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Morale, qualità di gioco, risultati: l'Arezzo è a terra. Capuano a +4 sui play-out ma perde Vanin

Otto sconfitte nelle ultime quattordici partite sono il segnale di un'involuzione piuttosto evidente. La squadra ha vinto solo tre volte in tre mesi e mezzo ed è scesa fino al sest'ultimo posto della classifica. L'assenza di Erpen sta pesando, così come la scarsa forma di qualche elemento fondamentale. Il vantaggio sul Giana Erminio rimane rassicurante anche se l'allenatore, le cui scelte a Sassari non hanno pagato, adesso deve studiare qualche soluzione tattica alternativa. Mercato, annullato il tesseramento di Vanin



Emanuele Testardi, debutto con un paio di buone giocate e un'espulsioneVANIN TORNA INDIETRO - Ore 16.15. L'Us Arezzo ha appena comunicato, visto il mancato accordo tra Nova Gorica e il Parma Football Club, quest’ultima titolare del calciatore Ronaldo Vanin, l’impossibilità di procedere al tesseramento del giocatore. La società aveva provveduto al disbrigo di tutti gli adempimenti, ma visto il mancato accordo tra le due società, si è vista costretta a rinunciare alle prestazioni del calciatore.

DUBBI AMLETICI - Otto sconfitte nelle ultime quattordici partite. Tre sole vittorie nelle stesse, ultime quattordici partite. 12 punti totali, meno di uno ogni novanta minuti. Sono i numeri di un’involuzione, di risultati più che di gioco, che sta facendo suonare campanelli d’allarme uno dietro l’altro. Qual è l’Arezzo vero? Quello che nei primi otto turni aveva messo insieme addirittura 15 punti, con una difesa di ferro e un attacco che capitalizzava alla grande il golletto piovuto dai calci piazzati? O quello imbolsito degli ultimi tre mesi? E’ una domanda che fino a pochi giorni fa, nonostante tutto, aveva una risposta pressoché unanime e scontata. Adesso non è più così.

ROTOLANDO VERSO SUD - Il paradosso è che l’Arezzo ripescato in extremis, costruito in quattro e quattr’otto con giocatori fuori rosa e/o fuori progetto in altri club, è partito sparato, trovando subito un’identità tecnica e tattica che ha stupito i più. Forse pure Capuano. Adesso che la situazione si è normalizzata, la squadra invece di progredire sta lentamente, ma inesorabilmente, rotolando all’indietro. Per intendersi: sest’ultimo in classifica come oggi, l’Arezzo non ci si era mai trovato. Non è un bel segnale.

SPINA DORSALE CERCASI - A Sassari lo sapevano tutti che sarebbe stata dura. La Torres in casa gioca, è aggressiva e fa punti. Con quella di ieri ne ha vinte sette su undici. Serviva un Arezzo da combattimento, non quello confusionario, molliccio, quasi disorientato di ieri. Del resto se Erpen, l’uomo che segna più di tutti, che pulisce la manovra, non c’è; se Benassi, che in dote ha portato 5/6 punti minimo, salvando la baracca svariate volte, si fa buggerare dal vento; se Carcione, che all’inizio dettava tempi e gioco, è la fotocopia di se stesso, quest’Arezzo non può che perdere. C’è poco da fare.

SCELTE SBAGLIATE 1 - Per la prima volta abbiamo visto scelte non da Capuano. Di solito attentissimo agli equilibri dello spogliatoio, il mister ha consegnato la maglia da titolare a Yaisien, arrivato da 48 ore. I codici di gioco prevedono un rifinitore sotto la punta, ma buttare il ragazzo nella fossa dei leoni è sembrato subito un azzardo più che un rischio calcolato. Oltretutto Yaisien in carriera, prima di ieri, vantava appena 2 presenze e 11 minuti da subentrato quand’era a Trapani. Impensabile che, al debutto da titolare in tutta la sua vita da prof, potesse incidere dentro una squadra che fa una fatica boia a portare palla sulla trequarti altrui. Difatti il franco egiziano, che ha qualità innegabili, non l’ha presa mai. Molto meglio, contro una Torres massiccia, sarebbe stato affidarsi alle due punte. L’errore più grosso, adesso che non c’è Erpen, sarebbe quello di cercare un surrogato a tutti i costi, perché il surrogato non esiste.

 

Capuano in tribuna per squalifica insieme al team manager Cerquozzi e al Ds CiardulloSCELTE SBAGLIATE 2 - Poco producente anche il cambio modulo. In passato Capuano, quando doveva rincorrere, si metteva 4-3-1-2 e qualcosa dal cilindro tirava fuori. Ieri ha tolto Carcione, optato per il 3-4-1-2 e lasciato due soli mediani in mezzo al campo (Gambadori e Dettori), fatti a fette dai satanassi rossoblù. La nostalgia di Gambadori play basso è venuta a tutti.

PRENDI UN GOL E POI MUORI - Aggiungiamo anche il solito ritornello legato alle difficoltà ataviche di una squadra che se deve fare la partita, va in crisi profonda. Visto l’andazzo, però, bisognerà cominciare a limare certi difetti, perché in questo girone di ritorno ci sta di andare sotto nel punteggio. E se prendi gol al minuto 37, come a Sassari, non si può pensare che la gara sia chiusa. Invece ieri, una volta beccato l’1-0, alzi la mano chi non ha avuto il sentore che fossimo già del gatto.

L'UNO CONTRO UNO - Vedi giocare Maiorino e Baraye e ti prende il magone, perché gente brava nel dribbling, che salta l’avversario, ti fa vincere le partite. Ora che non c’è Erpen, da noi la superiorità numerica la può creare solo l’arbitro. Se caccia quelli giusti.

TESTARDI LUCI E OMBRE - A proposito di espulsioni. Testardi ha macchiato con quella forbice sguaiata (più scomposta che cattiva ma comunque da rosso) una prestazione con qualche spunto interessante. Non sarà un esempio di stile e di eleganza tecnica, ma l’ex Lupa Roma ha fisicità e garantisce una presenza dentro l’area che né Bonvissuto né Montini possono assicurare. Difatti, per la prima volta dopo mesi, si è visto un cross incornato di testa dal nostro ariete e non dal centrale avversario. E si è vista anche la nostra prima punta spostare il difensore con una spallata, stoppare e calciare in porta. La soluzione col doppio centravanti, in questo momento, non è affatto da scartare.

IL +4 VIRTUALE - Domenica Arezzo-Renate diventa un crocevia delicatissimo. Come anche la successiva trasferta di Lumezzane e poi il match interno con il Mantova. Ma Capuano l’aveva sempre detto che sarebbe stata dura. E sa bene che il Giana Erminio, a meno che le querce non cominciano a fare limoni, non ha la caratura per rimontare 4 punti all’Arezzo in tre mesi di campionato. Un po' d'ottimismo.

INCOGNITA MERCATO - Lunedì prossimo chiude il mercato. Tra cinque, dieci e vent’anni, verrà ricordato come il mercato dei paletti.

 

scritto da: Andrea Avato, 26/01/2015





Torres-Arezzo 1-0 / Interviste in sala stampa

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