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Un'esitazione fatale e Capuano infuriato, ma va bene così. E mercoledì si rigioca

Il pareggio alla fine è giusto, ma l'Arezzo si morde le mani per la distrazione che ha originato il gol del Pavia proprio al novantesimo. La partita è stata l'ulteriore testimonianza che il valore della squadra è superiore alla somma del valore di ogni singolo elemento. Yaisien e Franchino promossi, Montini rimandato ancora una volta. Belli gli applausi della sud a Sereni a fine gara, anche se di tempo per indugiare non ce n'è. Dopodomani c'è il recupero a Lumezzane



la formazione schierata da Capuano contro il PaviaAREZZO ROGNOSO - E’ impressionante come l’Arezzo riesca a mandare in scena copioni tecnici e tattici maledettamente simili gli uni agli altri ma in grado di irretire avversari di qualità superiore. Il Pavia ha rischiato di fare la fine del Bassano e del Real Vicenza e per carità, il pari è giusto, ma senza il coast to coast di Cogliati e il jolly di Carraro sarebbe finita in altro modo. Ciò che balza agli occhi è l’abilità, perché di abilità si tratta, di inibire la manovra avversaria, imbruttire il possesso palla, sterilizzare le offensive. Capuano in questo è maestro e la squadra lo segue con una dedizione ammirevole, al punto che ogni partita sembra uguale all’altra: l’inizio sofferto, la parata di Benassi, poi il gol trovato di riffa o di raffa e la salda difesa del vantaggio. Il finale di ieri sembrava già scritto, invece sono mancati sei minuti per un’altra festa. Ma a quest’Arezzo non si può rimproverare niente.

ESITAZIONE FINALE - Se poi, come ha detto Capuano, si pensa che è stata sfiorata la vittoria contro la capolista senza Sabatino, senza Bonvissuto e senza Erpen, i meriti della squadra aumentano a dismisura. E forse aumentano anche i rimpianti.

L'ALTRO FERRETTI - A differenza di altre gare, va riconosciuto, il Pavia ha creato diverse occasioni in più. Nel primo tempo soprattutto ma anche nella ripresa, quando Marchi, Soncin e Ferretti sono arrivati al tiro in modo pericoloso. E il merito più grande è stato proprio di Ferretti, un armadio di centravanti con una rapidità da brevilineo, abilissimo nell’uno contro uno. Da queste parti, con quel cognome lì, doveva lasciare il segno per forza.

CAPUANO INFURIATO - Un paio di dettagli destano una certa preoccupazione, ammesso che a 38 punti e a +7 sull’attuale quint’ultima si possa essere preoccupati. L’Arezzo ha beccato il gol del pari quando il Pavia era in dieci, con i cambi già consumati e Ferretti fuori per infortunio. Dopo la scoppola di Pordenone con l’uomo in più, è un secondo campanello d’allarme che suona. E la punizione dell’1-1, con esecuzione magistrale di Carraro, nasce da una scorribanda di Cogliati che ha sfondato centralmente e si è fatto cinquanta metri di campo palla al piede. Indizio di una rilassatezza che non si confà allo spirito di una squadra che in questi mesi è stata definita brutta, rozza, ignorante oltre che composta da maiali rabbiosi. Per chi non avesse seguito la storia, erano tutti complimenti.

 

Samuele Sereni applaudito dalla sud a fine garaIL GRUPPO PIU' DEI SINGOLI - Tornando al punto 2, è ormai evidente che l’Arezzo è un impasto di muscoli, corsa, senso tattico e volontà che prescinde dal valore dei singoli. La somma algebrica del valore tecnico di ogni elemento è di gran lunga inferiore al valore complessivo di squadra. Questo dipende dal lavoro certosino dell’allenatore ma anche dal fatto che si stanno utilizzando le armi giuste per il tipo di obiettivo prefissato. Se ti vuoi salvare con una rosa costruita di fretta e pagata il minimo sindacale, devi giocare così. Non ci sono alternative.

PROMOSSI E RIMANDATI - La coppia d’attacco era sotto osservazione per diversi motivi. Yaisien ha superato l’esame e il gol, il primo da professionista, c’entra solo in parte, anche perché Ghiringhelli gli ha fatto un assist che nessun compagno sarebbe riuscito a fargli. L’ex Psg ha dato corposità alle giocate, ci ha messo una presenza fisica che prima non aveva e ha dimostrato di sapersi sacrificare tatticamente, accorciando su Pederzoli e andando in pressione con i tempi giusti. Yaisien fa il trequartista, quindi deve incidere maggiormente sul piano della qualità. Però sta crescendo, è un dato di fatto. Montini invece non si schioda dal compitino che svolge da inizio anno: una volta un po’ di più, una volta un po’ di meno ma siamo sempre lì. E la stagione è agli sgoccioli.

UN TRATTORE SULLA FASCIA - Zitto zitto, questo Franchino sta guadagnando sempre più consensi. Tra gol segnati, assist e rigori procurati, è sempre sul pezzo. Ieri ha giocato a piede invertito, come fosse un esterno alto, e sembrava un mancino naturale. Nello spogliatoio lo chiamano ‘’trattore’’ e il soprannome è azzeccato.

LA PRIMA DA EX - Belle scene alla fine, quando Sereni è andato sotto la sud a ricevere un po’ di applausi. E’ aretino, è cresciuto nelle giovanili, è un ex, tornava per la prima volta da avversario: giusto tributargli un’accoglienza affettuosa. Dalla tribuna c'è anche chi l'ha insultato, ma l'unanimità di consensi non ce l'ha nessuno. Nel calcio poi...

AVANTI UN ALTRO - Mercoledì si rigioca a Lumezzane (ore 14.30) e per gli amaranto è una sorta di match point. Vincere vorrebbe dire prendere il largo, mettere il timbro sulla pratica e chiudere il cerchio. Poi sarà già futuro.

 

scritto da: Andrea Avato, 09/03/2015





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Arezzo-Pavia 1-1
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