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SERIE C GIRONE B - 13a giornata

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L'Arezzo da spiaggia, il futuro di Yaisien, salvezza cosa fatta, Serafini senza applausi

Gli amaranto sono stati grandi con le grandi e, come ha confermato la partita di ieri, un po' più piccoli con le piccole. Questione di attitudini, coincidenze e di motivazioni, che non possono essere sempre al massimo. Ma l'obiettivo era restare in categoria senza soffrire e quindi si può essere soddisfatti, anche se Capuano ha definito ''indecoroso'' l'atteggiamento della squadra nel secondo tempo con la Pro Patria. Dalla solita prestazione abulica di Montini a quella pimpante del franco egiziano, fino alla freddezza con cui è stato accolto il grande ex



la formazione amaranto schierata da Capuano contro la Pro PatriaCHISSENEFREGA DEL 2-2 - L'Arezzo è grande con le grandi e un po' più piccolo con le piccole. Questione di attitudini tecniche, di coincidenze e di motivazioni. Fare le scarpe al Bassano dopo gli sberleffi dell'andata o mettere sotto l'Alessandria dopo le stilettate di Marconi non è la stessa cosa che spezzare le reni alla Pro Patria. E se l'Arezzo non gioca con gli occhi della tigre fatica anche nelle partitelle del giovedì. Lo sappiamo tutti, lo sa pure Capuano che difatti a metà settimana aveva sferzato la squadra con urla belluine per tenere alta la tensione. Ma siccome Villagatti, Gambadori e tutti gli altri sono cristiani normali e non dei cyborg, ci sta di toppare qualche gara. Che poi, guardando classifica e prospettive, verrebbe anche voglia di dire chissenefrega.

DIFESA HORROR - L'approccio tremebondo si è intuito subito, quando Guglielmotti ha vinto il duello con Carcione e ha creato la prima palla gol. Erano trascorsi sessanta secondi e poco più. Poi Guidi ha bucato l'anticipo e la Pro Patria ha segnato. La rimonta è stata frutto di alcune belle giocate e di una reazione d'orgoglio, condita da qualche trama di discreto livello e facilitata dalla fase difensiva bustocca, che avrà fatto inorridire un cultore della materia come Capuano. Non per caso quella di Montanari è la retroguardia più sfondata dell'intero torneo. Ma l'avversario era vivo e aveva stimoli evidenti. Di qui alla fine per l'Arezzo sarà sempre più dura tenere alti i ritmi e l'asticella. Però l'obiettivo di tutti era salvarsi senza soffrire. Bisogna ricordarsene.

MONTINI O GODOT? - Montini continua a cercare se stesso. Titolare, riserva, una volta anche in tribuna, poi di nuovo titolare, riserva eccetera eccetera. Capuano le ha provate tutte ma stringi stringi non ha ottenuto quanto sperava. Montini è di sicuro più cattivo e determinato di quando arrivò ad Arezzo, però sta spremendo il trenta per cento delle sue potenzialità. A 23 anni dovrebbe essere arrivato il momento della svolta, invece sembra sempre tutto uguale. Poi il treno passa e addio.

 

Matteo Serafini a colloquio con l'arbitro PronteraIL FUTURO DI YAISIEN - Per dire. Yaisien in due mesi ha fatto più progressi. E' arrivato che pareva un fuscello in mezzo a tanti baobab, perdeva ogni contrasto e giocava senza incidere. Adesso è cambiato da così a così: difende bene palla, dà un senso al gioco, riesce a verticalizzare e comincia a farsi vedere sottoporta. Capuano vuole puntarci l'anno prossimo e la mossa non è azzardata. Anche perché, a occhio e croce, la fase offensiva verrà potenziata. Con grande sollievo per i trequartisti e anche per le punte.

UNO, NESSUNO E CENTOMILA CAPUANO - Eziolino in sala stampa ha fatto riferimento al beach volley e alla spiaggia, definendo indecoroso e vergognoso l'atteggiamento del secondo tempo, quando la squadra non ha dato la sensazione di voler vincere la partita. Si è pure assunto la responsabilità della prova scialba, confermandosi (ma non ce n'era bisogno) come autentico fulcro di tutta la situazione. I successi e gli insuccessi della squadra, ma anche l'indice di apprezzamento della società presso l'ambiente dipendono da quello che fa, da quello che dice e non dice l'allenatore. Capuano, alla luce dei fatti, è molto più di un manager. Se dentro un'impostazione del genere siano maggiori i rischi o i benefici per l'Arezzo, ognuno la pensa a modo suo. Di sicuro quest'anno ha funzionato.

CUORE E RAGIONE - Matteo Serafini fu il capitano amatissimo di una squadra amatissima che stravinse la C1 nel 2004. Al Comunale era già tornato da avversario, quindi il parallelo con la rimpatriata novembrina di Abbruscato, suo gemello del gol in quell'annata di gloria, regge poco. Ma mentre Elvis ricevette un bagno di folla, Serafini si è preso qualche applauso isolato e poco più. Probabilmente il gol dell'ex che segnò in rovesciata quando giocava a Catania, e soprattutto l'esultanza che venne dopo, hanno lasciato il segno. Razionalmente, può sembrare crudele. Ma il cuore ha le sue ragioni che la ragione che non conosce. 

 

scritto da: Andrea Avato, 29/03/2015





Arezzo-Pro Patria 2-2 / Intervista a Villagatti

Arezzo-Pro Patria 2-2
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