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SERIE C GIRONE B - 13a giornata

RISULTATI CLASSIFICA PROSSIMO TURNO
Imolese02Arezzo
Fano12V. Verona
Gubbio11Feralpi Salò
Samb11Legnago
Sud Tirol11Perugia
Carpi22Triestina
Cesena00Modena
Fermana11Matelica
Mantova21Ravenna
Padova53Vis Pesaro
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Il jolly Gambadori, episodi e cinismo, l'eremita centravanti, gli sms di Capuano

L'Arezzo ha sofferto a Busto Arsizio ma ha vinto una partita fondamentale grazie a due perle balistiche. Quindi onore al merito. Se Benassi e Carcione, per diversi motivi, devono essere considerati insostituibili, lo stesso si può dire per Erpen: se lui azzecca la giornata, la squadra cambia da così a così. Adesso il calendario diventa durissimo e molto conterà la carica di Capuano



Capuano in panchina a Busto ArsizioBRODO DI GIUGGIOLE - Capuano nella sala stampa di Busto ha detto che ''abbiamo comandato il gioco a nostro piacimento''. Magari non è andata proprio così ma il mister è uno che patisce da morire quando perde e va in brodo di giuggiole quando vince. La partita con la Pro Patria, in realtà, è stata sofferta e non poteva essere diversamente. Semmai è vero che le scelte di Capuano hanno pagato: Gambadori regista d'opposizione ha avuto il suo perché. Ad Alessandria, contro un avversario più forte, la mossa non funzionò. Ieri sì. E anche Montini là davanti, preferito per la seconda volta di fila a Bonvissuto, ha risposto con quella sana ignoranza che in questa squadra è requisito fondamentale. Se poi fai gol con il primo tiro in porta e raddoppi con il secondo, la partita ti si mette bene. E considerando le perle balistiche di Dettori e Erpen, onore al merito.

VITTORIA INTELLIGENTE - A parti rovesciate, è accaduto quel che avevamo visto in Arezzo-Venezia. Lì Capuano perse anche per colpa degli episodi, fermato dai legni e da un avversario letale nello sfruttare le palle gol costruite. A Busto è successo l'esatto contrario. Se l'Arezzo fosse stato primo in classifica, avremmo parlato di vittoria cinica da grande squadra. Siccome siamo in posizione media, dobbiamo discettare di vittoria intelligente. Che comunque non è poco.

LAVORO SPORCO - A proposito di Montini. Dopo tredici giornate occorre mettersi d'accordo sui criteri di valutazione della prima punta. Se valesse la linea classica di giudizio, sarebbe un mezzo dramma. Chi indossa la maglia numero 9, da che calcio è calcio, dovrebbe sì produrre un lavoro di sostegno ai compagni ma poi, dentro l'area, dovrebbe anche garantire conclusioni verso lo specchio, incisività offensiva, capacità nel finalizzare l'azione. Da noi tutto questo non succede o succede di rado. Esempio: Montini con la Pro Patria si è sacrificato, ha corso, ha difeso palla, ha preso punizioni. Tiri verso Perilli, però, nemmeno uno. E per Bonvissuto, al di là dell'errore nel finale, il discorso è più o meno lo stesso da settembre. Solo che poi, giocando 5-3-1-1, con le difficoltà strutturali che ha l'Arezzo, non si possono non tenere di conto le specificità tecniche e tattiche della situazione. Chi sta là davanti è spesso un eremita costretto a pulire una miriade di palloni sporchi, da gestire con le spalle alla porta e il difensore appiccicato al deretano. E' per questo che ieri Montini ha preso la sufficienza.

 

la gioia di Erpen e Gambadori dopo il 2-0TOP PLAYER - In quest'Arezzo di maiali rabbiosi (cit.) ci sono pochi giocatori veramente insostituibili. Uno è Benassi, che una settimana sì e l'altra pure è il migliore in campo. Uno è Carcione, se non altro perché non ha sostituti veri come caratteristiche. E uno è Erpen, che come tutti i fantasisti vive di estro e di bioritmi, quindi è discontinuo e altalenante. Però è quello che determina la qualità del gioco più di tutti. Quando è in giornata l'Arezzo cambia da così a così.

SEMAFORO ROSSO - Millesi espulso ha fatto uscire dai gangheri Capuano, che pure è un suo estimatore. Al di là dell'episodio disciplinare (doppio giallo sacrosanto, secondo cartellino rosso in poche giornate), c'è una questione tecnica aperta che riguarda l'ex Avellino, costretto a presidiare una fascia intera nonostante una gamba non ancora rodata. Se Capuano avesse un altro mancino, potrebbe far rifiatare Millesi oppure spostarlo a fare l'intermedio. Ma sta a casa da due mesi, Bolzan è stato scartato e gennaio non è dietro l'angolo. Domenica potrebbe mancare pure Cucciniello, quindi a sinistra l'Arezzo soffre. E la politica non c'entra.

FIENO IN CASCINA - Il bottino di 19 punti in tredici giornate è un tesoretto di valore inestimabile per Capuano. Con altri 3 o 4 punti si può arrivare al giro di boa in posizione di relativa tranquillità, in vista dell'obiettivo finale che si chiama salvezza. Vittorie come quella di ieri valgono doppio non solo per modo di dire ma anche nella realtà dei fatti. Basta fare due conti e considerare che classifica sarebbe venuta fuori perdendo a Busto. Il dato certo è che l'Arezzo soffrirà sempre contro avversari di qualità, ma è più equilibrato e quindi più forte di tutti quelli che adesso sono sotto. Come dire che il palazzo non avrà il super attico ma le fondamenta sono solide.

UN MESE TERRIBILE - Il calendario adesso prevede in rapida sequenza Real Vicenza, Cremonese, Como, Monza e Novara, tutte squadre attrezzate per il salto di categoria. Sarà un mese duro in cui conterà moltissimo la carica di Capuano. Gerolino ieri ha rivelato che il mister manda sms ai giocatori anche nel cuore della notte. Lo fa per spronarli. Dove non si arriva con la tecnica, si può arrivare con il cuore. 

 

scritto da: Andrea Avato, 17/11/2014





Pro Patria-Arezzo 1-2
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