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Paura di giocare e necessità di vincere. Anche Capuano a spalare il campo dalla neve

Solo tre vittorie nelle ultime 14 giornate e due sconfitte consecutive con prestazioni abuliche e poco mordaci: l'allenatore vuole arginare il calo mentale della squadra, che ha originato anche le difficoltà nella manovra. Per questo la gara di domani dirà molto sul futuro prossimo degli amaranto, chiamati a uno scatto d'orgoglio. Formazione: torna Sabatino a sinistra, Gambadori o Cucciniello a fare il play, tandem Bonvissuto-Montini in attacco. Lo staff dell'Arezzo e gli addetti del Comune hanno ripulito a tempo di record il prato dello stadio



Capuano al lavoro per ripulire il campo dalla neveOre 15.30 - Pericolo neve scongiurato. L’ufficio manutenzione del Comune, dopo l'appello lanciato da Us Arezzo e OA,  ha messo immediatamente a disposizione tutto il personale possibile per aiutare nell’opera, e lo staff stesso dell’Arezzo ha iniziato a spalare. Anche mister Capuano, il preparatore dei portieri Tosti e il professor Truda hanno preso la pala e si sono dati da fare. Nel giro di poco più di tre ore, complice anche il rialzamento delle temperature, il terreno di gioco del “Città di Arezzo” è stato sgombrato dal manto nevoso che stamani lo copriva completamente.

La squadra stamani ha effettuato l’allenamento di rifinitura sul campo “Lebole” come di consueto, ma con un’ora abbondante di ritardo rispetto al solito, e anticipando il riscaldamento all’interno del tunnel degli spogliatoi, per permettere alla neve di sciogliersi più possibile, e ridurre il rischio di infortuni muscolari.

 

Ore 13 - OSTACOLO NEVE - L'Us Arezzo e Orgoglio Amaranto chiedono aiuto ai tifosi con una nota ufficiale.

''La necessità di levare la neve dal campo e l’impossibilità di farlo con i mezzi del Comune, che provati in mattinata peggiorano la situazione, ci costringe a chiedere l’aiuto di tifosi e volontari, per spalare la neve e rendere il campo praticabile - si legge nel testo. Chiunque volesse aiutare la società e la squadra per la partita di domani, è pregato di venire, anche subito se può, presso gli uffici per firmare la liberatoria e ricevere le necessarie istruzioni e attrezzatura''.

 

Ore 10 - Una partita da vincere. Non c’è molto da dire sullo scontro diretto contro il Renate. E’ vero che il vantaggio di classifica sul Giana Erminio resta rassicurante e che i play-out, a oggi, sembrano improbabili. Ma nel calcio non si sa mai. Il trend dell’Arezzo, con appena 3 vittorie negli ultimi 14 turni, non lascia tranquilli fino in fondo, ma che ci sarebbe stato da soffrire per conservare la categoria si sapeva. Dopo il buon inizio di stagione, in tanti avevano pensato e sperato che la strada fosse meno in salita, invece bisognerà tenere il coltello fra i denti fino alla fine.

Dopo le sconfitte contro Albinoleffe e Torres, gli amaranto sono a uno snodo cruciale. E non tanto per la serie negativa in corso, quanto perché c’è necessità di rivedere quell’atteggiamento mordace che ultimamente è scemato. L’Arezzo di settembre, ottobre e novembre, anche quando perdeva azzannava partite e avversari, esibendo una combattività sopra le righe. Ultimamente le cose sono cambiate. A Bolzano una reazione ci fu solo quando la gara era irrimediabilmente compromessa, mentre le ultime due prestazioni sono state evanescenti oltre ogni previsione. In mezzo, per fortuna, è arrivato il 3-0 al Giana che pesa moltissimo anche in ottica classifica avulsa. Però non si può scherzare con il fuoco e quella di domani è una gara che dirà molto sul futuro prossimo della squadra, attesa poi da altri 180 minuti decisivi in chiave salvezza contro Lumezzane e Mantova.

Capuano in settimana, durante gli allenamenti, ha ribadito più volte ai suoi uomini che non vuole vedere ‘’la paura di giocare’’. Troppe seconde palle lasciate agli altri, manovra incerta, frenesia: in casa con l’Albinoleffe e a Sassari il cliché è stato più o meno identico. E non basta l’assenza di Erpen, comunque grave, per spiegare tutto. Il tecnico teme che a livello mentale l’Arezzo possa pagare dazio e che il gruppo, che nei primi turni viaggiava leggero e spedito, adesso non riesca a togliere il freno.

Si vedrà. Il Renate è in salute, mentre l’Arezzo non può permettersi un altro passo falso. Anche un pari, alle brutte, ci potrebbe stare. Alla permanenza in categoria mancano una quindicina di punti e la politica dei piccoli passi, grazie allo zoccolo duro messo insieme nel girone di andata, avrebbe un senso.

In formazione sono annunciati cambiamenti. A sinistra torna Sabatino, il quale potrebbe levarsi la maschera protettiva per non accusare difficoltà di visuale. A destra debutta Franchino, apparso in questi giorni voglioso e determinato. In mezzo non c’è Carcione e per fare il play sono in ballottaggio Gambadori, più di rottura, o Cucciniello, più geometrico. Dietro Pisani e Guidi si contendono una maglia, mentre in attacco il compito di far male al Renate è sulle spalle di Bonvissuto e Montini. Proprio a loro due è affidata la responsabilità di buttarla dentro, fermo restando che senza il sostegno corale dei compagni avrebbero solo due alternative: inventarsi una giocata dal nulla oppure confidare nell’episodio. Ma all’Arezzo adesso serve uno sforzo collettivo per scacciare tutti i fantasmi.

 

scritto da: Andrea Avato, 31/01/2015





Anche Capuano al lavoro per spalare la neve dal campo
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