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Area Lebole e opere pubbliche, c'è l'ok del Consiglio. Per lo stadio nemmeno un euro

L'assise comunale ha dato il via libera alla realizzazione della ''Cittadella degli Affari'' e a 13 milioni d'investimenti per il piano d'interventi 2015. Del ''Città di Arezzo'' però non c'è traccia ed era improbabile aspettarsi il contrario. Eppure di soluzioni per risolvere le magagne della più grande struttura sportiva della città ce ne sarebbero: a cominciare dagli impianti modulari che si stanno affermando in tutta Europa. Al riguardo esiste anche un interessante progetto di Deloitte Italy Spa in collaborazione con il Coni



il progetto per la nuova area LeboleIl Consiglio Comunale ha approvato il Piano delle opere pubbliche 2015 che prevede 13 milioni e mezzo di investimenti. Centrale è la manutenzione. Disco verde per il Polo del Digitale e prosecuzione dei lavori in Fortezza e sugli assi ottocenteschi. Inoltre, via libera a 16 cantieri. Dello stadio, ma era impossibile aspettarsi il contrario, non c'è traccia. Il piano è stato approvato con 17 voti a favore e 9 contrari. 4 gli astenuti.

Disco verde definitivo anche al piano complesso di intervento denominato “Cittadella degli Affari”: quattro i comparti ma quello dove insiste l’area della ex Lebole è il C1. Il C2 corrisponde all’area del vecchio Centro Affari, il C3 è quello dove insiste la nuova sede di Arezzo Fiere e Congressi, il C4 corrisponde al raccordo autostradale. Fin dall’esordio di questa pratica urbanistica, si è subito dato corso all’iter relativo alle opere che andranno a insistere sul primo comparto, lì dove sorgeva la storica fabbrica manifatturiera. Nell’ambito di questo comparto C1, la cui superficie utile lorda recuperabile è di 69.196 metri quadrati, sono stati individuati i sotto-comparti C1 A, destinato a direzionale, commerciale e turistico-ricettivo, e C1 B, destinato al residenziale. Elemento qualificante resta il verde pubblico con ben 41.000 metri quadrati a esso destinati, l’edilizia residenziale sociale viene ridotta da 5.000 a 2.703 metri quadrati. Complessivamente al residenziale sono destinati al massimo 34.000 metri quadrati.

Nel comunicato stampa del Comune si legge che sul primo comparto, il C1 A, insisteranno anche la stragrande maggioranza delle opere di urbanizzazione compresi l’intervento sul raccordo autostradale e il collettore che inciderà sul sottopasso di via Galvani. Le tre strutture commerciali di progetto resteranno divise e con un ordine di grandezza similare. Tutta questa superficie commerciale al dettaglio non potrà eccedere i 12.500 metri quadrati.

I parcheggi, per i quali in sede di adozione era stato eliminato l’obbligo di una percentuale di interrati, sono adeguati alle dimensioni e alle funzioni dei comparti. Un sistema di permeabilità pedonale e ciclabile è pensato per unire i vari comparti, nell’ambito di un generale miglioramento urbanistico di una zona d’ingresso alla città che subirà una trasformazione qualitativa, oltre che beneficiare di una grande opportunità di sviluppo, grazie a investimenti privati.

Da parte delle opposizioni sono arrivate critiche variegate su entrambe le questioni, come vuole la prassi e il clima pre elettorale. Di fronte all'importanza dell'area Lebole, in effetti, tutto il resto passa in secondo piano: lì sorgeranno tre mega strutture (Esselunga, Euronics, Globo) e ci sarà da lavorare per chissà quanto tempo anche sulla viabilità. Eppure riguardo lo stadio potrebbero essere tanti gli spunti d'interesse per risolvere quella che è, a tutti gli effetti, una magagna irrisolta per l'amministrazione. 

 

La Deloitte Italy Spa, per esempio, ha proposto di concerto con il Coni una soluzione per molte città che avrebbero bisogno di costruirsi un impianto nuovo senza grandi costi e in tempi brevi. 

 

La soluzione sarebbe quella dello stadio modulare, secondo un trend che ha preso campo in Europa a molte latitudini. Il progetto di Deloitte, seppure di qualche anno addietro, prevede anche l'ipotesi della realizzazione di un nuovo stadio da parte del Comune, con dismissione di quello esistente, coperture finanziarie e canoni di locazione. Proprio quello che potrebbe e dovrebbe succedere ad Arezzo. Insomma, la strada da seguire per migliorare la situazione ci sarebbe. Ma serve, a prescindere da tutto, una volontà politica che negli anni scorsi è sempre venuta meno. E che forse adesso, con le elezioni alle porte, potrebbe essere stimolata in modo decisivo.

 

scritto da: Andrea Avato, 21/03/2015





Stadio modulare, progetti e soluzioni

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