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Calciopoli, Bertini prosciolto dopo nove anni di processo. ''Il fatto non sussiste''

La sentenza della Cassazione è arrivata stanotte dopo una lunghissima camera di consiglio. Per l'ex arbitro aretino, che aveva rinunciato alla prescrizione, è definitivamente crollata l'imputazione di associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva. ''Finalmente termina un processo tragico'' le sue prime parole. Prescritti molti dei reati contestati a Moggi e Giraudo, considerati al vertice della ''cupola'' che controllava il calcio italiano



Paolo Bertini assolto dalla CassazioneProsciolto dalla Cassazione ''perché il fatto non sussiste''. L'epilogo del processo di Calciopoli è una vera liberazione per Paolo Bertini, l'ex arbitro di Arezzo che era finito dentro il calderone della giustizia penale con l'accusa di associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva. Un'accusa che lo ha accompagnato per un decennio e che adesso è crollata definitivamente. 

«Finalmente dopo nove anni termina questa vicenda, che è stata un’avventura che mi ha provato molto: un processo tragico nel quale non tutti hanno avuto la mia stessa sorte, quella di essere assolto. Ringrazio il mio avvocato, Mauro Messeri, che mi ha sostenuto fin dalla nascita di questa odissea giudiziaria». Questo il commento di Bertini, scagionato da tutte le accuse insieme al suo collega Antonio Dattilo.

Bertini, assolto con formula piena dalla giustizia sportiva già nei processi del 2006, secondo la Procura di Napoli sarebbe stato in possesso di una sim svizzera utilizzata per tenere rapporti con Luciano Moggi e quindi con la cupola che manovrava il calcio italiano. Una circostanza che Bertini ha sempre negato. Condannato a un anno e 4 mesi dalla sentenza di primo grado, poi ridotta a 10 mesi in appello, il direttore di gara aretino, promotore finanziario e membro del direttivo del quartiere di Porta Santo Spirito, ha addirittura rinunciato alla prescrizione davanti alla Cassazione. Una scelta rischiosa che è stata ripagata dall'assoluzione di stanotte. La sentenza dei giudici è arrivata intorno all'una e mezza dopo una lunghissima camera di consiglio.

Per quanro riguarda gli altri imputati, prescritta l’associazione a delinquere contestata all’ex dg della Juventus Luciano Moggi e all’ex ad bianconero Antonio Giraudo; poco o nulla rimane delle contestazioni di frode sportiva, se non qualche aspetto risarcitorio per le parti civili; confermata la condanna a 10 mesi di reclusione (pena sospesa) per l’ex arbitro Massimo De Santis, che aveva anch'egli rinunciato alla prescrizione. Tra le assoluzioni figura anche quella di Gennaro Mazzei, all'epoca dei fatti designatore dei guardalinee. Fu lui a designare Titomanlio ad Arezzo per la partita con la Salernitana, quella che poi costò al club amaranto la penlizzazione di 6 punti in serie B.

L'avvocato Prioreschi, legale di Moggi, ha commentato così la sentenza: "Mi aspettavo qualcosa di meglio. Questa sentenza non scioglie un nodo principale che è quello dell'associazione a delinquere che adesso è rimasta veramente poca cosa. Perché questo processo è partito con 41 tra arbitri e assistenti di linea prima indagati e poi imputati e praticamente è rimasta un'associazione con soli due arbitri, Racalbuto e De Santis, e solo tre frodi sportive sulle 21 contestate all'inizio nelle quali sono state condannate due arbitri: Racalbuto per Cagliari-Juve e Roma-Juve e De Santis per Fiorentina-Bologna. Mi sembra veramente poca roba rispetto a quello che era stato ipotizzato dai pubblici ministeri all'inizio. Questo è un po' il dato che stona con una dichiarazione di prescrizione su un'associazione a delinquere. Predeterminare i risultati del campionato di calcio 2004-2005? Mi sembra un po' difficile farlo con due arbitri e tre partite''.

 

scritto da: Andrea Avato, 24/03/2015





Calciopoli, Bertini assolto in Cassazione

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