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SERIE D GIRONE E - 34a giornata

RISULTATI CLASSIFICA PROSSIMO TURNO
Arezzo31Flaminia
Foligno21Unipomezia
Gavorrano71Trestina
Montespaccato11Rieti
Poggibonsi22Cascina
Pro Livorno04Pianese
San Donato10Cannara
Sangiovannese20Badesse
Tiferno22Scandicci
MONDO AMARANTO
i dirigenti di Sant'Andrea in tribuna allo stadio
NEWS

La società ha seminato bene. Non alzi bandiera bianca proprio adesso

Già era dura ripartire dopo la sconfitta con il Pontedera. La notizia dei tagli agli stipendi rende questa settimana ancora più difficile e la situazione, per dirla con Celentano, non è buona. L'augurio è che i dirigenti non si tirino indietro nel momento del raccolto, dopo aver lavorato per mesi con buoni risultati



Severini con i soci Felletti e AnzaloneE' già abbastanza difficile ripartire dopo una batosta psicologica come quella della sconfitta con il Pontedera ed il conseguente distacco in classifica dalla capolista che appare, oggettivamente, arduo da colmare. Non c'era bisogno, quindi, di una notizia come quella del taglio degli stipendi ai calciatori, una riduzione del 30% di quello concordato ad inizio stagione, e questo basta per dire, con Adriano Celentano, che la situazione non è buona. E' vero che la cosa, per i bene informati, era già nell'aria e che con ogni probabilità sarebbe stata messa in atto a prescindere dal risultato della gara di domenica, ma messa così ha il sapore della resa, che è l'unica cosa che l'ambiente calcistico aretino non si può permettere in questo momento. La società ha costruito, con lavoro paziente ed encomiabile, un bel clima e questo lavoro è culminato negli oltre 2.000 presenti allo stadio, perché se non siamo diventati orbi tanti erano, nella sfida con il Pontedera. Non c'è stata solo la classifica, ma anche le iniziative promozionali rivolte alle società giovanili e, perché no, anche quelle con finalità sociali come la presenza ormai diventata una piacevole abitudine dei ragazzi dell'istituto di Agazzi. Ciò che ha portato il presidente Severini a questa decisione, però, non pare dovuto, per una volta, a quanto successo ad Arezzo, ma ai rapporti interni con gli altri componenti della società. Non c'entrano, quindi, i campini o gli spettatori allo stadio, e si tratta quindi di vicende sulle quali è difficile intervenire. Quello che è certo è che il peso della gestione della società sta ricadendo tutto sulle spalle del presidente, che invece non era e non è venuto ad Arezzo per fare l'uomo solo al comando al quale, invece, noi siamo abbastanza abituati. Adesso c'è da fare una valutazione che è anche manageriale, e non solo di cuore e di passione come per noi sarebbe facile fare. Un gruppo di imprenditori romani sono venuti ad Arezzo ed hanno rilevato la società, investendo su quello che ritengono, giustamente, un capitale, e cioè il titolo sportivo di una città capoluogo di buone potenzialità. Hanno trovato una situazione difficile sul piano tecnico ed hanno raddrizzato la baracca, hanno continuato a credere nel progetto dell'azionariato popolare di Orgoglio Amaranto ed hanno costruito una squadra ambiziosa. C'è stato, all'inizio, il mistero dell'addio di Balbo del quale ancora oggi non si conoscono le motivazioni, ma il progetto tecnico ha retto. Ha retto anche contro il Pontedera, perché la partita esaltante che abbiamo visto domenica poteva finire con qualsiasi risultato e la sconfitta è solo un verdetto del campo, e non un giudizio su come si è operato. In più ci sono tanti giovani bravi e con età tale da consentire di considerarli patrimonio anche per il prossimo anno, pur continuando a lottare per vincere questo campionato. Tirare indietro adesso sarebbe un errore per questo: è come aver seminato e, nel momento in cui si cominciano a vedere i primi germogli, arare nuovamente una terra che si dimostra un po' arida. Siamo, invece, ancora nel momento della semina, e tra qualche mese valuteremo il raccolto. Speriamo, quindi, che i vari Raso, Bucchi, Pecorari, Speranza, Martinez, Mencarelli e Sensi sposino comunque il progetto, e che nel frattempo succeda qualcosa che possa portare Severini a rivedere questo taglio. La situazione generale, lo sappiamo, non è buona ma alla crisi non si risponde alzando bandiera bianca.

scritto da: Luca Caneschi, 14/12/2011





COMMENTI degli utenti

Commento 1 - Inviato da: aloee, il 14/12/2011 alle 14:03

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LA SOCIETà NON HA UN EURO !!!!! chi non l'ha capito ancora è bene che faccia i puzzle  a 2 pezzi!!

Commento 2 - Inviato da: sosempretuttoio, il 14/12/2011 alle 14:22

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sento puzza de bruciato..................................Amaranta corri è il sugo che te satacca!!!!!!!!!

ma questi giocatori riscuotono?Money mouth

THE END!

Commento 3 - Inviato da: walter, il 14/12/2011 alle 14:34

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http://www.heraldsun.com.au/sport/soccer/melbourne-victory-at-a-loss-to-justify-sorry-balbo-saga/story-e6frfg8x-1226207080118

A proposito di Balbo... lo so che il passato è passato, e ora c'è Materazzi, ma spero che prima o poi qualcuno si degni di spiegarci come sono andate veramente le cose questa estate... A quanto risulta dall'articolo la nomina a DT del Melbourne Victory è saltata pochi giorni fa dopo 4 mesi di voci non confermate

Commento 4 - Inviato da: walter, il 14/12/2011 alle 14:41

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http://www.ilfriuli.it/udineseblog/index.php?option=com_content&view=article&catid=56%3Acalcio-estero&id=52983%3Aestero-abel-balbo-allena-in-australia&lang=it

O meglio, pochi giorni fa si diceva fosse stato nominato allenatore personale (...) di Harry Kewell, la stella della squadra, in attesa del ruolo più importante

Commento 5 - Inviato da: Andrea Avato, il 14/12/2011 alle 14:46

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Balbo è in Australia ormai da mesi. Credo già lavori per il Melbourne e che sia lì lì per diventarnme l'allenatore.

Commento 6 - Inviato da: sosempretuttoio, il 14/12/2011 alle 23:27

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La società ha seminato bene. Non alzi bandiera bianca proprio adesso

per me dopo le ultime dichiarazioni ha seminato parecchia m.erda e de quella che puzza

speriamo che nessuno la rumi................................Money mouth



Commento 7 - Inviato da: Giulio Cirinei, il 15/12/2011 alle 11:09

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c'è chi la ruma... c'è c'è... è che non lo vedi facilmente