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SERIE C GIRONE A - Play-off e Play-out

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La bellezza della monotonia. L'Arezzo gioca semplice, nessuno trova le contromosse

Punto dopo punto, battaglia dopo battaglia, la squadra ha scalato la classifica proponendo un canovaccio tattico preciso, che consiste per lo più nel soffocare la manovra avversaria, annullare gli spazi e rispettare le distanze difensive. Eppure nemmeno le squadre più forti del girone sono riuscite a scardinare l'architrave amaranto. Merito della coesione del gruppo e di tanta applicazione. Vero che manca un po' di qualità in mezzo al campo, ma alla gente piacciono questi giocatori che lottano per la maglia, guidati da un demiurgo che va assolutamente confermato



abbracci amaranto davanti alla sud dopo un gol segnatoAbbiamo scoperto la bellezza della monotonia. Punto dopo punto, battaglia dopo battaglia senza concessione all'estetica ma con un pragmatismo feroce l'Arezzo scala la classifica e si assesta su gradini tranquilli con piacevole vista su una possibile, e fino a qualche mese fa solo chimerica, Coppa Italia (lo so che ora si chiama Tim Cup, ma data l'età mi consento di usare la vecchia, cara denominazione). La squadra di Capuano interpreta le partite con un canovaccio tattico apparentemente semplice, consistente nel soffocare sistematicamente la manovra avversaria, insterilire le fonti del gioco, annullare gli spazi e rispettare scrupolosamente distanze e diagonali difensive; eppure di questa semplice combinazione nessuno è riuscito a trovare il codice segreto, la chiave per scassinarla, nemmeno quando ci hanno sconfitto perché in nessuna partita si può dire che l'Arezzo sia stato in balia degli avversari.

In effetti la semplicità è tutta apparente perchè l'applicazione dello schema richiede coesione del gruppo e rigorosa applicazione mentale e agonistica, infatti abbiamo subìto (e il mister si è arrabbiato) ogni volta che la tensione è calata (Alessandria, Pavia due domeniche fa, il rigore di Monza e qualche altro caso). Non è facile per niente costruire un meccanismo così ben funzionante, con pedine interscambiabili (quante volte abbiamo constatato che il risultato non cambia – o quasi- a prescindere dagli interpreti), capace di esaltare i lati positivi di ognuno contenendo i limiti individuali, di muoversi sul terreno secondo direttive ben precise appiccicandosi addosso all'avversario di turno e ripartendo alla prima occasione.

 

Capuano demiurgo di una squadra che lotta su ogni palloneGrande merito va riconosciuto al demiurgo Eziolino (di cui si aspetta rapida e meritata conferma) ed ai suoi ragazzi che lo seguono con fiducia e applicazione. Qualche limite si può ravvisare magari nella capacità di costruzione del gioco che pure si intravede in certe ripartenze ed in movimenti che a volte solo si intuiscono ma che nascono anch'essi da uno studio accurato. Qui si paga magari la mancanza di un po' di qualità in mezzo al campo e di capacità di finalizzazione davanti, doti penalizzate anche dalla necessità di stare bassi per non lasciare i nostri tre della linea difensiva con troppo campo da coprire, cosa che li metterebbe facilmente in balia degli avversari più veloci (Cremona docet); per conseguenza centrocampisti ed attaccanti devono percorrere 60/70 metri per andare a fare i guastatori in area avversaria e la lucidità non può non risentirne.

Il risultato di questa alchimia è comunque entusiasmante: la classifica ci sorride, l'affetto verso l'allenatore e la squadra sono altissimi, anche perché raramente avevamo visto giocatori lottare per la maglia come i ragazzi di Capuano quest'anno (e dagli spalti si vede chi tira indietro la gamba o “svaccheggia” per il campo e si traggono le conclusioni conseguenti), il senso di equità dell'allenatore che punisce chi sbaglia e premia chi fa bene ci conforta in un paese di privilegi acquisiti e mai rimossi. Sarà un anno da ricordare per tante ragioni, ma sopratutto è una stagione ancora tutta da godere fin dalla prossima con la capolista Alessandria (altra squadra che si preannuncia dichiaratamente pronta a illustrarci calcio-spettacolo; lo vedremo...), una partita un po' rovinata dal folle orario della Lega ma ricca di stimoli e motivazioni. Vero che il grande obiettivo stagionale è centrato, ma si sa come funziona con l'appetito...

 

scritto da: Paolo Galletti, 19/03/2015





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