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Ancora due partite e un nodo da sciogliere: chi la butta dentro? Poi sarà mercato

Contro il Como si è visto il solito copione di quest'annata: buon possesso palla, grande equilibrio e difficoltà tremende ad attaccare con continuità. I numeri dicono che l'Arezzo ha segnato 13 gol in sedici giornate e non a caso Capuano ha chiesto come primo rinforzo un centravanti che veda la porta. Ma è pur vero che a Bonvissuto e Montini arrivano pochissimi palloni puliti. E quindi ci sarà bisogno anche di qualche aggiustamento tattico



Montini anticipato dal portiere Crispino in Arezzo-ComoC’è un vecchio adagio che dice “nessuna nuova, buona nuova”. Non sappiamo se è applicabile anche al calcio in generale, ma nella situazione attuale dell’Arezzo con ogni probabilità no. Anche contro il Como abbiamo visto il solito copione, fatto di difficoltà ad attaccare con continuità nonostante il buon possesso palla. Una punizione di Erpen e uno slalom di Dettori nel finale con conclusione ribattuta dalla difesa: a tanto ammonta il fatturato amaranto alla voce “palle gol create”. Un po’ pochino, soprattutto considerato che il Como non è sembrata questa corazzata invincibile che si sarebbe potuto temere di dover incontrare alla vigilia. Certo, per quanto visto in campo probabilmente sarebbe stato più giusto un pari, considerando che anche i biancazzurri sono stati capaci di creare solo due conclusioni verso la porta di Benassi, magari un po’ più nette di quelle dell’Arezzo, ma pur sempre due, non cento, e a segnare principalmente per una disattenzione difensiva degli amaranto.

La zona play-out, intanto, è diventata più vicina ma solo di un punticino, permettendo all’Arezzo di ammortizzare queste due sconfitte consecutive senza eccessivi patemi d’animo, visto che comunque il margine sulla sedicesima piazza è di 5 punti, che se ce lo avessero detto a inizio stagione ci avremmo fatto mille firme, a questo punto del campionato. Però la sterilità offensiva è ormai un tema ricorrente, risaputo: 13 gol segnati in 16 gare (peggio dell'Arezzo solo Lumezzane, Albinoleffe e Pordenone). Non a caso Capuano ha messo in cima alla lista delle priorità per il mercato di riparazione un attaccante da 20 gol.

 

Capuano osserva la squadra durante l'allenamentoMa la domanda che in molti si sono posti, al termine della partita di domenica scorsa, è questa: basterà l'attaccante prolifico a rimediare a questo problema? Al netto di quelle che possono essere le variabili della singola annata, per cui a volte un attaccante che ogni anno fa 20 reti incappa nella stagione-no e non la butta dentro neanche con le mani, c'è una verità banale da ribadire: una punta deve essere messa nelle condizioni di fare gol. Certo, deve anche "aiutarsi", ma riguardando i 90 minuti più recupero della gara contro il Como, quanti palloni giocabili sono arrivati in zona-gol ai vari Bonvissuto e Montini? Nessuno, o quasi. Per cui certo, ben venga l'attaccante di peso, ogni allenatore del mondo sogna di avere problemi di abbondanza in ogni reparto. Ma da solo non basta, evidentemente, perché il gioco dell'Arezzo è - a ragione - improntato al "primo: non prenderle".

Così, se il modulo scelto è il 3-5-1-1 perché è quello che offre le maggiori garanzie, probabilmente più che un centravanti fenomeno serve maggior aiuto in fase offensiva dai centrocampisti (e non a caso il pericolo maggiore per la porta comasca lo ha creato la già citata incursione di Dettori nei secondi finali di gioco). Per questa ragione, ad Arezzo difficilmente vedremo mai partite di calcio-champagne (e chi se ne frega, diciamocelo), ma con questo andazzo e qualche aggiustamento tattico, salvo sconvolgimenti che nessuno auspica, potremo sperare, a fine stagione, di poter dire il tanto sospirato "missione compiuta".

 

scritto da: Roberto Gennari, 10/12/2014





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