceduto al Lecce (650 mila euro nel 2009, altri 350mila nel 2010). 

Adesso il colored gioca nella Pro Patria, dopo qualche infortunio e molti treni perduti. Dopodomani sarà un ex al pari di Serafini e pure lui, come il compagno, ha promesso che nel caso succeda l'irreparabile, non esulterà

Baclet venne tesserato con l'Arezzo nell'estate 2005, all'inizio del biennio pieroniano. Fu spedito in prestito prima al Gela e poi alla Juve Stabia, dove incrociò il suo destino con quello di Capuano. ''Arrivò a Castellammare - ha rivelato ieri il mister - che pesava quanto il ''Ferro'', il nostro cuoco. Lo mandai due mesi con la Berretti, poi quando ebbi finito di sfiancarlo lo aggregai alla prima squadra. E lui dimostrò di avere grandi doti''. Lo score dice che Baclet segnò 4 gol in 21 partite. L'Arezzo lo riprese e lo affidò alle cure di De Paola, nei mesi depressi dopo la retrocessione dalla B. Il debutto in C1 col Sorrento fu amaro: 0-1 al Comunale e De Paola si giustificò così: ''Per forza, in attacco avevo solo Falomi e Baclet...''. Risultato: il francese tornò in Campania da Eziolino e segnò altri 5 gol, sciorinando una grande prestazione proprio al Comunale, in un famigerato 0-0 contro le vespe pieno zeppo di fallacci, ostruzionismi, perdite di tempo e cartellini.

 

con la maglia della Juve Stabia contro RanocchiaNel 2008 il secondo viaggio all'indietro. Ritiro a Pieve Santo Stefano, un'amicizia d'acciaio con Matute e un curioso slang franco-napoletano che entrò subito nelle simpatie del pubblico. Con Cari in panchina le cose andarono bene. E dire che in attacco la concorrenza si chiamava Chianese, Martinetti e Lauria. Baclet cominciò a buttarla dentro e, nonostante alcuni acciacchi disseminati qua e là, alla fine fu uno dei migliori. Gli 11 gol complessivi restano ad oggi il suo record in fatto di segnature stagionali. 

Alla gente è rimasta impressa la rovesciata con la Pistoiese, un mix di forza e tecnica, ma anche il sigillo di Crotone al 94esimo, su un campo inviolato da un anno, ebbe il suo perché. Per non dire del contropiede magistrale al Gallipoli, freddato con un diagonale chirurgico. Dopo ogni segnatura, Allan Pierre si esibiva in un salto mortale da circense che era un po' il suo marchio di fabbrica e che sembra pure il simbolo della sua carriera di alti e bassi.

Nel 2009 passò al Lecce e all'esordio in Coppa Italia mise dentro quattro pappine, guadagnandosi titoloni di giornale e le stimmate del top player. Ma poi il vento smise di soffiare e Allan si è trovato a girare l'Italia in cerca del guizzo di una volta: Vicenza, Frosinone, Novara, sempre in B e con un crociato saltato. L'anno scorso Capuano si è ricordato di lui e lo ha convinto a scendere in C2 a Caserta. Solo che il tecnico venne fatto fuori dopo poche settimane e Baclet, stringi stringi, non ha lasciato il segno. Adesso c'è la Pro Patria, l'occasione giusta (forse) per tornare quello di prima.

Prestante, veloce, forte nei contrasti, tempista nel gioco aereo, Baclet non avrà tecnica sopraffina ma in giro ci sono piedi ben peggiori. Secondo Capuano, e non solo secondo lui, gli è mancata costanza e concentrazione. Forse anche fortuna. Un po' prima punta, un po' seconda punta, adesso gioca attaccante laterale nel 4-3-3. Dopodomani sarà la prima volta contro l'Arezzo. Eziolino, ovviamente, si augura di non osservarlo metre fa la capriola. 

 

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scritto da: Andrea Avato, 14/11/2014





I gol di Baclet in amaranto

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