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SERIE C GIRONE A - 27a giornata

RISULTATI CLASSIFICA PROSSIMO TURNO
Carrarese30Gozzano
Renate12Pergolettese
Monza11Arezzo
Siena11Albinoleffe
Juventus U2310Pianese
Olbia10Pistoiese
Pontedera01Alessandria
Giana ErminiorinvComo
LeccorinvPro Patria
Pro VercellirinvNovara
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Striscione e cori contro Lotito in curva sud. Ma in Lega per ora comanda sempre Macalli

La tifoseria amaranto ha preso posizione in modo forte riguardo la diatriba che sta animando le assemblee dei club di terza serie, dove i dissidenti vorrebbero cambiare l'attuale governance, sostenuta dal presidente della Lazio che al suo fianco ha compattato una trentina di società, compreso l'Arezzo



lo striscione contro Lotito esposto in curva sudCori convinti da parte della curva Minghelli e uno striscione per rendere l'idea: ''Je ne suis pas Lotito''. La tifoseria amaranto ieri sera ha preso posizione in modo inequivocabile riguardo la diatriba che sta animando le assemblee dei club di Lega Pro.

A Firenze ormai c'è una spaccatura profonda: da una parte il presidente Mario Macalli, in sella dal 1997, grande elettore di Carlo Tavecchio a capo della Figc e uomo di fiducia di Claudio Lotito, presidente della Lazio ma anche della Salernitana nonché consigliere federale con delega alle riforme. Dall'altra parte c'è l'ex direttore generale della Lega Pro, Francesco Ghirelli (fatto fuori da Macalli) e il consigliere federale Gabriele Gravina. Questi ultimi vorrebbero svecchiare il sistema, riformare la Lega e redistribuire (oltre che incentivare) i proventi per le società.

Lo scorso dicembre, forti del consenso della maggioranza dei club, Ghirelli e Gravina hanno impedito l'approvazione del bilancio di Lega. Sembrava l'epitaffio sull'era Macalli, invece ecco l'ingresso in scena di Lotito, il quale negli ultimi tempi è diventato l'uomo ovunque del calcio italiano, spaziando tra le riunioni dei club di A e di C fino ai ritiri della Nazionale. Lotito è andato in pressing su molti club e ha sfruttato il suo peso calcistico per diradare la fronda anti-Macalli. I metodi usati, secondo qualcuno, sono stati bruschi oltre ogni limite, tant'è che Pino Iodice dell'Ischia ha registrato la famigerata telefonata che poi è finita in pasto all'opinione pubblica. In quel colloquio Lotito ha sparato a zero su tutti ma il passaggio che più ha suscitato scalpore è stato quello su Carpi e Frosinone, piccoli club che in caso di promozione in serie A, secondo Lotito, farebbero collassare il sistema, che si regge ormai quasi esclusivamente sui proventi dei diritti tivù.

Un ragionamento neanche così inedito ma molto crudo, con conseguente indignazione delle tifoserie di mezza Italia. Fatto sta che Lotito (con sottobraccio il suo progetto di riforma della terza serie italiana) nel suo intento c'è riuscito quasi alla perfezione: ieri in Lega le società si sono divise in due blocchi contrapposti e paritari. Pare che Vigor Lamezia, Foggia (astensione), Mantova, Gubbio, Savoia, Benevento e Casertana abbiano saltato il fosso in extremis, abbandonando i dissidenti per i filogovernativi. Macalli ha salvato (per adesso) la poltrona ma gli strascichi sono pesanti. E alla prossima Assemblea è prevista di nuovo battaglia.

Tutto ciò per delineare il contesto nel quale da qualche mese si sta muovendo anche l'Arezzo. Il presidente Mauro Ferretti, un po' a sorpresa in verità, sabato ha manifestato pubblicamente il suo appoggio a Lotito e quindi a Macalli, in attesa della prossima riunione dove si andrà un'altra volta alla conta.

 

scritto da: Andrea Avato, 17/02/2015





Arezzo-Mantova 1-0
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