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SERIE D GIRONE E - 34a giornata

RISULTATI CLASSIFICA PROSSIMO TURNO
Arezzo31Flaminia
Foligno21Unipomezia
Gavorrano71Trestina
Montespaccato11Rieti
Poggibonsi22Cascina
Pro Livorno04Pianese
San Donato10Cannara
Sangiovannese20Badesse
Tiferno22Scandicci
MONDO AMARANTO
il tifosissimo Luca
NEWS

''A Ferretti diciamo grazie''. ''Presidente, basta con l'anti aretinità''. I lettori ci scrivono

Nelle ultime ore sono arrivati in redazione un paio di interventi di due tifosi amaranto, diversi per punti di vista, provenienza geografica e opinioni di fondo. Li pubblichiamo entrambi per offrire uno spaccato ulteriore dell'opinione pubblica, già rappresentata dai commenti postati ogni giorno sul blog



Nelle ultime ore sono arrivati in redazione un paio di interventi di due tifosi amaranto, diversi per punti di vista, provenienza geografica e opinioni di fondo. Li pubblichiamo entrambi per offrire uno spaccato ulteriore dell'opinione pubblica, già rappresentata dai commenti postati ogni giorno sul blog. Il primo contributo ci è stato spedito via fax, il secondo via email.

 

Più aiuto per i giovani, il bicchiere è mezzo pieno

Meglio un presidente con i paletti che uno in galera

 

All'attenzione del direttore

Tra le luci dell'Arezzo di domenica può starci anche Padulano perché non è stato determinante solo nell'azione del terzo gol. In precedenza quando in area avversaria recupera un pallone, che stava andanado a fondo, lo mette in mezzo e sulla respinta nasce la punizione che poi Franchino realizza.

Padulano si è fatto trovare pronto per cambiare le sorti di questa partita (poteva benissimo finire con un pareggio 2-2). Anche ad inizio campionato si è comportato molto bene spaccando molte partite. A Bassano si procurò il rigore del momentaneo pareggio e infine a Monza realizzò il gol dell'1-1. E' giusto non esaltare certe performances, ma non è neanche giusto che al minimo errore venga crocifisso con aggettivi come evanescente, poco incisivo, inconcludente. Nella partita con l'Albinoleffe in casa, per esempio, non hai tenuto conto dopo l'uscita di Erpen del contraccolpo psicologico che ha subìto tutta la squadra, della confusione che ne è scaturita determinando il risultato negativo. Prendere il posto di Horacio, a freddo, in quel contesto di gioco, non è facile per nessuno. 

Ricordo che Padulano è un '94, che è sempre subentrato 15 o 20 minuti a partita iniziata, non ha mai giocato una volta titolare e raramente il giovedì ha giocato nel primo tempo la partitella amichevole.

Lo so, potresti rispondermi che ci sono giocatori a 20 anni che giocano già in serie A, ma quelli sono fenomeni. Viceversa, di fenomeni ventenni in Lega Pro, con tutta onestà non ne ho ancora visti. Nel calcio nessuno ti regala niente. Specialmente in una piazza esigente e competente come quella di Arezzo. I giovani per crescere hanno bisogno di giocare e di sbagliare: è l'unico modo, non c'è alternativa.

La stampa ha un ruolo importante quando dà una mano a costruire, altrimenti è solo critica sterile. Bisogna vedere sempre il bicchiere mezzo pieno e avere un po' di fiducia in più verso i giovani, soprattutto di questi tempi. E in generale non guasterebbe stare di più vicini alla squadra, a Capuano che sta facendo un lavoro importante creando un gruppo coeso che in prospettiva potrebbe dare grandi soddisfazioni. Quante volte abbiamo assistito ai fallimenti di super corazzate super pagate. E poi non è detto che i "paletti" siano dannosi. Meglio avere un presidente con i paletti che uno in galera. Quindi un grazie a Ferretti e a questa proprietà, che sta onorando il suo impegno. E forza Arezzo!

Un tifoso

 

Delusioni, speranze e bisogno di chiarezza

E soprattutto basta con l'antiaretinità

 

Dall'arrivo e le difese pro Bacis, alle sparate verso Severini, fino alle ultime dichiarazioni sul "venderei solo a stranieri solidi" passando per bombe inesplose e un'allergia cronica a quelli che vengono dispregiativamente chiamati "quellillà". Dichiarazioni, conferenze stampa e modus operandi della società amaranto visto da un tifoso quarantenne che vive e respira Arezzo calcio da sempre. Da prima e di certo anche dopo che imprenditori e addetti ai lavori esperti (o meno) di calcio abbiano fatto la loro parte presso la nostra amata squadra.

Questo mio pensiero non vuole essere un giudizio ma un punto della situazione, un "ricapitolare" in un momento di stanca emozionale nei confronti di chi gestisce e lavora per quello che per chi è come me (e siamo tanti) non è solo un hobby domenicale o un passatempo. Giudici impietosi, daspo, fidanzate incazzate o scappate, guardie che ti cercano, soldi buttati e domeniche perse, botte date e prese fino pure alla galera. Questo è per alcuni l'Arezzo. E loro a mio parere potranno e dovranno sempre avere voce in capitolo. Piaccia o meno, condividendo o meno, meritano rispetto.

Avvento verso l'Epifania di Ferretti con calda accoglienza e applausi per il piglio deciso e autoritario nonostante collaboratori poco pratici (nell'eloquio in primis) e dichiarazioni da querela verso Severini condite da difese di circostanza verso uno che ora allena i bambini della Procaccolese.
Tra proclami e "farò" d'ordinanza, tra centri commerciali e ristrutturazione stadio si arriva a una imbiancata in curva e una ripulita ai viottoli dei campini. Quisquilie. Ci si salva e tanto basta per ripartire con un entusiasmo da serie B (ricordate sant'Agostino?), 1600 abbonati e con "l'unica certezza che l'anno prossimo saremo in serie C". Fiducia illimitata e applausi spontanei, finchè non ci si accorge che il pur valido 28 enne Diomede poteva e non poteva. Senza un diesse (ma con Zavaglia nell'ombra) la squadra non gira e nonostante proclami continui di vittoria si va sempre più indietro. Nel frattempo lo sponsor (aretino) era sempre presente e entusiasta.

I lavoratori anch'essi aretini, dall'immenso Buratti alla Cinzia Bichi fino al sottoscritto erano onorati di lavorare anche 16 ore al giorno per questa società e per l'amata squadra. Arrivano col gioco inguardabile anche "sòle" da 40.000€ l'anno portate dai soliti "beninformati informatori". La gente si stanca. La società addebita la carenza di risultati al pessimismo (sic!) e ai fischi del pubblico in tribuna (curva chiusa). E' rottura con tutti.
Partono Mezzanotti e il pur preparato Diomede, ma un diesse e un mister della zona non rientrano nei piani perchè "questa soddisfazione non gliela do a quellillà". Lo sponsor si defila (ma paga e bene). Valzer di allenatori e avvento dell'unico professionista esperto dell'era Ferretti: il direttore Pagni. Ben pagato e (a differenza di Diomede) con carta bianca si distingue per saper lavorare sul pezzo e ottenere il meglio (forse il troppo) dallo staff. Riparte come detto prima tra proclami presidenziali di ripescaggio e un entusiasmo cauto ma ancora presente.

Arriva Capuano tra i mugugni generali e la gioia del sottoscritto. Voluto e chiamato non si sa da chi ma scelto di persona dal vice pres De Martino che pesca il jolly. Si fa una squadra che "vince facile la D e con poco più fa bene anche la lega pro". Zavaglia che voleva Carboni allenatore litiga con Pagni e Capuano. Pagni e Capuano paiono amici di vecchia data. Pagni e Capuano litigano. Pagni è cacciato. Capuano rifà da zero la squadra. Nel frattempo l'entusiasmo diventa rabbia per la mancata domanda di ripescaggio con la scusa che "vedrete che ripescano la Correggese, a noi non ci toccava di certo". Invece no. Nessuno ha i requisiti e sarebbe toccato all'Arezzo. Si vocifera che in realtà Ferretti abbia serie difficoltà con la fidejussione.

La gente chiede la testa di Ferretti che prova in una grottesca conferenza stampa affollatissima a dire la sua. Peggiora le cose. Poi il miracolo. Si riaprono le domande di ripescaggio e il popolo si scatena mettendo con le spalle al muro il pres che stavolta, sostenuto ancora dai soliti sponsor e da Mario Agnelli, riesce a trovare in tempo la fidejussione e fa domanda paragonando il tutto a un suicidio. Eppure era certo lui stesso che a settembre saremmo stati in lega pro... Boh. Misteri. Ma è festa grande. Capuano deve rifare la squadra. Ho visto mangiare al ristorante da me minimo minimo 60 giocatori diversi. Pareva il grande fratello, ma il mister con la sua esperienza e con le sue conoscenze mette su una squadra decente in una settimana, tranquillizzando tutti che il mercato vero sarebbe stato fatto a gennaio.

 

Si parte con entusiasmo e vittorie insperate. Solo la corsa di Eziolino verso la sud vale il prezzo del biglietto. Intanto continua l'idiosincrasia societaria verso tutto ciò che sia di Arezzo. Saltano il fotografo Cirinei, l'addetto stampa Dini, il segretario (l'immenso segretario) Buratti, la resp marketing e infine il cuoco e l'addetto pulizie, tutti sfegatati tifosi amaranto. Arriva un segretario part-time tifoso del grifo.

Diomede prima rientra e poi, una volta scavalcato da Ciardullo per il corso da diesse se ne va. Dignità non ha prezzo. Nemmeno 2.500 € al mese per fare solo presenza. E il figlio dell'avvocato di Ferretti diventa direttore sportivo. Pro forma ovviamente. Fa tutto Capuano e si sa. Ma non è un bischero manco lui e il tempo dirà. Viene riaperta la curva "perchè quellillà più stanno lontani e meglio è"Viene ricavato un salottino nelle salette stampa per non mischiarsi nemmeno con la tribuna. Il pres e famiglia prima sempre presenti, adesso spesso tirano fuori improbabili e improcrastinabili impegni. Tra una vittoria e una sconfitta vengono promesse "bombe" di mercato e che "a gennaio inizierà il nostro campionato". Il resto è storia attuale, con una squadra numericamente carente, un mister costretto a fare buon viso a cattivo gioco (ma vorrei per magia essere una mosca e sapere cosa dice lontano da orecchie indiscrete...) e un pubblico sempre più deluso e sempre meno numeroso.

Con la ciliegina finale del "se vendo, vendo solo a stranieri". Pure i soldi gli fanno schifo se vengono da Arezzo... Contratti fino a giugno e soldi pochi. Chi vuoi che venga...

EPPURE
Eppure per me ci si salva facile lo stesso. Il mister carica a molla i giocatori che pur con evidenti limiti tirano fuori il meglio.
Eppure quando guardo Ferretti continuo a vedere il volto di un vincente e di uno con le palle e che non molla mai. Ne avesse voglia potrebbe diventare uno dei presidenti più amati della storia. Ma non ne ha voglia pare.
Eppure mi pareva uno che quando stringe una mano è più di un contratto. Uno che paga poco ma regolare e che ha accanto una famiglia splendida.
Allora perchè continuare con questo stillicidio. Perchè considerare gli aretini un popolo di rozzi ignorantoni cui possiano raccontare pure che la luna è di groviera. Gli aretini sono polemici e brontoloni, ma hanno un cuore grande così. Dovevate solo prenderlo. Era vostro. Sarà per la prossima? Me lo auguro. In fondo all'animo una fiammella di speranza riluce viva e concreta.
Senza proclami e senza burinate ce la alimenti questa fiammella signor pres. Ci renda se non complici almeno partecipi. E ci avrà. Non saremo a Messina, ma anche qui quando ci si arrabbia va spesso a finire a schifìo. Certo, passa presto. Ma rimane la cicatrice. Senza fumo negli occhi, pasquinate e rugantinesche spavalderie fateci sapere.
Nell'attesa vostro.

Ferro 


scritto da: La Redazione, 04/02/2015





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